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Rajoni dhe Bota 5 Gusht 2025, 21:37

Le matrioske di Putin nel cuore dell'Italia!

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Le matrioske di Putin nel cuore dell'Italia!

Personaggi italiani legati alla Federazione Russa gestiscono reti di influenza, protezione patrimoniale e relazioni con l'apparato moscovita. Dietro la facciata della diplomazia culturale, facilitano accordi immobiliari e riconoscimenti ufficiali e agiscono come emissari del regime.

C'è una categoria diplomatica che ricorre sistematicamente nelle indagini sull'influenza russa in Italia, sull'elusione delle sanzioni europee e sul riciclaggio di denaro: i Consoli Onorari della Federazione Russa. Protetti da uno status semi-istituzionale e da ampie relazioni con l'apparato statale, questi individui agiscono come veri e propri emissari del Cremlino. Da Nord a Sud, gestiscono contatti, promuovono iniziative culturali e commerciali, canalizzano risorse e facilitano operazioni a vantaggio dell'economia di guerra russa, aggirando le restrizioni internazionali.

Il caso più emblematico è nel Nordest, a Verona, dove Antonio Fallico, già a capo di Intesa Sanpaolo in Russia fino alla chiusura delle sue attività dopo l'invasione dell'Ucraina, è console onorario della Federazione Russa e fondatore dell'Associazione Conoscere Eurasia. Dal Forum Economico Eurasiatico di Verona, poi trasferito a Baku a causa delle sanzioni, è diventato un punto di riferimento per oligarchi e imprenditori russi, contribuendo a creare canali alternativi per il commercio e la finanza attraverso triangolazioni con Bosnia, Turchia e Azerbaigian.

Fallico, giunto a Mosca nel 1978, è il decano di una rete di relazioni che consente anche l'utilizzo culturale e immobiliare del denaro russo. Un caso concreto è la Scuola Piccole Zattere di Venezia, finanziata dall'oligarca Leonid Mikhelson, presidente di Novatek, tramite la figlia Victoria, usata come copertura per mascherare i fondi.

Spostandoci lungo la costa adriatica, ad Ancona troviamo l'avvocato Marco Ginesi, che ha ereditato l'incarico dal padre Armando, storico dell'arte e punto di riferimento per i russi nelle Marche. Oltre al consolato, Ginesi gestisce uno studio legale attraverso il quale fornisce consulenza ai russi sanzionati, tra cui la potente famiglia Matvienko.

Secondo una fonte riservata, Ginesi avrebbe orchestrato, nel suo duplice ruolo di diplomatico e avvocato, il sistema di società e fondi che occultava la vera proprietà di una villa a Pesaro attribuita a Sergej Matvienko e a sua madre Valentina, figure chiave del potere putiniano.

Il curriculum diplomatico di Ginesi è costellato di episodi controversi, dall'organizzazione di missioni commerciali italiane nella Crimea occupata alla difesa pubblica del regime di Putin per l'arresto degli avvocati di Alexei Navalny.

Nel 2023, l'Ordine degli avvocati di Milano ha espresso solidarietà per la detenzione arbitraria degli avvocati Vadim Kobzev, Alexei Liptser e Igor Sergunin, successivamente condannati a una pena detentiva da tre a cinque anni, accusati di aver diffuso i messaggi contro la guerra di Navalny.

Guinness rispose con una nota ufficiale all'Ordine, definendo la solidarietà "affrettata e a priori", sostenendo che l'iniziativa rischiava di essere interpretata "in chiave politica" piuttosto che come una difesa dei diritti degli avvocati. Questa posizione relativizzò di fatto la repressione di Mosca e sostenne la narrazione ufficiale del Cremlino. Naturalmente, Guinness non si scusò mai per questa lettera, e nessuno lo riteneva responsabile per aver preso posizione a favore di un regime che imprigiona (e uccide) i dissidenti e i loro difensori.

In Campania, regione al centro delle polemiche per l'annullamento di un'esibizione del direttore d'orchestra di Putin, Valery Gergiev, troviamo un altro fulcro critico: Vincenzo Schiavo, console onorario a Napoli e vicepresidente nazionale di Confesercenti con delega al Sud Italia.

Il 9 febbraio, Schiavo ha ricevuto la medaglia dell'Ordine dell'Amicizia direttamente dall'Ambasciatore russo Alexey Paramonov e dal Console Generale Andrey Kharchenko. Il premio, conferito dal Ministero degli Esteri russo, certifica la completa integrazione del console nelle reti di influenza russe.

Il conflitto di interessi è evidente: da un lato, rappresenta ufficialmente una nazione in guerra con l'Europa, dall'altro, presiede una delle principali associazioni di categoria italiane. Dopo gli attacchi del Ministero degli Esteri russo al Presidente Sergio Mattarella, viene da chiedersi come la Confesercenti possa tollerare che uno dei suoi leader ricopra incarichi che compromettono gli interessi nazionali.

Tutti questi casi convergono verso un'inevitabile riflessione politica: è tempo che il governo italiano revochi gli incarichi consolari onorari della Federazione Russa.

Non si tratta solo di una scelta simbolica, ma di una misura concreta per interrompere i canali paralleli, diplomatici, legali e associativi attraverso i quali Mosca continua a finanziare la sua macchina da guerra e a eludere le sanzioni.

Chiudere questi rubinetti significherebbe dare una stretta su uno dei più sofisticati riciclatori di denaro d'Europa. E restituire il significato della parola "onore" al titolo di console. / Tratto da "Pamphlet" di "Linkiesta"

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