La Grecia sta rivedendo silenziosamente la sua dottrina di difesa e investendo miliardi di euro nella modernizzazione militare, uno sviluppo che potrebbe influire sull'equilibrio militare nell'Egeo e nel Mediterraneo orientale. Secondo "Inside Over", la nuova strategia arriva in un momento di persistente tensione con la Turchia e in una regione in cui la corsa agli armamenti si sta intensificando.
Operazioni terrestri, marittime, aeree, cibernetiche e aerospaziali: Atene investe 25 miliardi di euro in programmi di armamento
La Grecia sta attraversando una nuova fase nella sua dottrina di difesa, un cambiamento che è passato relativamente inosservato, ma che potrebbe influenzare l'equilibrio militare nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale.
Nell'aprile dello scorso anno, Atene ha annunciato un ampio piano di investimenti per modernizzare le proprie forze armate, con particolare attenzione alla marina e all'aviazione. Secondo il piano, si prevede di spendere circa 25 miliardi di euro in programmi di armamento entro il 2036, con l'obiettivo di acquistare nuovi sistemi militari e sviluppare l'industria nazionale della difesa.
Questo programma rappresenta non solo un aumento della spesa, ma anche un cambiamento nel modo in cui la Grecia pianifica la propria difesa, in una regione in cui le tensioni con la Turchia rimangono costanti.
A novembre, il ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha presentato una nuova strategia denominata "deterrenza multi-dominio", che comprende operazioni su terra, mare, aria, cyberspazio e aerospazio.
Uno dei cambiamenti principali è che la difesa dell'Egeo non si baserà più principalmente sulla flotta navale, ma sempre più sui sistemi missilistici a lungo raggio dispiegati sulle isole. L'idea è quella di creare una rete d'attacco in grado di reagire rapidamente in caso di crisi e limitare i movimenti delle forze navali avversarie.
Per questa modernizzazione, la Grecia conta sulla stretta collaborazione con Francia, Stati Uniti e Israele.
La Francia ha fornito ad Atene le fregate Belharra e i caccia Rafale, e i due Paesi hanno anche un accordo di difesa reciproca. Gli Stati Uniti hanno incluso la Grecia nel programma F-35, mentre la Turchia è stata esclusa da questo progetto.
D'altro canto, Israele fornisce sistemi di difesa aerea, droni e tecnologie di sorveglianza e guerra elettronica.
Tuttavia, questa modernizzazione è vista anche come parte di una più ampia competizione militare nella regione, dove la rivalità tra Grecia e Turchia continua a rappresentare un fattore destabilizzante.
L'Italia partecipa a diversi progetti legati alla modernizzazione militare della Grecia, ma cerca di mantenere una posizione equilibrata nei confronti della Turchia.
Uno dei progetti principali è il nuovo sistema di difesa aerea denominato "Scudo d'Achilles", del valore di circa 2,8 miliardi di euro, progettato per proteggere da droni, aerei e missili.
Un altro programma importante è l'acquisto di quattro nuovi sottomarini, per il quale sono in competizione aziende provenienti da Germania, Francia, Svezia, Italia e Corea del Sud.
L'ultima Albania nella regione
Nel frattempo, in netto contrasto con questa corsa agli armamenti nel Mediterraneo orientale, l'Albania rimane uno dei paesi con le capacità militari più limitate della regione. Le forze armate albanesi dispongono solo di due droni Bayraktar di fabbricazione turca e di alcuni sistemi anticarro Javelin, mentre in molti altri settori – come la difesa aerea, i sistemi missilistici o le capacità navali avanzate – sono quasi completamente assenti. Questa ampia lacuna militare rende l'Albania uno degli attori meno equipaggiati in una regione in cui i paesi circostanti stanno investendo miliardi nella modernizzazione dei propri eserciti. / Tratto da "Inside Over"
Armiqtë shekullorë të Shqipërisë kanë punuar për këtë ditë....ka 36 vjet që nuk kanë pushuar asnjë ditë, pak e nga pak....
Rama dhe bela vetem vjedhin fondet, as u shkon ndermend te orientojne dicka drejt mbrojtjes se vendit