Kharg è considerato il cuore delle esportazioni petrolifere del Paese. Circa l'85-95% del petrolio iraniano venduto sui mercati internazionali passa attraverso questo terminal...
In ogni conflitto militare, c'è una fase di inganno strategico, in cui le parti cercano di confondere l'avversario facendo trapelare informazioni su possibili operazioni. In questo contesto, gli analisti hanno iniziato a discutere di un possibile obiettivo delle operazioni americane contro l'Iran: l'isola di Kharg, un punto chiave per l'economia del Paese.
Situato a circa 25 chilometri dalla costa iraniana, nel Golfo Persico, Kharg è considerato il cuore delle esportazioni petrolifere del Paese. Circa l'85-95% del petrolio iraniano venduto sui mercati internazionali passa attraverso questo terminal, rendendolo uno degli obiettivi potenziali più strategici nel conflitto.
Ogni giorno milioni di barili di petrolio vengono caricati su superpetroliere attraverso quest'isola, che poi attraversano il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz per raggiungere i mercati mondiali, in particolare la Cina, uno dei principali acquirenti di petrolio iraniano.
Un obiettivo strategico per l'economia iraniana
A causa del suo ruolo nell'economia iraniana, Kharg è considerato dagli esperti un "single point of failure". Se questo terminal dovesse chiudere, le principali entrate petrolifere di Teheran si ridurrebbero significativamente e l'economia del Paese potrebbe trovarsi ad affrontare una forte pressione finanziaria.
Tuttavia, finora l'isola non è stata colpita da operazioni militari da parte di Israele o dei suoi alleati, sebbene altri impianti energetici in Iran siano stati attaccati. Gli analisti ritengono che si tratti di una scelta deliberata per preservare una "carta strategica" per una fase successiva del conflitto.
Precedenti storici
L'idea di esercitare pressioni sull'Iran controllando Kharg non è nuova. Gli studiosi di storia ricordano che nel 1979, durante la crisi degli ostaggi americani a Teheran, alla Casa Bianca fu discusso anche un piano per prendere il controllo dell'isola e costringere il regime iraniano a rilasciare gli ostaggi.
Durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), l'isola fu bombardata più volte dalle forze di Saddam Hussein nel tentativo di paralizzare l'economia iraniana, ma le sue infrastrutture furono ricostruite e rimasero un elemento chiave per le esportazioni di petrolio.
I pericoli di un'operazione militare
Tuttavia, un'operazione per prendere il controllo di Kharg sarebbe molto rischiosa. L'isola si trova nella parte settentrionale del Golfo Persico ed è difesa dalle forze iraniane, che potrebbero infliggere perdite significative a qualsiasi forza attaccante.
Inoltre, Teheran ha ripetutamente avvertito che se le sue esportazioni di petrolio venissero bloccate, potrebbe attaccare le infrastrutture energetiche di altri paesi del Golfo, provocando una grave crisi nei mercati energetici globali.
Nel frattempo, nonostante le tensioni e i combattimenti nella regione, le attività a Kharg proseguono. Secondo quanto riportato dai media internazionali, i lavoratori del terminal hanno aumentato la produzione e continuato a rifornire di petrolio le petroliere, a dimostrazione del fatto che le esportazioni iraniane proseguono anche in condizioni di guerra.
Gli analisti stimano che se Kharg diventasse un obiettivo militare, l'impatto non sarebbe solo per l'Iran, ma anche per i mercati energetici globali, poiché un'interruzione delle forniture potrebbe causare un forte aumento dei prezzi del petrolio in tutto il mondo. / Tratto da "Corriere della Sera"
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