Il Ministero delle Finanze mantiene l'aliquota fiscale più alta per i media in tutta Europa, in un momento in cui il Paese cerca di rispettare gli standard di libertà di informazione e di libero mercato.
L'Albania ha avviato l'ultimo gruppo di negoziati con l'Unione Europea. Questo passaggio richiede il rispetto degli standard di mercato europei e della concorrenza leale. Tuttavia, il Ministro delle Finanze sostiene una realtà che contraddice il principio della libertà di informazione e le pratiche degli Stati membri. I media albanesi pagano l'IVA al 20%, un'aliquota che non si riscontra nei paesi con mercati di piccole dimensioni o economie fragili.
Si tratta di un netto contrasto. Il governo aspira all'integrazione, ma la politica fiscale nei confronti dei media mostra una mancanza di coerenza. Il Ministro delle Finanze presenta l'IVA come uno strumento neutrale, ma questa norma ha conseguenze concrete. Riduce la capacità dei media di investire nella qualità. Aumenta la loro dipendenza da altre fonti di finanziamento. Crea una pressione diretta sul processo decisionale editoriale. In questa situazione, assistiamo a una politica che colpisce proprio il settore che dovrebbe sostenere la trasparenza e il controllo democratico.
L'Albania è l'unico paese in Europa che mantiene l'aliquota IVA per i media al livello dell'IVA generale. I paesi dell'Unione Europea trattano i media come un settore che sostiene il funzionamento democratico. L'Italia ha il 4%. La Francia ha il 2,1% per la stampa. La Germania ha il 7%. Croazia, Slovenia, Grecia e Bulgaria hanno tra il 5 e il 10%. Il Kosovo è pari a zero. Nessun paese equipara i media ad altre attività commerciali.
Questo fatto solleva interrogativi diretti per il Ministro delle Finanze. Il Ministro comprende che gli standard UE richiedono il sostegno dei settori che sostengono l'onere dell'informazione pubblica? Il Ministro comprende che un mercato dei media colpito da un'elevata tassazione perde la sua capacità di produrre informazioni accurate e indipendenti? Il Ministro comprende che la trasparenza finanziaria non funziona quando è la politica statale stessa a creare ostacoli?
Il governo si è trovato in una situazione in cui dichiara un impegno per l'integrazione e allo stesso tempo mantiene una politica fiscale che non si riscontra in nessun paese europeo. Questa dualità compromette la credibilità del processo negoziale. L'Unione Europea non richiede solo il rispetto di criteri tecnici. Richiede anche la tutela della libertà di informazione e la garanzia del pluralismo. Un'IVA al 20% per i media contraddice questo requisito.
L'Albania non può avanzare nel processo di integrazione mantenendo politiche che danneggiano proprio i settori che garantiscono il flusso di informazioni e la trasparenza della governance. Il Ministro delle Finanze ha il chiaro dovere di rivedere questa politica. Ogni ritardo danneggia il mercato. Ogni silenzio peggiora il clima informativo. In un Paese che cerca di essere incluso nella famiglia europea, non c'è spazio per un trattamento fiscale che soffoca i media./ Opuscolo
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