La decisione del rettore dell'Università di Tirana di rimuovere temporaneamente il decano eletto viene considerata un pericoloso precedente per l'autonomia universitaria e per l'abuso di potere accademico.
L'università non può essere trattata come proprietà personale del rettore. Tanto meno la Facoltà di Giurisprudenza, un'istituzione che dovrebbe promuovere il rispetto della legge, delle procedure e degli standard istituzionali.
Proprio per questo motivo, la decisione del rettore dell'Università di Tirana, Artan Hoxha, di sospendere la preside della Facoltà di Giurisprudenza, Dorina Hoxha, ha suscitato sconcerto e forti reazioni nell'ambiente accademico.
Il documento ufficiale, datato 20 maggio 2026, giustifica la sospensione con l'interesse manifestato dal decano a candidarsi al Consiglio Superiore della Magistratura. La decisione, firmata dal rettore, afferma che la sospensione è disposta "al fine di garantire l'imparzialità istituzionale ed evitare conflitti di interesse" durante la procedura di selezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura e del Consiglio Superiore della Magistratura. Nella stessa decisione, il rettore nomina il professor Skënder Kaçupi a svolgere tutte le funzioni di decano.

Ma è proprio qui che inizia il problema.
Dorina Hoxha non è stata nominata dal rettore. È stata eletta tramite votazione da parte del corpo docente e degli studenti. Anche il rettore stesso è stato eletto tramite votazione. Ciò significa che il rapporto tra loro non è di subordinazione personale, bensì un rapporto istituzionale determinato dalla legge e dall'autonomia universitaria.
Per questo motivo, in molti all'interno dell'università questa decisione viene considerata un eccesso di autorità e un pericoloso precedente per l'uso del potere all'interno delle istituzioni accademiche.
Nella prassi universitaria e nella logica dell'autonomia accademica, la sospensione di un preside non può essere considerata un atto amministrativo di routine. Deve fondarsi su solide basi giuridiche e procedurali, non su interpretazioni estensive dell'autorità del rettore.
Il principale punto interrogativo riguarda il fatto che la candidatura alla Corte Suprema venga considerata un motivo di sospensione. E questo crea immediatamente un pericoloso precedente: un dirigente universitario può essere sospeso ogni volta che si candida a una carica in un'istituzione costituzionale?
Se si accetta questa logica, l'autonomia universitaria viene meno e l'università si trasforma in un'istituzione che funziona secondo la volontà di una singola persona.
Il dibattito è ancora più acceso a causa della tempistica della decisione. La sospensione arriva subito dopo la candidatura di Dorina Hoxha al KLJ (Consiglio di Giustizia Militare). Per questo motivo, all'interno dell'università circola apertamente l'interpretazione secondo cui non si tratterebbe di una questione procedurale, bensì di un movimento motivato da tensioni interne e da una lotta per il controllo della Facoltà di Giurisprudenza.
A questo punto, la questione non è più personale. Non si tratta più semplicemente di un conflitto tra il rettore e il decano. È un dibattito sui limiti del potere all'interno dell'università.
Perché se un rettore può sospendere un decano eletto tramite votazione, sulla base di tali interpretazioni, allora l'autonomia universitaria rimane solo uno slogan.
L'Università di Tirana non può funzionare come una normale amministrazione statale, dove il leader di turno decide a suo piacimento. L'università è un'istituzione autonoma. E l'autonomia non si tutela con dichiarazioni cerimoniali, ma con il rispetto dei limiti del potere.
Proprio per questo motivo, la decisione di Artan Hoxha non viene vista solo come un atto amministrativo. Viene considerata una prova per l'autonomia universitaria stessa in Albania.
E se questo precedente passasse inosservato, senza dibattito e senza reazioni istituzionali, domani qualsiasi rettore universitario potrebbe usare la stessa logica per reprimere chiunque sfugga al suo controllo./ Opuscolo
Kjo nuk eshte asgje.Rektori se bashku me nje grup prej 4 ose 5 vetesh po tenton ta ktheje FD ne nje kuplara.Njeri nga keto eshte edhe njeri qe del pernate ne TV duke bere kompetentin per cdo ceshtje.I vetmi person ne ate fakultet qe ka kundershtuar veprimet e paligjshme eshte pikerisht dekania,nje person i respektuar nga koleget dhe nga te gjithe studentet per profesionalizmin dhe integritetin.Fatkeqesisht personeli tjeter duket i nenshtruar nga presionet e rektorit.Pikerisht kjo eshte arsyeja e ketij sulmi qe mbi te gjitha nuk eshte ligjor.
Qe Artan Hoxha eshte Rektor anonim dhe plagjiaturist, kjo dihet. Por qe edhe ju te Pamfletit keni kuptim te gabuar per "autonomine universitare" kjo duket ne rreshtat qe shkruani dhe theksin qe vini. Megjithate, kuptimi juaj i gabuar per autonomine nuk eshte edhe aq per faj tuajin. Rama ne atsimin e larte dhe universitete ka bere nje lemsh aq te tmerrshem, saqe nuk ka bir nene ta sjelle gjendjen ne "normale". Thene keto sugjerimi im per ju eshte ti kerkoni ChatGPT tju beje nje qartesim vetem brenda pak minutave per autonomine institucionale te nje universiteti - cfare involvon, si shprehet, apo cdon te thote per raportet qeveri-universitet apo raporteve brenda strukturave te universitetit. Qe mbase heren tjeter mos kepusni kodra pas bregut.