
Dopo ogni "boicottaggio" e dichiarazione di non riconoscimento, Berisha finisce in Parlamento, riconoscendo di fatto le elezioni e dando ossigeno politico a Rama...
Sali Berisha ha guidato il Partito Democratico anche durante gli 8 anni in cui Lulzim Basha ne è stato il presidente ufficiale. La Presidenza e il Consiglio Nazionale non sono stati eletti, non si sono riuniti e non hanno preso decisioni senza il suo ordine. I fatti dimostrano che durante tutto questo periodo Berisha non ha interrotto il legame attivo con Edi Rama. Al contrario, dopo l'emendamento costituzionale del 2008, che ha approvato le liste chiuse, ha ampliato e approfondito i rapporti con lui, anche dopo le elezioni dell'11 maggio.
Dopo la quarta sconfitta consecutiva del DP, Berisha si comporta come se stesse denunciando brogli elettorali. Ma i video da lui stesso pubblicati mostrano che sono stati i commissari democratici a riempire le urne a favore del SP e dei suoi candidati. Anche l'approvazione del Codice Elettorale in collaborazione con Rama va nella stessa direzione: la prova che Berisha è un vecchio mercante, che usa il DP per i propri interessi personali.
Le sue ripetute dichiarazioni di non riconoscere le elezioni dell'11 maggio contraddicono la realtà: se non le riconosce, perché dovrebbe partecipare alla prima sessione parlamentare e prestare giuramento? Nell'ultima conferenza stampa, alla domanda se Gazmend Bardhi sarà il presidente del gruppo parlamentare, Berisha ha dato un'approvazione implicita. Quindi, l'ingresso del DP in parlamento è un fatto, e con esso il riconoscimento del risultato che ha reso Rama nuovamente primo ministro.
I deputati del PD ripetono il ritornello di Berisha sul non riconoscimento delle elezioni, ma con lo stesso spirito affermano che "combatteranno la battaglia all'interno del parlamento". Sono stati infatti avviati contatti con la Presidenza dell'Assemblea per la carica di vicepresidente, per la guida del gruppo parlamentare e per la nomina dei membri delle commissioni parlamentari. Si tratta di chiare mosse di riconoscimento "di fatto" delle elezioni, mentre le azioni di Berisha, con urla durante le sedute e sedie bruciate, sono solo una facciata per i militanti.
I parlamentari riceveranno stipendi e indennità consistenti, mentre i democratici, come hanno fatto per 16 anni, continueranno a "mangiare erba" sotto il comando di un presidente che non lascia mai andare le redini./ Opuscolo
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