Il parlamentare del DP, ex giudice dei pioppi e simbolo della corruzione nella magistratura, ritiene SPAK responsabile delle indagini sui gruppi criminali, mentre suo nipote è in prigione in quanto membro di una banda di narcotrafficanti e omicidi...
In Commissione Legislativa Parlamentare, il deputato del PD Gjin Gjoni, ex giudice dei pioppi, simbolo di corruzione e riciclaggio di denaro, ha richiamato l'attenzione del leader dello SPAK Altin Dumani sul fatto di non "abusare" della creazione di gruppi criminali strutturati.
Un'affermazione ironica che sarebbe stata giusta, se non fosse stata una pura provocazione alla giustizia da parte di un uomo con fascicoli oscuri in ogni anello del sistema in cui ha prestato servizio.
In effetti, lo SPAK ha indagato e portato davanti alla giustizia diversi gruppi criminali in patria e all'estero, dimostrando le accuse a loro carico in collaborazione con partner internazionali.
Ma è altrettanto vero che lo SPAK non ha osato toccare diversi altri gruppi potenti, protetti dalla cupola della politica, del potere e della giustizia, un fatto che qualsiasi parlamentare con integrità avrebbe dovuto sottolineare, ma non Gjin Gjoni, che è lui stesso parte del problema.
Il motivo del suo intervento non era legato ad "abuso di giustizia", ma a un puro conflitto di interessi. Tra i gruppi criminali colpiti dallo SPAK c'era anche Dedan Gjoni, suo nipote, figlio di suo fratello.
Quest'ultimo, in qualità di Capo della Polizia Criminale presso la Stazione di Polizia n. 6 di Tirana, è stato arrestato il 21 novembre 2023 come uno dei leader del gruppo criminale strutturato "Breçani-Mata", accusato di traffico di droga, smentita di reati e fornitura di mezzi per omicidi su commissione.
Il suo nome è ricomparso in un altro gruppo a Elbasan il 25 novembre 2024, per il quale è stato emesso un secondo provvedimento di arresto con pena detentiva.
Oltre al legame familiare, Gjin Gjoni ha nascosto questo fatto nel modulo di depenalizzazione, sebbene la legge lo obblighi a dichiarare ogni legame di parentela fino al quarto grado, inclusi coniuge, figli, fratelli, sorelle, nipoti o affini.
Così, l'ex giudice che ha accumulato una fortuna impressionante in Albania e all'estero, ha commesso un'altra serie di abusi della legge, questa volta come membro del Parlamento albanese.
Né la CEC né la Procura Generale hanno avviato un'indagine su questa flagrante violazione, sebbene costituisca un reato.
Nel frattempo, questa persona pubblicamente screditata, che è stata a sua volta oggetto di indagini per corruzione, oggi mantiene lo status di legislatore e cerca di impartire lezioni alla magistratura.
Questa è la visione più chiara del degrado del Parlamento albanese, giunto al punto in cui Gjin Gjoni, ex giudice dei pioppi e simbolo del vecchio sistema giudiziario, predica integrità, leggi europee e lotta alla corruzione.
Un'assurdità politica e morale che dimostra che in questo Paese la criminalità non è più nelle strade, ma in Parlamento./ Opuscolo
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