Qatar Airways, Gulf Air, Flydubai e Air Arabia stanno conducendo rigorose revisioni interne per ridurre i costi operativi e mantenere la necessaria liquidità finanziaria in questo periodo di incertezza. Solo le aziende che sapranno adattarsi rapidamente e con flessibilità sopravvivranno a questa nuova ondata d'urto che sta colpendo il mercato con una forza senza precedenti...
Le compagnie aeree potrebbero fallire entro poche settimane se il conflitto armato in Medio Oriente non si concluderà presto. La tesa guerra tra Stati Uniti e Iran sta scuotendo le fondamenta del settore dell'aviazione civile, causando un drastico calo delle prenotazioni e un improvviso aumento dei costi del carburante per ogni volo.
Una crisi di questa portata si è vista e documentata solo durante il difficile periodo della pandemia globale di COVID, quando il mondo intero era isolato. Questo allarme è stato lanciato pubblicamente da Gediminas Ziemelis, fondatore del potente gruppo Avia Solutions, che avverte con tono serio: "Dobbiamo essere preparati al massimo per affrontare qualsiasi possibile rischio derivante da questa improvvisa destabilizzazione. Se la situazione attuale dovesse protrarsi per più di un mese, potremmo assistere ai primi fallimenti di compagnie aeree in tutto il mondo, a partire da quelle più vulnerabili".
I costi della guerra
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha causato danni gravissimi all'economia globale, portando a un forte aumento dei prezzi dei carburanti nelle borse.
Ogni giorno, circa 17-18 milioni di barili di petrolio transitano attraverso quella vitale rotta marittima, larga appena 33 km, tra l'Iran e l'Oman. Questa enorme quantità corrisponde a circa il 20% del fabbisogno energetico mondiale e comprende oltre un quarto delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto, provenienti principalmente dallo Stato del Qatar.
Ziemelis spiega al quotidiano britannico "Daily Mail" come questa crescita incontrollata stia pesando sui bilanci delle compagnie aeree, già alle prese con interruzioni delle rotte e aumento dei costi assicurativi.
Il carburante rappresenta in genere circa il 25% dei costi operativi totali di una tipica compagnia aerea. Dall'inizio di questo conflitto, i prezzi del petrolio sono aumentati.
di quasi il cinquanta percento, raggiungendo la cifra critica di circa 100 dollari al barile.
Di conseguenza, alcune compagnie sono costrette a imporre tariffe aggiuntive per il "carburante di guerra", mentre altre stanno eliminando completamente alcune rotte aeree che non sono più economicamente sostenibili.
Cambiare itinerario
Oltre all'aumento del costo del petrolio greggio, si aggiunge il grave problema della chiusura dello spazio aereo sopra le zone di conflitto. Le compagnie aeree sono costrette a dirottare i propri voli per evitare le aree pericolose del Medio Oriente.
Ciò comporta un aumento dei tempi di percorrenza, un maggiore consumo di carburante e un aumento della stanchezza dell'equipaggio.
Molte compagnie europee e asiatiche sono state costrette ad aumentare i prezzi dei biglietti e a ridurre significativamente il numero di destinazioni.
I voli con base in Medio Oriente sono stati i più colpiti, con migliaia di voli cancellati a causa degli attacchi missilistici e dei droni che hanno investito la regione. Questi attacchi hanno costretto le compagnie aeree a evacuare passeggeri, equipaggi e aeromobili verso aree più sicure.
Compagnie aeree come Qatar Airways, Gulf Air e flydubai stanno conducendo revisioni interne per proteggere la liquidità, poiché perdono milioni di dollari di fatturato ogni giorno che passa a causa di questa situazione di tensione.
Opportunità
Tuttavia, il miliardario Ziemelis ricorda come il periodo post-COVID abbia generato enormi opportunità di profitto per molte aziende che hanno dimostrato resilienza. "Dopo la crisi, tutte le aziende che sono riuscite a sopravvivere hanno registrato profitti record straordinari grazie all'elevata domanda. Quindi, di tanto in tanto, questo tipo di crisi può trasformarsi in un'occasione d'oro per chi sa resistere", sottolinea.
Tuttavia, mentre il mondo attende con ansia la fine di questo conflitto, le perdite finanziarie continuano ad aumentare a un ritmo allarmante. Le prenotazioni di voli sono diminuite del 63%, mentre le tariffe medie delle camere sono calate del 28%.
Il tasso di cancellazioni di viaggi è aumentato drasticamente del 163%. Le immagini condivise sui social media mostrano voli per Dubai quasi completamente vuoti e destinazioni turistiche trasformate in città fantasma, immobili. / Preparato da: Opuscolo di "Il Messaggero"
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