La visita della delegazione del Kurdistan iracheno a Tirana, alla vigilia del vertice NATO di Ankara, solleva interrogativi sui messaggi politici che Edi Rama sta inviando e sulle conseguenze che questa mossa potrebbe avere sulle relazioni con la Turchia...
Ieri si è svolta una visita del tutto insolita e ancora poco chiara presso la sede del governo albanese, dove una delegazione proveniente da Erbil, capitale della Regione Autonoma del Kurdistan in Iraq, è stata ricevuta da Edi Rama e da un considerevole numero di ministri del suo gabinetto.
Una visita che il Primo Ministro albanese ha presentato, come sua consuetudine, con una scenografia teatrale, dove tutti gli ospiti indossavano scarpe da ginnastica bianche.
Ma si prevede che la sua importanza verrà compresa meglio oggi.
Nel giorno in cui Edi Rama partecipa al vertice NATO ad Ankara.
In questo contesto, l'accoglienza riservata alla delegazione curda può essere interpretata anche come una tacita provocazione nei confronti del suo ex amico, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
Un leader che, secondo molte analisi, non ha nascosto la sua insoddisfazione per i recenti sviluppi politici in Albania.
L'accoglienza riservata a Qubad Talabani, vice primo ministro della Regione del Kurdistan, prima da Edi Rama e poi da due dei più importanti ministri del governo, rappresenta uno sviluppo che solleva più interrogativi che risposte.
Il governo albanese non ha ancora chiarito in cosa consista nello specifico questa partnership e quali siano i suoi obiettivi strategici.
La regione del Kurdistan iracheno comprende una delle aree energetiche più importanti del Medio Oriente, sede di ingenti riserve di petrolio e gas naturale.
I curdi iracheni sono stretti alleati dell'Occidente, in particolare degli Stati Uniti e di Israele.
Tuttavia, i leader del Kurdistan hanno mantenuto buoni rapporti anche con la Turchia, per evitare tensioni con Ankara, che continua a considerare la questione curda un delicato problema di sicurezza nazionale.
I principali investitori nel Kurdistan sono proprio le aziende turche.
Infatti, poco prima di arrivare a Tirana, Qubad Talabani ha avuto un incontro ad Ankara con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.
Tuttavia, non è ancora chiaro quali siano gli obiettivi dell'Albania con questa partnership, che sembra svilupparsi in modo discreto ma a ritmo sostenuto.
Qubad Talabani è il figlio dell'ex presidente iracheno e storico leader curdo, Jalal Talabani.
È considerato un politico che intrattiene buoni rapporti sia con Israele che con la Grecia.
Anni fa, gli ambienti politici turchi e arabi accusarono i leader curdi di mirare alla creazione di una "Grande Israele" nella regione.
Una tesi che non si è mai concretizzata.
Tuttavia, le relazioni tra il Kurdistan e Israele sono rimaste strette, soprattutto nei settori della sicurezza e della tecnologia.
Sul suo sito web ufficiale, Talabani ha annunciato che la visita in Albania mira a rafforzare la cooperazione nella digitalizzazione dei servizi pubblici, prendendo a modello l'esperienza albanese, nonché ad ampliare gli investimenti nel settore turistico.
Ha inoltre annunciato l'apertura di un collegamento aereo diretto tra Sulaymaniyah e Tirana, al fine di incentivare il turismo e i viaggi d'affari.
Sulaymaniyah è uno dei centri economici più importanti del Medio Oriente, dove operano alcune delle più grandi compagnie petrolifere e del gas internazionali, con una notevole influenza sulla politica e la geopolitica della regione.
Proprio per questo motivo, si prevede che l'"incontro delle scarpe da ginnastica bianche" susciterà maggiore risonanza negli ambienti politici e mediatici turchi.
Non è escluso che questa mossa venga interpretata ad Ankara come un segnale politico da parte di Edi Rama.
Anche in risposta alle posizioni che, secondo molti osservatori, la Turchia ha recentemente assunto nei confronti degli sviluppi politici in Albania.
Finora, i media vicini al presidente Erdoğan non hanno reagito.
Altrettanto poco chiaro è chi abbia ideato questa nuova collaborazione con la Regione del Kurdistan.
Perché si tratta di una relazione che potrebbe avere conseguenze geopolitiche e che, in qualsiasi democrazia funzionante, dovrebbe essere oggetto di discussione istituzionale e parlamentare.
Non è il risultato della decisione di una singola persona.
Perché le alleanze strategiche non sono questioni personali.
Si tratta di decisioni statali che possono incidere direttamente sulla posizione internazionale dell'Albania./ Opuscolo
Neser avazi,neser.
Ç'i plasi Ramës! Rama në 2013 erdhi në pushtet me aleancën e qelbësirave. Bëri 21janarin për Ilir Metën dhe pastaj e mori në qeveri. Tani që ka proteata përditë dhe ka dalë si "mbreti" lakuriq para ndërkombëtarëve, nuk ka rëndësi me kë bën pakte apo aleanca, rëndësi ka që të vazhdojë të rrijë në pushtet. Kur s'ka më turp nga korrupsioni, kapja e shtetit, vjedhjet, ministrat e korruptuar, atëherë s'i plas më për asgjë, vetëm të rrijë në pushtet e të shpëtojë nga burgu.