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Rajoni dhe Bota13 Nëntor 2025, 19:42

L'Italia cerca la sorte di Paolo Adinolf nei cunicoli romani/ Dopo 31 anni di mistero, al via gli scavi per il giudice che fece sparire la mafia

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L'Italia cerca la sorte di Paolo Adinolf nei cunicoli romani/ Dopo 31 anni

Dopo tre decenni di mistero, le indagini sulla scomparsa del giudice Adinolfi si concentrano su mafia e antiche gallerie

Dopo 31 anni di mistero, l'Italia potrebbe essere molto vicina a risolvere uno degli enigmi più oscuri del suo sistema giudiziario: la scomparsa senza lasciare traccia del giudice Paolo Adinolfi, avvenuta nell'estate del 1994 a Roma.

Era il 2 luglio di quell'anno quando Adinolfi, allora 45enne, lasciò la sua casa in zona Farnesina, dicendo alla famiglia che sarebbe tornato per pranzo. Non fece mai più ritorno. La sua auto fu poi ritrovata abbandonata al Villaggio Olimpico, ma il giudice stesso scomparve senza lasciare traccia.

All'epoca, Paolo Adinolfi era appena stato nominato alla Corte d'Appello di Roma, avendo prestato servizio per molti anni nel settore Fallimentare del Tribunale di Roma, un ufficio molto delicato che si occupa di casi di crisi aziendale e che è spesso legato a interessi penali ed economici di grande influenza.

Oggi, dopo tre decenni di indagini fallite, piste dimenticate e archivi senza risposta, le autorità italiane hanno ripreso le ricerche. Da giovedì mattina, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e archeologi della Direzione dei Monumenti hanno avviato gli scavi sotto la Casa del Jazz, un rinomato complesso culturale di Roma, costruito su una proprietà un tempo confiscata dalla criminalità organizzata.

L'Italia cerca la sorte di Paolo Adinolf nei cunicoli romani/ Dopo 31 anni

Gli investigatori sospettano che ci siano gallerie sotterranee di epoca romana inesplorate, che potrebbero essere state utilizzate per nascondere qualcosa, forse persino il corpo del giudice scomparso. I cani antidroga stanno perlustrando ogni spazio, mentre gli operai hanno iniziato ad aprire passaggi nel terreno nelle aree indicate dagli investigatori.

La decisione di aprire questa nuova indagine è arrivata dopo una richiesta ufficiale dell'ex giudice Guglielmo Muntoni, il quale ritiene che questa galleria nascosta possa contenere qualcosa di importante per il caso. "Non stiamo cercando nulla di specifico, ma è necessario verificare ogni pista relativa ai beni sequestrati dalla Banda della Magliana", ha dichiarato il prefetto di Roma, Lamberto Giannini.

La famiglia del giudice, che attende da decenni una risposta, segue con ansia gli sviluppi. "Ho saputo di questa iniziativa questa mattina. A questo punto, non c'è che una cosa che possiamo fare: aspettare. Speriamo che dopo tanti anni la verità venga a galla", ha dichiarato l'avvocato Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice scomparso, che si è recato immediatamente sul luogo degli scavi.

L'Italia cerca la sorte di Paolo Adinolf nei cunicoli romani/ Dopo 31 anni

I dubbi sulla sorte di Paolo Adinolfi sono stati numerosi. Una delle piste più forti è quella che collega la sua scomparsa alla Banda della Magliana, la famigerata organizzazione mafiosa che ha controllato Roma dagli anni '70 ai primi anni '90. Durante il periodo in cui Adinolfi si occupava di casi fallimentari, aveva gestito dossier delicati come quello della società Fiscom e poi di Ambra Assicurazioni, che coinvolgevano personaggi con noti legami con la malavita, tra cui Enrico Nicoletti, considerato il tesoriere finanziario della Banda.

Per anni si è vociferato che il giudice potesse essere stato eliminato a causa della sua conoscenza della rete economica della Gang e che potesse essere stato sepolto in una delle proprietà da essa controllate, esattamente come quella in cui oggi si trova la Casa del Jazz.

Le prove raccolte dopo la scomparsa non hanno mai fornito una risposta definitiva. Una persona ha affermato di aver visto il giudice su un autobus, sebbene fosse partito in auto; un'altra ha affermato di averlo visto negli uffici del tribunale di Piazzale Clodio, in compagnia di un giovane sconosciuto. Nessuna di queste piste è stata pienamente verificata.

L'Italia cerca la sorte di Paolo Adinolf nei cunicoli romani/ Dopo 31 anni

La Banda della Magliana, fondata nel 1975 da Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis e Maurizio Abbatino, è stata l'organizzazione mafiosa più potente nella storia moderna di Roma. Aveva legami con la mafia siciliana, la camorra napoletana e gruppi di estrema destra come i NAR. Le sue attività includevano traffico di droga, estorsioni, rapimenti, omicidi su commissione e riciclaggio di denaro. Sebbene sia stata sciolta dopo l'"Operazione Colosseo" del 1993, la sua influenza nella politica, nella Chiesa e nei servizi segreti italiani rimane oggetto di indagini e teorie del complotto.

Se gli scavi sotto la Casa del Jazz dovessero portare a scoperte concrete, l'Italia potrebbe trovarsi di fronte a una verità oscura della sua storia: un possibile collegamento tra il sistema giudiziario, la mafia romana e le strutture di potere che per tre decenni hanno tenuto segreto il destino di un giudice che forse sapeva più di quanto avrebbe dovuto. /Adattato da "Corriere della Sera"

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