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Rajoni dhe Bota12 Nëntor 2025, 21:18

2000 anni di prigione per tenere in piedi il Sultano!

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2000 anni di prigione per tenere in piedi il Sultano!
"Sultano" Erdogan

Imamoglu, l'uomo che ha ricordato a Erdogan che il potere non sarà per sempre

Oltre duemila anni di carcere. È la condanna richiesta dalla Procura di Istanbul per Ekrem Imamoglu, ex sindaco della più grande città della Turchia e principale oppositore politico del presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Una frase che sembra uscita dalle pagine di un romanzo di Franz Kafka e che dimostra la portata della repressione giudiziaria in un Paese in cui la giustizia viene sempre più apertamente utilizzata come arma politica.

Secondo l'atto d'accusa, Imamoglu deve rispondere di 142 capi d'imputazione, ha 402 presunti complici e il fascicolo contiene un totale di 3.900 pagine. È stato arrestato a marzo di quest'anno, pochi giorni prima che fosse ufficialmente annunciato come candidato presidenziale per conto del Partito Popolare Repubblicano (CHP), la principale forza di opposizione del Paese.

Da sindaco di Istanbul a "nemico dello Stato"

Ekrem Imamoglu, 54 anni, è accusato di aver gestito un'"organizzazione criminale", di aver accettato tangenti, riciclato denaro e truccato appalti pubblici. Un'altra indagine lo collega ad "attività di spionaggio", sostenendo che avrebbe sollecitato fondi esteri durante la campagna elettorale.

Il procuratore Akin Gürlek descrive la sua organizzazione come una "piovra che ha avvolto Istanbul", la stessa metafora che Erdogan stesso usò una volta per descrivere la città quando la governava.

L'ascesa politica di Erdogan è iniziata a Istanbul nel 1994. Oggi, la stessa città è diventata un simbolo della resistenza nei suoi confronti.

L'attuale mandato del presidente termina nel 2028 e, secondo la Costituzione, non può ricandidarsi senza modifiche legislative o elezioni anticipate, uno scenario che molti analisti collegano agli sforzi per neutralizzare Imamoglu.

Vittorie che hanno scosso il governo

Come sindaco di Istanbul, Imamoglu ha vinto tre elezioni consecutive, ogni volta contro candidati sostenuti dal palazzo presidenziale. Rappresenta una doppia minaccia per Erdogan: da un lato, è una figura moderata e urbana che sa parlare anche all'elettorato conservatore; dall'altro, costituisce la più grande minaccia alla sua presa del potere a Istanbul, cuore politico ed economico della Turchia.

Dal 2019, sotto la sua guida, la città è diventata un esempio di un modello di governo alternativo a quello dell'AKP: un'amministrazione efficiente, un tono misurato e una visione più aperta e pluralistica dello Stato. Proprio per questo motivo, molti vedono in Imamoglu l'ultima speranza per un vero cambiamento democratico in Turchia.

Il leader del CHP Özgür Özel ha definito il caso un "colpo di stato civile". In un discorso al parlamento, ha dichiarato che Imamoglu rimarrà il candidato ufficiale del partito per le prossime elezioni presidenziali, nonostante i tentativi di fermarlo tramite procedimenti legali.

D'altro canto, il governo nega qualsiasi movente politico e giustifica il processo come parte della "lotta alla corruzione". Tuttavia, la cronologia delle indagini dimostra il contrario: ogni volta che Imamoglu si avvicina a una campagna elettorale, viene aperto un nuovo fascicolo contro di lui.

La giustizia come estensione del potere

Non è la prima volta che il sistema giudiziario turco viene visto come uno strumento del potere politico. Dopo le elezioni locali del 2024, in cui il CHP ha mantenuto il controllo di grandi città come Istanbul, Smirne e Ankara, decine di sindaci e funzionari locali dell'opposizione sono stati arrestati o sospesi dall'incarico. Ora, la richiesta di 2.352 anni di carcere per Imamoglu è vista come un chiaro messaggio politico: "Mai più".

Dal carcere, Imamoglu ha inviato un breve messaggio che è stato ampiamente condiviso sui social media: "Alzatevi. Non mi inchinerò".

Una frase che sta diventando uno slogan per migliaia di cittadini turchi che credono ancora che la democrazia nel loro Paese possa rinascere anche di fronte a una punizione più lunga della storia stessa. /Tratto da "Pamphlet" de "Il Foglio"

3 Komente

  1. P
    PIR-SULTAN

    Ekonomi e madhe, buxhet i madh, parlament i madh (600), tokë e madhe (do të jetë më e madhe), bukë e madhe, qytete të mëdha, krime të mëdha, ndëshkime të mëdha dhe zbritje të mëdha penalitetesh. Shifra të mëdha në para! Çdo gjë është thjesht shumë e madhe! Sulltani duhet ta bëjë këtë për 4000 vjet! Burgosja e çdo opozite është mënyra se si ai e përdor "politikën demokratike"! Por stili i tij është demokracia! Era ka ndryshuar drejtim dhe kundërshtarët e tij do të mendojnë "të mëdhenj" për të këtë herë :-) Ata thonë: "Nëse mbjell erë, korr stuhi"

    1. T
      Tony

      Mire e ke por stuhia sjell shume peshq ne tigan per alabaket.

    2. T
      Tony Politiqeni

      NUk e di pse keni ambasada me keta qelbesirat Otomane, pse? Sa naive paskemi qene kur na dukeshin si goja grash fshati 3 mundesite e perfundimit te Shqiperise pas Dhjerokracise. 1) Shqiperia te bashkohej me ish mutin Ottomanet. 2) Shqiperia te copetohej nga qelbesirat fqinje e te zhdukej. 3) Te behej Shqiperia e Madhe (nje mut). Dikur i kane pas thene: " O katnar kry parure, me te rrjep 7 lekurei qytetar nuk behesh kurre. Ne se me gjeni nje Shqiptar qe eshte me shume se 3 breza qytetar me varni ne mes te Tirones. Cfare mund te presesh nga injoranca e padituria qe edhe kur i shet vellait te vet 1kg fiq i ha ne kandar.

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