I documenti SHISH e SPAK svelano un contrabbando sistematico di droga attraverso autorizzazioni "umanitarie" del Ministero della Salute, mentre il governo tace e la giustizia prolunga le indagini sulla rete che copre oltre il 70% del mercato della droga in Albania.
Il 13 dicembre 2024, una settimana dopo che BKH aveva presentato allo SPAK il fascicolo investigativo con le prove del contrabbando di droga e del riciclaggio di denaro commessi da Dorian Sadiku tramite le società "Delta Pharma", "Delta Holding", "Bondes Holding", "Novartis" e "Metro Farmaci", quest'ultimo organizzò la conferenza "Pharma-Horizon 2025" per conto dell'associazione "Union of Pharmaceutical Business" (UBF), di cui si nominò presidente.
A questa attività ha partecipato anche la ministra della Salute Albana Koçiu, la quale tuttavia è pienamente a conoscenza dell'indagine in questione, comprese le autorizzazioni per le esenzioni e i controlli doganali, precedentemente rilasciate dal ministero da lei presieduto, nonché dagli ex ministri Ilir Beqja e Ogerta Manastirliu.
Le società di proprietà di Dorian Sadiku, di cui è unico azionista o socio insieme al cognato Kliti Hoti, deputato del DP, eletto nella lista chiusa l'11 maggio 2025, si occupano dell'importazione e del commercio di medicinali e materiale medico; si sospetta che circa il 50% dei prodotti venga introdotto di contrabbando, con documenti falsi o addirittura senza, corrompendo le dogane.
Secondo un rapporto dello SHISH, presentato al Primo Ministro, alla polizia, alla procura e allo SPAK, otto mesi dopo le ispezioni presso "Delta Pharma" e la rete di farmacie, risulta che Dorian Sadiku continua a contrabbandare attraverso una linea autorizzata dal governo stesso.
Questo contrabbando si realizza importando medicinali con false informazioni su produzione, marca, certificazione e origine, con il pretesto che si tratti di "contributi a bisogni umanitari".
I permessi in tal senso sono stati rilasciati dal Ministero della Salute a partire da gennaio 2014, per conto della Pharmaceutical Business Union (UBF), una struttura in cui Dorian Sadiku ha un ruolo di leadership e composta da 20 aziende che detengono il 70% del mercato farmaceutico e l'80% degli appalti statali.
Alcuni di questi medicinali, introdotti nel Paese con il pretesto di aiuti umanitari, vengono poi contrabbandati in Kosovo, Montenegro e Macedonia del Nord, tramite le società "Delta Pharma", "Metro Farmaci" e "Novartis Albania-Kosova", quest'ultima fino a poco tempo fa sotto la direzione di Kliti Hoti.
Secondo l'inchiesta, la quantità di medicinali importati legalmente costituisce solo il 30% di quelli immessi sul mercato da Sadiku e Hoti. In molti casi, queste aziende si sono aggiudicate appalti pubblici con medicinali di contrabbando, mentre il Ministero della Salute e le dogane non dispongono di prove ufficiali sulla reale quantità di medicinali importati a titolo di aiuti umanitari, né sulla loro destinazione finale.
Oltre all'"Unione delle Imprese Farmaceutiche", questo schema include anche l'"Associazione Albanese dei Rappresentanti Farmaceutici", il cui presidente è Kliti Hoti. Questo fatto conferma la costruzione e il funzionamento di una rete chiusa che controlla l'importazione, il contrabbando e il mercato farmaceutico nel Paese, con supporto politico, permessi speciali e protezione istituzionale. / Opuscolo
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