Come la "nuova miseria" ha colpito l'America...
Il 250° anniversario dell'esperimento americano sarebbe motivo sufficiente per una profonda riflessione. Ma gli sviluppi storici degli ultimi anni rendono questo momento ancora più carico di significato. Oggi, l'attenzione internazionale è concentrata sugli Stati Uniti, in un clima di incertezza e preoccupazione per la direzione del progetto americano, sia in patria che all'estero.
A livello nazionale, la fiducia nelle istituzioni politiche e civiche ha subito un lungo e profondo declino. A livello internazionale, la reputazione degli Stati Uniti si sta rapidamente erodendo, poiché i governi stranieri e i mercati globali vedono Washington sempre più come un attore imprevedibile, persino come una fonte di instabilità.
Questa imprevedibilità deriva dalla società americana stessa: dall'insoddisfazione dei cittadini nei confronti del loro Paese e del suo ruolo nel mondo. Questa disillusione sta spingendo gli americani a riconsiderare il loro tradizionale impegno nei confronti dell'ordine internazionale costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Pax Americana, che ha sostenuto la sicurezza, il commercio e la finanza globali per decenni.
L'ironia storica è profonda. Fu proprio quando gli Stati Uniti uscirono dalla Guerra Fredda come unica e indiscussa superpotenza globale, con un'influenza maggiore di qualsiasi impero precedente, che iniziarono a emergere disordini interni che ora si riflettono sulla scena mondiale.
Questo dubbio interiore emerge in una società di straordinaria ricchezza. Nessun Paese nella storia ha generato tanta ricchezza quanto gli Stati Uniti oggi, con un patrimonio netto privato che supera i 180.000 miliardi di dollari. La domanda fondamentale è perché il Paese più ricco e potente della storia sia così pieno di insicurezza e malcontento.
Risposte importanti risiedono nell'"aritmetica umana" americana. È possibile essere sia prosperi che poveri in termini umani. Accanto al progresso materiale e alle conquiste sociali, tra cui l'eliminazione della discriminazione razziale legale, sono emerse conseguenze inaspettate delle politiche pubbliche e dell'aumento del potere d'acquisto. Queste conseguenze hanno prodotto quella che è stata descritta come la "Nuova Miseria".
La generazione della Grande Depressione non avrebbe immaginato un'America così ricca, ma con una maggiore dipendenza dall'assistenza sociale, disgregazione familiare, criminalità e forse ancora più solitudine e disperazione. Uno dei problemi più sottovalutati è il declino a lungo termine dell'occupazione per gli uomini in età lavorativa.
Sebbene i dati ufficiali sulla disoccupazione sembrino relativamente positivi, il tasso di occupazione per gli uomini tra i 25 e i 54 anni è stato, in media, inferiore nel XXI secolo rispetto alla fine della Grande Depressione. Oggi, circa 7 milioni di uomini in questa fascia d'età non lavorano né cercano lavoro. Molti di loro sono socialmente isolati, dipendono dall'assistenza sociale, hanno problemi di salute e spesso soffrono di quelle che vengono chiamate "morti per disperazione".
Le conseguenze vanno oltre i singoli individui: crescita economica più lenta, maggiore disuguaglianza, famiglie più fragili e una società civile più debole. L'incapacità delle élite politiche, accademiche e mediatiche di affrontare seriamente questa realtà ha aggravato il divario di fiducia ed empatia tra governi e cittadini.
Allo stesso tempo, la leadership politica americana dopo la Guerra Fredda viene dipinta come debole e miope, sia in politica estera che interna. L'aumento del debito pubblico, l'abbandono della disciplina di bilancio e il finanziamento dei consumi correnti gravando sulle generazioni future vengono presentati come pratiche insostenibili e ingiustificate.
Oggi, gli Stati Uniti rimangono una nazione grande ma vulnerabile. Tuttavia, le minacce più gravi provengono in gran parte dall'interno. L'autore sottolinea che le fondamenta dell'America sono ancora solide: l'ordine costituzionale, la capacità di creare prosperità e il ruolo storico della Pax Americana nella protezione delle libertà e nella riduzione della povertà globale.
Ciò che manca, secondo questa valutazione, è la fiducia necessaria per far funzionare queste fondamenta e un ritorno al caratteristico ottimismo americano che, storicamente, è stato fonte di forza e rinnovamento. / Adattato da "Washington Post"
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