Un potere circondato da fantasmi...
La metamorfosi mentale dell'autoritarismo di Edi Rama sta sfociando sempre più in una paranoia reattiva.
L'ultimo caso, quello della sua "madre", dimostra proprio questa deviazione irreversibile verso un punto estremo.
A quanto pare, oltre al sospetto che il suo Ministro degli Esteri avesse parlato male di lui nelle cancellerie occidentali, soprattutto a Washington, considerava fantomatica anche una cospirazione ordita da Elisa Spiropali con Albin Kurti.
Sembra che la ragione di ciò sia stata la visita a Pristina del capo della diplomazia, il giorno prima della sua rimozione dal governo.
Una visita che Spiropali a quanto pare aveva organizzato in fretta, con l'intervento dell'ambasciatore del Kosovo a Tirana.
Edi Rama è stato immediatamente informato dal suo amico, l'ambasciatore albanese a Pristina, e si è scagliato contro il ministro degli esteri, accusandola di continuare ad agire alle sue spalle, come aveva già fatto in altre occasioni.
Poi arrivò il licenziamento, che sfociò nello scontro fatale, il quale si manifesta ogni volta che si verifica uno sviluppo politico all'interno del Partito Socialista.
D'altro canto, si apprende che Edi Rama ha chiesto in via definitiva a Taulant Balla che il gruppo socialista mantenga una posizione politica in seguito all'assenza di Spiropal dalla votazione sulla richiesta di SPAK contro Belinda Balluku.
Votazione, alla quale era assente anche Fatmir Xhafaj, che dopo quell'evento non si è più fatto vedere né alle riunioni del gruppo, né nella nuova circoscrizione elettorale che il primo ministro gli ha affidato da patrocinare, la sezione numero 5.
Rama ha inviato il ministro dell'Interno Besfort Lamallari, che si trovava in questi giorni a Myslym Shyri, dove i sostenitori dell'ex ministro gli hanno riservato una spiacevole sorpresa. Hanno appeso un enorme poster di Xhafaj al muro, un gesto che è stato percepito come un incidente non solo dal ministro, ma anche dallo stesso Edi Rama.
La sua rabbia è cresciuta a tal punto che non passa giorno senza che si scontri con tutti, lamentandosi di essere circondato da persone che vogliono ordire un colpo di stato contro di lui.
Secondo alcune fonti, avrebbe avuto degli scontri anche con l'incaricato d'affari statunitense a Tirana, il quale ha incontrato diversi importanti ministri del governo.
Dopo la pubblicazione del rapporto, si apprende che il primo ministro ha espresso la sua insoddisfazione, chiedendo chiarimenti, e ha ricevuto come risposta che siamo alleati strategici.
Secondo alcune fonti, il primo ministro sarebbe stato schietto, affermando: "Siamo alleati, ma sono io che governo, non voi".
Quest'atmosfera ha avvelenato gli ambienti della maggioranza, al punto che si dice che tutti cerchino di evitare l'incontro con il Primo Ministro. Tutti questi sviluppi non sono passati inosservati agli osservatori internazionali, che hanno redatto i relativi rapporti, accompagnati da commenti: situazione aggravata.../ Pamphlet
Do te udheheq kosove kunder partite tw djadha ne kosove