Da Budapest a Tirana, il crollo di un impero costruito sulla corruzione minaccia l'economia albanese...
Mentre alcuni oligarchi ungheresi fuggono dal Paese verso Dubai o New York, un'altra figura chiave del sistema di Viktor Orbán rischia di subire una sorte potenzialmente ancora peggiore: un crollo del mercato azionario, il blocco dei prestiti e indagini per corruzione.
La società 4iG, un colosso delle telecomunicazioni e della difesa, e il suo presidente, Gellért Jászai, sono diventati il simbolo del risanamento dell'economia ungherese voluto dal nuovo governo di Péter Magyar.
4iG non è un'azienda ordinaria.
Nata originariamente nel settore IT, durante l'era Orbán si è trasformata in uno dei più grandi e privilegiati conglomerati ungheresi, espandendosi aggressivamente nelle telecomunicazioni (dove ha acquisito uno dei tre operatori di telefonia mobile da Vodafone con il sostegno del governo), nell'industria aerospaziale e della difesa (attraverso la sua controllata 4iG SDT, che ha preso il controllo di gran parte dell'industria della difesa ungherese con una serie di discutibili privatizzazioni) e a livello internazionale, dove 4iG possiede One Albania (precedentemente One Telecommunications), il secondo operatore di telefonia mobile in Albania.
Gellért Jászai, emerso dalla cerchia di Lőrinc Mészáro (amico d'infanzia di Orbán e l'ungherese più ricco), è diventato un oligarca onnipotente, ma ora tutto questo edificio sta vacillando.
Dopo la schiacciante vittoria del partito Tisza e il giuramento di Péter Magyar come nuovo primo ministro, 4iG e Jászai si sono ritrovati al centro della tempesta.
La reazione dei mercati finanziari è stata immediata e brutale: nel giro di un mese, le azioni di 4iG hanno perso oltre il 32% del loro valore e, in un solo giorno dopo la pubblicazione di un sondaggio che mostrava il vantaggio dell'opposizione, sono crollate del 10-12%.
Dal picco raggiunto alla fine del 2025, il prezzo delle azioni di 4iG si è dimezzato, riflettendo i timori degli investitori per un cambio di regime e la classificazione dell'azienda come "reputazione compromessa" a causa dei suoi stretti legami con il vecchio regime. Il colpo più duro per 4iG è arrivato quando il nuovo governo ha deciso di bloccare e rivedere un ingente prestito della Commissione europea.
Il precedente governo di Orbán aveva richiesto un prestito a basso interesse di 16 miliardi di euro per finanziare il settore della difesa, ma dopo l'avvio del programma, gran parte dell'industria della difesa ungherese è stata privatizzata da 4iG.
I media investigativi hanno rivelato che il denaro derivante da questo prestito finirebbe principalmente nelle tasche di 4iG.
Péter Magyar ha dichiarato che avrebbe esaminato criticamente la richiesta, citando "elevati rischi di corruzione", decidendo di fatto che il denaro dei contribuenti europei non avrebbe finanziato le aziende del precedente regime.
Inoltre, una recente indagine del media ungherese Direkt36 ha rivelato il complesso meccanismo con cui 4iG ha acquisito aziende statali del settore della difesa.
Secondo i documenti ottenuti, la banca statale Eximbank e fondi collegati allo Stato hanno segretamente iniettato 37 miliardi di fiorini (circa 112 milioni di euro) in un fondo privato legato a Jászai, e poco dopo, questo denaro è stato utilizzato da 4iG per acquistare società statali.
I media ungheresi vicini al nuovo governo, come kontrol.hu, hanno avvertito che 4iG potrebbe fallire, poiché senza il sostegno statale e i prestiti dell'UE, la sua struttura finanziaria è considerata insostenibile. Questo crollo ha un impatto diretto sull'Albania, dove la società possiede l'operatore One Albania.
Alla fine del 2024, One Albania aveva contratto prestiti per circa 96 milioni di euro con la società madre 4iG, una forte dipendenza che rende One Albania estremamente vulnerabile ai problemi finanziari del gruppo ungherese.
I recenti sviluppi hanno aumentato drasticamente il rischio finanziario per One, rendendo difficile negoziare nuovi prestiti con le banche albanesi, poiché One è ora percepita come un'attività ad alto rischio.
Nello scenario più estremo, se il nuovo governo ungherese classificasse il denaro utilizzato da 4iG per acquisire One Albania come "frutto di corruzione", ciò potrebbe aprire la strada alla confisca dei beni, lasciando il futuro di One Albania incerto.
Di fronte a questa nuova realtà politica, Gellért Jászai e la leadership di 4iG hanno tentato di difendersi, dichiarando pubblicamente che la loro attività si basa su "solide fondamenta" e che i contratti con colossi americani del settore degli armamenti come Northrop Grumman offrono una garanzia di ulteriore crescita, ignorando anni di privilegi e sostegno illimitato da parte dello stato di Orbán.
Tuttavia, esperti e mercati si mostrano scettici.
Péter Magyar ha promesso di creare un ufficio speciale per individuare e confiscare i beni dei gruppi che costituivano la spina dorsale del sistema corrotto (il cosiddetto NER - Sistema di Cooperazione Nazionale).
Senza il sostegno del potere politico e con una nuova amministrazione che mira a ripristinare lo stato di diritto, il modello di business di 4iG sembra insostenibile.
Questo evento segna più di un semplice cambio di governo; è una purga sistematica degli stretti legami tra Stato e imprese che hanno dominato l'Ungheria per oltre un decennio. Gellért Jászai e 4iG sono l'esempio più lampante di come un'azienda privata, costruita su connessioni politiche e trasferimenti segreti di fondi statali, crolli al mutare del vento del potere. Le conseguenze di questo sconvolgimento si faranno sentire da Budapest a Tirana, rimodellando non solo l'economia ungherese, ma anche quella albanese sotto l'egida di One Albania. / Opuscolo
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