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Politike 2 Dhjetor 2025, 17:32

Belgrado in allerta: il petrolio che brucia il Presidente

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net

 Belgrado in allerta: il petrolio che brucia il Presidente

Le sanzioni statunitensi chiudono l'unica raffineria della Serbia, Vučić si trova ad affrontare la crisi energetica più pericolosa della regione...

Aleksandar Vučić, l'uomo che si destreggia tra Oriente e Occidente con l'abilità di un equilibrista politico, è infine caduto nella trappola da lui stesso costruita: l'unica raffineria della Serbia, di proprietà della società NIS controllata dalla Russia, ha smesso di funzionare a causa delle sanzioni americane.

La mancanza di una licenza per importare petrolio greggio ha lasciato la raffineria in una "circolazione calda", mentre il Paese si trova ad affrontare un'imminente crisi di approvvigionamento.

Vučić, in un discorso emozionante e teso, ha avvertito che la decisione di Washington non porta "nulla di buono", citando il rischio per l'intero sistema energetico e logistico del Paese. Ma ciò che non ha detto è la sua diretta responsabilità in questa situazione: per anni ha permesso che un'infrastruttura strategica come il NIS rimanesse nelle mani degli interessi russi, rifiutando la diversificazione energetica e una reale indipendenza da Mosca.

Ora, dietro le porte chiuse della raffineria, si cela l'ombra di un'alleanza con la Russia che sta costando alla Serbia non solo economicamente, ma anche diplomaticamente. La crisi iniziata a Pancevo non è solo una questione serba. È un campanello d'allarme per tutti i Balcani occidentali. Approvvigionamento energetico, prezzi e stabilità sono in discussione, mentre vecchie alleanze bruciano con lo stesso petrolio che un tempo prometteva sicurezza.

Vučić non può più giocare su entrambi i fronti. Il tempo delle manovre è finito. Il petrolio ha iniziato a bruciare e con esso il mito della sua stabilità./ Opuscolo

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