Attraverso associazioni fantasma controllate dal MIT, Erdogan sta cercando di arrestare il rabbino capo dell'Albania, Yoel Kaplan, provocando un incidente diplomatico tra Tirana, Israele e gli Stati Uniti...
Continuano gli scandali legati all'ingerenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan negli affari interni dell'Albania. Dopo anni di richieste di arresto e rapimento di diversi cittadini turchi da lui considerati oppositori politici, il "sultano" di Ankara ha avviato le procedure ufficiali per richiedere l'arresto del rabbino capo albanese, Yoel Kaplan.
La richiesta è stata redatta da due società di comodo che fungono da strumenti del servizio segreto turco, il MIT. Una di queste è l'"International Center for Justice for the Palestinians (ICJP), con sede a Londra, che ha presentato l'atto d'accusa contro il rabbino Kaplan, accusandolo di crimini commessi nella zona di Khan Yunis a Gaza.
Kaplan, come molti altri cittadini israeliani, rispose alla chiamata del suo Paese dopo il massacro del 7 ottobre 2024, mobilitandosi come riservista. Ma il suo ruolo è in gran parte clericale: guidare le preghiere religiose e motivare i soldati in prima linea. Sebbene armati come parte delle forze armate, i rabbini non si impegnano in combattimenti diretti. Le accuse contro di lui non sono state finora supportate da prove.
In sostanza, il problema è politico e costituisce un incidente diplomatico. Erdogan, attraverso associazioni controllate dai suoi servizi, mira a complicare i rapporti dell'Albania con Israele, mettendo in difficoltà il governo albanese e i rapporti con gli Stati Uniti.
I media vicini a Erdogan hanno pubblicato questa lettera confidenziale con grande clamore, aumentando la pressione e l'incitamento all'odio contro la comunità ebraica in Albania. Una comunità che, dal 1990, ha una propria sinagoga a Tirana e pratica normalmente riti religiosi, con il sostegno dello Stato albanese e con relazioni istituzionalizzate.
Gli attacchi al rabbino Kaplan provengono da anni da ambienti legati a Erdogan. Lo hanno spesso accusato senza prove e lo hanno preso di mira anche per la sua partecipazione alle attività del Patriarcato Bektashi su invito di Baba Mondi, un'azione che gli estremisti turchi considerano "blasfemia", ma che in Albania è un segno di tolleranza religiosa.
Nelle sue comunicazioni pubbliche, Kaplan ha sempre evitato le polemiche. Anche quando gli è stato chiesto direttamente della situazione in Palestina, ha parlato con cautela, sottolineando la necessità di una soluzione politica e trasmettendo messaggi di tolleranza interreligiosa. È proprio questo approccio che lo ha reso popolare e rispettato in Albania.
Per questo motivo, la mossa di Erdogan è vista come una pura provocazione politica e un tentativo di influenzare le relazioni albanesi-israeliane./ Opuscolo
C'jane keta pacavure qe dikur kishin ne plane te leviznin ne trojet tona ne vend te Palestines. Hapni syte o te mjere se ju ka errur syte paraja. Mos harroni se nje site do i paguajne femijet tuaj keto turpe.