Colpo di stato contro l'Università di Scutari: come l'UNISHK viene tenuta in ostaggio
Lo scontro sulla nomina dell'amministratore mette in luce la lotta tra la riforma e la casta politica che ha controllato l'Università "Luigj Gurakuqi" per 34 anni attraverso nepotismo e clientelismo.
I disordini e gli scandali all'Università "Luigj Gurakuqi" di Scutari non si sono fermati.
Il Ministero dell'Istruzione e il Comune di Scutari, oltre ogni limite legale, hanno bloccato la situazione, tenendo in ostaggio l'amministrazione di una delle università più importanti del paese.
Tutto ciò che è accaduto in questi giorni è il risultato di un tentativo di mantenere in carica l'amministratore universitario, Mark Molla, al di fuori di qualsiasi norma legale.
L'amministratore, secondo la legge, non può più rimanere in carica avendo raggiunto l'età pensionabile e, in conformità a tutte le norme di legge, deve essere sostituito immediatamente.

Molla ha però inviato una lettera al consiglio di amministrazione dell'università, chiedendo di poter continuare il suo mandato e posticipando quindi il suo pensionamento.
Questa richiesta non sembra affatto spontanea, né sembra godere del sostegno del Consiglio, del Ministero dell'Istruzione e del Comune di Scutari.
Ciò configura una vera e propria impresa di colpo di stato istituzionale, poiché la legge attribuisce al rettore dell'università, il professor Tonin Gjuraj, tutti i poteri necessari per la gestione dell'istituzione.
Il rettore è una carica eletta tramite voto da docenti e studenti, mentre l'amministratore è una figura di nomina.
La situazione è degenerata a tal punto che il rettore Tonin Gjuraj ha chiesto al Ministro dell'Istruzione di fermare questo colpo di stato istituzionale, arrivando persino a minacciare le proprie dimissioni.
"L'Università di Scutari merita un amministratore dignitoso e competente che, inoltre, sappia gestire correttamente i fondi per la ricerca scientifica e i progetti europei, il che richiede anche competenze linguistiche, perché non si tratta solo di edifici e infrastrutture."
"Pertanto, abbiamo bisogno di una persona che lavori per il bene dell'università, che sia trasparente e che non subisca l'influenza di nessuno al di fuori dell'Università 'Luigj Gurakuqi' di Scutari", sottolinea il Rettore Gjuraj in una lettera indirizzata al Ministro dell'Istruzione, Mirela Kumbaro.
Prosegue poi con un severo avvertimento:
"Credo sia necessaria una riflessione sulla situazione creatasi, dando priorità al massimo interesse dell'università e di Scutari. Spero che ci sia ancora tempo per riflettere fino a mezzogiorno."
Se non si troverà la soluzione migliore, sarò costretto a riconsiderare la mia posizione. Sono venuto con obiettivi chiari e con l'ambizione di cambiare questa istituzione, insieme a voi. Non sono venuto per lo stipendio o per la carica di rettore.
Se dovessi rivedere la mia posizione, per obbligo morale e istituzionale, informerò il pubblico e la città di Scutari delle ragioni che mi hanno spinto a farlo.
"Ho cercato collaborazione e cooperazione, ma non posso accettare imposizioni nel raggiungimento degli obiettivi annunciati per l'UNISHK di fronte all'opinione pubblica."
Mantenere l'amministratore al di fuori dei parametri legali è un ulteriore tentativo da parte della casta politica di Scutari di tenere in ostaggio l'Università "Luigj Gurakuqi".
Dalla sua elezione a rettore, la cricca politica e criminale di Scutari non ha lasciato in pace Tonin Gjuraj e il nuovo personale democraticamente eletto nemmeno per un solo giorno.
Attraverso meccanismi corrotti, si è tentato di sabotare il piano di trasformazione dell'università, con l'obiettivo di mantenere in vita la palude che dura da 34 anni.
L'Università di Scutari, durante gli anni di transizione, si è trasformata in un covo di nepotismo, dove le cattedre sono occupate da figli e familiari della casta politica, mantenendo così a galla una cupola corrotta.
La casta politica ha utilizzato l'Università "Luigj Gurakuqi" come covo di criminali per ottenere vantaggi politici e clientelari.
Nel frattempo, il nuovo rettore punta all'attuazione puntuale della Legge sull'Istruzione Superiore, che garantisce l'autonomia universitaria attraverso organi eletti dal libero voto di professori e studenti.
Il tentativo di mantenere l'amministratore Mark Molla al di fuori dei criteri legali è chiaramente un tentativo di bloccare il processo di riforma dell'università e di mantenere intatta la rete di nepotismo, corruzione e criminalità che dura da 34 anni. / Opuscolo
Per nje ish shofer, pa lidhje me arsimin dinjitoz ne universitet, vihet perpara zgjedhjeve absurde nje Rektor i nderuar. Ky surratqen pasi e voli mire doganen qe ne vitet 94-97, te jete administrator universiteti eshte çmenduri. Por benetit dhe beneteve te partise u duhet per votime. Rrace e ndyre
Bark derra te panginjur. Kane edhe pensione te majme. Ne vend te ikin te shijojne ate qe te rinjtë ose jane pa pune ose nuk e kane as aq rrin si zorr neper kembe
Çudi se si ky tip nuk ka marrë titullin professor apo kakademik. Me CV-në e tij e meriton.
Kot shkoi maloku prej Kopliku Ministri Ferid Hoxha ke universiteti dora e Kumbaros , korupsioni qe ka mberthy Shqiprine , rraca e poshter e haidutve te koruptuar qe ka kap cdo qelize te Shqiprise njisoj po bon maloku Ferid ke ministria Jashtme, ambasadoret qe njef ia ka shty kthimin , halja