Le informazioni secondo cui Teheran avrebbe preso di mira l'isola di Diego Garcia potrebbero aver rivelato un programma missilistico segreto che minaccia tutta l'Europa.
La notizia del lancio di due missili iraniani verso l'isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano è stata considerata uno sviluppo inatteso per gli Stati Uniti e Israele.
Finora, le stime pubbliche indicavano una gittata dei missili iraniani intorno ai 2.000 chilometri. Tuttavia, recenti sviluppi suggeriscono una capacità maggiore, potenzialmente in grado di colpire obiettivi molto più distanti, comprese alcune zone d'Europa.
L'ex capo della difesa aerea delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il generale di brigata Ran Kochav, ha dichiarato al Jerusalem Post che l'Iran ha sviluppato missili a due stadi. Questa tecnologia è comunemente utilizzata per il lancio di satelliti nello spazio, nonché per missili balistici a medio e lungo raggio.
Analogamente, anche l'attuale capo delle Forze di Difesa Israeliane ha affermato che l'ampliamento della gittata è legato all'utilizzo di sistemi di lancio multistadio.
Secondo alcune fonti, Israele sarebbe riuscito ad abbattere un missile iraniano al di fuori dell'atmosfera, il che suggerisce che quest'ultimo abbia raggiunto altitudini molto elevate e che, pertanto, avesse il potenziale per colpire bersagli a lungo raggio. Si ritiene che l'intercettazione sia stata effettuata con il sistema missilistico Arrow, progettato per intercettazioni ad alta quota, a differenza del sistema Iron Dome, utilizzato per minacce a bassa quota.
Kochav sottolinea che l'Iran lavora da anni su queste tecnologie, giustificandole con i programmi spaziali per il lancio di satelliti. Tuttavia, sia Israele che gli Stati Uniti hanno avvertito che questi programmi potrebbero avere un duplice utilizzo, civile e militare, e potrebbero contribuire allo sviluppo di missili balistici intercontinentali.
L'Iran ha sempre negato queste accuse, ma secondo le analisi pubblicate, gli ultimi test potrebbero indicare l'esistenza di un programma avanzato in fase di sviluppo da anni.
In termini tecnologici, Kochav ipotizza che il missile possa essere una versione modificata dell'R-27 sovietico, originariamente utilizzato dai sottomarini e potenzialmente in grado di trasportare diverse testate. Aggiunge che l'Iran potrebbe aver adattato questo sistema per il lancio da terra.
Un altro scenario menzionato riguarda una variante modificata del missile Khorramshahr-4, e vengono fatti anche paragoni con le tecnologie utilizzate dalla Corea del Nord, che ha raggiunto una gittata di circa 3.000 chilometri con sistemi simili.
Secondo Kochav, un modo per aumentare la gittata è utilizzare testate più leggere, riducendo il peso e incrementando la distanza percorsa con la stessa energia.
Avverte che, se queste capacità venissero confermate, città come Londra, Parigi e Berlino potrebbero trovarsi nel raggio d'azione dei missili iraniani, modificando significativamente la valutazione della minaccia per l'Europa.
Il "Jerusalem Post" sottolinea inoltre che non è ancora chiaro perché questi sviluppi non siano stati individuati prima dai servizi segreti israeliani.
In una rara dichiarazione pubblica del 16 marzo, un funzionario dell'intelligence delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha annunciato che Israele ha colpito una base iraniana legata allo sviluppo di tecnologie antisatellite. La base era collegata al programma satellitare Chamran-1, lanciato nel settembre 2024 con il razzo Qaem-100, un sistema a tre stadi a propellente solido. / Opuscolo
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