Mamdani "sotto accusa", il musulmano che ha sconvolto New York e sfida l'élite americana
Oggi a New York sono iniziate le votazioni in presenza per le elezioni considerate le più seguite di quest'anno negli Stati Uniti: la corsa per il sindaco della più grande città americana.
I cittadini stanno votando tra tre candidati principali: il democratico progressista Zohran Mamdani, in testa in tutti i sondaggi; l'ex governatore Andrew Cuomo, che si candida come indipendente dopo aver perso le primarie di giugno; e il repubblicano Curtis Sliwa, che ha una piccola base conservatrice in città.
Mamdani, di origini ugandesi e indiane, dovrebbe diventare il primo sindaco musulmano nella storia di New York City se vincesse. Ha ispirato gli elettori di sinistra con un programma che include l'assistenza all'infanzia universale, i trasporti pubblici gratuiti e il blocco degli affitti per oltre un milione di appartamenti con canone regolamentato. Ma allo stesso tempo, ha dovuto affrontare una raffica di attacchi personali, razziali e islamofobi da parte dei suoi rivali politici e di ricchi esponenti dell'establishment.
L'ex governatore Cuomo ha intensificato i suoi attacchi negli ultimi giorni, usando un linguaggio intriso di connotazioni razziali e riferimenti all'11 settembre. In un programma radiofonico, ha affermato che non ci si sarebbe fidati di Mamdani in caso di attacco terroristico, un'affermazione che ha suscitato grande indignazione. Ore dopo, il suo team ha diffuso un video razzista, generato dall'intelligenza artificiale, che ritrae Mamdani in tono dispregiativo, pubblicamente condannato da molte personalità politiche americane.
Anche l'attuale sindaco Eric Adams, dopo essersi ritirato dalla corsa, ha attaccato Mamdani, definendolo "comunista", mentre personaggi repubblicani come Donald Trump e la deputata Elise Stefanik hanno definito il candidato democratico un "pericolo per la città". Su un altro fronte, un gruppo di rabbini ha pubblicato una lettera aperta contro di lui per le sue posizioni critiche nei confronti di Israele e il suo sostegno all'indipendenza palestinese.
Tuttavia, Mamdani ha mantenuto un tono calmo e determinato, definendo la campagna contro di lui "razzista e disperata". Ha sottolineato che l'obiettivo degli oppositori è spaventare gli elettori ed evitare dibattiti sui veri problemi della città, come la crisi immobiliare e l'aumento del costo della vita.
La campagna di Cuomo, d'altro canto, è finanziata da alcuni dei più importanti miliardari di New York, tra cui Bill Ackman, Michael Bloomberg e Ronald Lauder, che hanno investito milioni di dollari in super PAC volti a fermare Mamdani. Ma questi interventi sembrano non aver fatto altro che rafforzare la narrazione del candidato di sinistra come rappresentante della classe operaia contro le élite finanziarie.
Sondaggi recenti mostrano Mamdani in netto vantaggio: circa il 43-45% degli elettori dichiara di sostenerlo, mentre Cuomo si attesta tra il 28 e il 30% e Sliwa intorno al 19%. Quasi il 10% degli elettori rimane indeciso. In un testa a testa tra Mamdani e Cuomo, il divario si riduce a circa 4 punti, ma continua a favorire il candidato progressista.
Nel frattempo, un sondaggio separato ha mostrato che più di un quarto dei residenti della città prenderebbe in considerazione l'idea di lasciare New York se Mamdani venisse eletto sindaco, un segno della profonda polarizzazione creata da questa corsa.
Tuttavia, gli analisti vedono Mamdani come il chiaro favorito. Gode di un ampio sostegno nei quartieri operai e degli immigrati, e la sua retorica inclusiva e la sua energia elettorale hanno attratto molti giovani che tradizionalmente non partecipano alle urne. Il voto anticipato, che rappresenta oltre il 30% dell'affluenza totale, potrebbe essere il fattore decisivo per decretare la sua vittoria.
In sostanza, la corsa di New York è diventata il simbolo dello scontro tra la nuova generazione di Democratici progressisti e la vecchia struttura del partito. Qualunque cosa accada nei prossimi giorni, si prevede che questa battaglia avrà risonanza nazionale e determinerà la direzione politica della città più importante degli Stati Uniti per gli anni a venire. / Opuscolo
Ta marrin per bythe e ta cojne ne Dreqistan se toleranca ndaj tyre do te shkaterroje boten. Ngado qe shkojne pjellin si macet nga 10 kelyshe e duke u shtuar dominojne popullaten e duke dominuar popullaten dominojne parlament e shtet e pastaj ta vene thiken ne gemaz. Enderra e tyre e aferme dhe e larget eshte Sherihati qe te na shkerdheje jeten, si dhe perzierja me racen e bardhe qe te zbardhi lekuren e surratin. Si thone, jemi vellezer, ha ha ha, si mund te behen vellezer me ne kur per 500 vite erresuan Europen me ushtrite barbare perdhunuese duke filluar qe nga Spanja, Shqiperi e ballgan e deri ne Austri. Jashte keta kolera nga trojet se qelbin qyteterimin me poshtersite e tyre. Mbahen si fanatike e te ndershem por duan te jetojne me hareme.
E drejta dhe socialja do te fitoje se s'ben. Do fitoje Muhamedani, pasi populli e di se eshte me i mire.