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Rajoni dhe Bota19 Mars 2026, 11:15

L'Iran colpisce il cuore energetico dell'Arabia Saudita, sorvolando con un drone la raffineria SAMREF a Yanbu.

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net
L'Iran colpisce il cuore energetico dell'Arabia Saudita, sorvolando
Raffineria Samref in Arabia Saudita /


L'attacco alla raffineria congiunta di Aramco ed ExxonMobil segna l'estensione dello scontro tra Iran e Israele al di là del Golfo, mettendo in allerta i mercati globali del petrolio e del gas...

Oggi un drone iraniano ha colpito la raffineria SAMREF di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, trascinando direttamente l'Arabia Saudita nella nuova ondata di attacchi che stanno scuotendo le infrastrutture energetiche del Golfo.

Secondo le autorità saudite, i danni sono ancora in fase di valutazione e i dettagli completi sull'impatto operativo non sono ancora stati resi pubblici.

La raffineria SAMREF è un impianto di importanza strategica, collegato a Saudi Aramco ed ExxonMobil, con una capacità di lavorazione di oltre 400.000 barili di petrolio al giorno. Produce un'ampia gamma di derivati, dal petrolio e dal gasolio al combustibile marino e allo zolfo. Un attacco a un nodo di questo tipo non ha solo un valore militare, ma anche un segnale politico: l'Iran sta dimostrando di essere pronto a colpire le arterie energetiche della regione.

L'attacco a Yanbu non è un episodio isolato. Si inserisce in una serie di attacchi iraniani contro infrastrutture energetiche in Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia per l'attacco israeliano al gigantesco giacimento di gas iraniano di South Pars. Reuters e AP riferiscono che le infrastrutture energetiche nel Golfo Persico sono ormai diventate un obiettivo centrale dell'escalation regionale.

In Qatar, gli attacchi iraniani hanno causato ingenti danni all'impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, mentre in Kuwait sono stati segnalati attacchi alle raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso le attività in diversi impianti energetici a seguito di raid aerei difensivi. Ciò dimostra che il conflitto non si limita più all'asse Iran-Israele, ma coinvolge direttamente i principali Stati produttori di energia della regione.

Per l'Arabia Saudita, l'attacco a Yanbu ha un duplice significato.

In primo luogo, colpisce un centro industriale di importanza strategica. In secondo luogo, perché Yanbu è diventata un nodo cruciale per le esportazioni saudite in un momento in cui le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno accresciuto l'incertezza sulle tradizionali rotte di approvvigionamento.

Reuters ha inoltre riferito che anche il porto di Yanbu è stato preso di mira da un attacco aereo, sebbene l'impatto iniziale sia stato descritto come limitato.

Il messaggio geopolitico è chiaro: l'Iran sta cercando di trasferire il costo della guerra dal proprio territorio alle economie energetiche dei paesi arabi confinanti e, attraverso di esse, ai mercati mondiali. Qualsiasi attacco a raffinerie, porti o terminali GNL non è solo una notizia di guerra; rappresenta una pressione diretta sui prezzi dell'energia, sulle catene di approvvigionamento globali e sui calcoli strategici dell'Occidente.

Le conseguenze sul mercato si sono fatte sentire immediatamente.

Reuters ha riferito che i prezzi del petrolio sono saliti sopra i 115 dollari al barile, mentre gli attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico hanno alimentato i timori di una crisi di approvvigionamento più profonda. Ciò trasforma il conflitto da uno scontro militare regionale in una minaccia con conseguenze economiche globali.
L'attacco alla SAMREF è un segnale che la nuova fase del conflitto si sta spostando da attacchi simbolici a obiettivi di importanza economica e strategica. Se il ritmo degli attacchi dovesse continuare, i Paesi del Golfo subiranno pressioni per una risposta militare e diplomatica più coordinata, mentre le potenze occidentali intensificheranno gli sforzi per proteggere i corridoi energetici. / Opuscolo

 

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