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Aktualitet 1 Gusht 2025, 11:09

Giorgia Meloni nei guai, la Corte europea ribalta la decisione del governo italiano sui migranti in Albania

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"La Repubblica" scrive che questa decisione coglie impreparato il governo Meloni, che aveva ampiamente calcolato una decisione a suo favore.

Giorgia Meloni nei guai, la Corte europea ribalta la decisione del governo
Migranti al porto di Shëngjin in Albania

La Corte di giustizia europea (CGUE) ha annullato la decisione del governo italiano di citare in giudizio la procedura di frontiera nei centri di accoglienza per migranti in Albania, scrive La Repubblica.

«La designazione di Paesi terzi come Paesi di origine sicuri deve poter essere efficacemente sottoposta al controllo giurisdizionale», ha stabilito la Corte di giustizia europea, mettendo in discussione il pieno utilizzo dei centri istituiti in Albania, secondo quanto scrive La Repubblica.

Da mesi sono utilizzati solo per ospitare 25-30 migranti, mentre restano vuoti circa 400 posti che, secondo il progetto iniziale del premier Giorgia Meloni, avrebbero dovuto ospitare i richiedenti asilo salvati in mare.

Cosa ha deciso il tribunale?

Secondo la Corte, un cittadino di un paese terzo potrebbe vedersi respinta la domanda di protezione internazionale tramite una procedura di frontiera accelerata se il suo paese di origine è stato dichiarato "sicuro" da uno Stato membro.

La Corte precisa che tale dichiarazione può essere effettuata mediante un atto giuridico, purché tale atto possa essere sottoposto a un controllo giurisdizionale effettivo, per quanto riguarda il rispetto dei criteri essenziali stabiliti dal diritto dell'Unione europea.

Infine, la Corte sottolinea che, fino all'entrata in vigore di un nuovo regolamento che sostituisca la direttiva vigente, uno Stato membro non può dichiarare "sicuro" un paese terzo che non soddisfa, per talune categorie di persone, le condizioni essenziali per tale dichiarazione.

Il nuovo regolamento, che consentirà di prevedere esenzioni per categorie di persone chiare e identificabili, entrerà in vigore il 12 giugno 2026; tuttavia, il legislatore dell'UE potrebbe accelerare questa scadenza.

Causa intentata dai tribunali italiani

I giudici di diversi tribunali italiani, tra cui la Corte di Cassazione, a cui si è rivolto il Ministero dell'Interno italiano dopo le ripetute decisioni di annullamento del trattenimento di immigrati in Albania (ma anche in altri due centri per richiedenti asilo in Italia), si sono rivolti alla Corte di giustizia dell'UE con due quesiti:

La prima questione riguardava la definizione stessa di un Paese come "sicuro", anche quando vi siano categorie di persone o aree a rischio. Sebbene ogni governo abbia il diritto di stilare l'elenco dei Paesi sicuri, l'inclusione di un Paese in tale elenco non dovrebbe avvenire se non soddisfa i requisiti previsti.

La seconda domanda riguardava la possibilità di includere nell'elenco anche i Paesi in cui sono state riscontrate violazioni dei diritti umani fondamentali e non negoziabili, secondo la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, a danno di una o più categorie di persone.

L'impatto della decisione sul governo

Con questa decisione non sarà più possibile riportare prima al centro di accoglienza di Shëngjin e poi a Gjadra i migranti soccorsi in mare dalle navi militari italiane e provenienti da Paesi che l'Italia considera sicuri, ovvero migranti che, secondo il governo, dovrebbero essere rimpatriati rapidamente nei loro Paesi, non appena completata la procedura accelerata di frontiera.

Si trattava di un progetto che il governo italiano era stato costretto ad abbandonare nei mesi scorsi, dopo che molti giudici italiani avevano ritenuto che le norme fossero in contrasto con una precedente sentenza della Corte di giustizia dell'UE dell'ottobre 2024, e avevano pertanto rivolto alla Corte stessa questioni preliminari sulla corretta interpretazione del concetto di "Paese sicuro".

L'interpretazione data dalla Corte di Giustizia dice ai giudici italiani che il loro intervento per annullare la detenzione di immigrati provenienti da un Paese inserito dal Governo nella lista dei Paesi sicuri è legittimo.

La Repubblica scrive che questa decisione coglie impreparato il governo Meloni, che aveva ampiamente contato su una decisione a suo favore.

Ciò si basa anche su quanto aveva visto preannunciare negli ultimi mesi le posizioni politiche della maggioranza degli Stati rappresentati presso la Corte di giustizia dell'UE, nonché sul rispetto della nuova direttiva sui rimpatri, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo anno, subito dopo l'attuazione del nuovo Patto sulle migrazioni e l'asilo.

Ricordiamo che a marzo il governo Meloni ha deciso di cambiare la funzione dei centri per immigrati di Shëngjin e Gjadra.

Se in precedenza erano concepite per ospitare i migranti salvati in acque internazionali, ora vengono utilizzate per ospitare coloro a cui è stato negato asilo e che sono in attesa di rimpatrio.

Ma anche per questo Meloni ha incontrato difficoltà dopo che l'Alta Corte di Roma ha chiesto il parere della Corte di Giustizia Europea sui casi di invio di due immigrati, sollevando interrogativi sulle finalità per cui questo centro viene attualmente utilizzato.

Nel primo caso, si chiede un parere sulla compatibilità dell'invio di richiedenti asilo respinti dall'Italia al campo albanese ai fini del rimpatrio. Nel secondo caso, si chiede un parere sull'invio di richiedenti asilo entrati illegalmente a Gjadra.

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