TAGS-AT E JAVËS

Politike 5 Korrik 2025, 18:42

Come ti senti, Giorgia Meloni?

Shkruar nga Pamfleti

Come ti senti, Giorgia Meloni?

Dalla Trattoria “Meloni” alla banda di Suel Çela e il Porto di Durazzo: i legami oscuri tra l’Albania di Edi Rama e l’Italia di Giorgia Meloni

L’Italia guidata da Giorgia Meloni è sempre più coinvolta in un circolo vizioso di accordi con un’Albania governata da reti clientelari e crimine organizzato.

L’Albania non è più semplicemente un Paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea. Sotto il governo di Edi Rama, è diventata una piattaforma ideale per operazioni economiche oscure, accordi politici ambigui e l’assorbimento di interessi stranieri poco trasparenti. In nome di una “cooperazione strategica”, si sta costruendo un’alleanza che sembra favorire più le mafie che i cittadini onesti. L’accordo per i centri di migranti è solo la punta dell’iceberg: dietro c’è un intero sistema clientelare che sfugge ai radar del pubblico italiano ed europeo.

In questo scenario opaco, c’è un’unica istituzione che sta dimostrando cosa significhi davvero combattere il crimine organizzato: la Guardia di Finanza. Con operazioni chirurgiche, documentate e mirate al cuore dei traffici internazionali, la Guardia di Finanza sta colpendo duramente gli “amici” di Edi Rama, rivelando a Giorgia Meloni il suo vero volto — quello che non le mostrano né le ambasciate, né i rapporti diplomatici edulcorati. Dove la giustizia albanese (SPAK) esita o devia, gli italiani agiscono. L’Antimafia italiana sta fornendo prove concrete su chi siano realmente i beneficiari delle intese Roma-Tirana e a chi vengono affidati i fondi pubblici italiani.

Edi Rama ha molti "amici" discutibili — troppi per citarli tutti — ma oggi ci concentriamo su tre figure centrali, con forti implicazioni per i partner internazionali dell’Italia.

SUEL ÇELA

Una delle figure più oscure che collega la politica albanese al crimine internazionale. Punto di snodo tra Rama e le bande di Elbasan. Ricercato da SPAK, continua a operare nell’ombra grazie a protezioni politiche. Ma mentre la giustizia albanese tace, la Guardia di Finanza lo colpisce.

Nella più recente operazione, sono stati sequestrati oltre 4 milioni di euro riconducibili a Suel Çela. Le indagini tracciano una rete di traffico dalla Colombia all’Europa, con l’Albania come corridoio per la cocaina. Per anni, Çela è stato una macchina elettorale al servizio del Partito Socialista di Rama. Oggi è nel mirino di una caccia internazionale: l’arresto è questione di tempo, e questa volta Rama non potrà salvarlo.

GJERGJ LUCA

Traffico internazionale, riciclaggio e cattura delle istituzioni. Luca è il proprietario della Trattoria “Meloni”, un omaggio pubblico alla premier italiana. Un imprenditore che apre ristoranti col suo nome, mentre è accusato di narcotraffico e frodi con fondi pubblici.

Il deputato italiano Riccardo Magi ha posto la domanda che nessuno osa fare pubblicamente:

"Giorgia Meloni è davvero contenta che il suo nome venga usato da un soggetto indagato per traffico di droga e frode, che apre locali con il suo nome in Albania?"

Nel 2022, una nave di Luca — la “Open Balkan” — fu fermata nel porto di Palermo. Non trasportava pesce, ma seguiva rotte compatibili con quelle dei trafficanti di migranti. Tutto questo avveniva nel pieno della crisi degli sbarchi, mentre il governo Meloni vietava l’ingresso alle navi umanitarie. Coincidenza? O parte di un’operazione ben più grande, con la complicità del governo albanese?

Luca ha ottenuto contratti per i centri profughi finanziati dall’Italia. Mentre SPAK tace, lui ottiene appalti, acquista media o li mette a tacere, e mantiene legami diretti con Edi Rama.


QEMAL BEU

Collaboratore di Luca e “amico” intimo di Rama. Ex direttore dell’Organizzazione per la Gestione della Pesca a Durazzo. Più volte denunciato per abuso di fondi pubblici e contratti con società fantasma. È sospettato di essere coinvolto in riciclaggio e traffico marittimo.

Secondo fonti di intelligence partner, il 26 giugno 2025, la Guardia di Finanza ha effettuato un’operazione nel porto di Durazzo, proprio contro la rete di Beu. Ma l’azione è stata compromessa da fughe di notizie interne, che hanno permesso ai sospettati di cancellare le prove e sfuggire all’arresto. Beu si vanta pubblicamente dei suoi legami con Rama — mostrando messaggi, foto e video. Questa protezione politica spiega l’impunità goduta per anni.

Anche lui è ora sotto indagine da parte delle autorità italiane.


Nel silenzio della giustizia albanese, è la Guardia di Finanza che combatte davvero il crimine. Mentre SPAK interviene solo quando non può più evitare, l’Italia scopre da sola che i partner dell’accordo Meloni-Rama sono individui con profili criminali gravi.

E allora la domanda finale è inevitabile:
Giorgia Meloni è stata ingannata da Edi Rama… o ne è complice consapevole?

— Pamfleti.net

gjergj luca suel cela giorgia meloni edi rama qemal beu guardiadifinanza openbalkan

Lini një Përgjigje