Come è stato ritardato l'ingresso di LIDL in Albania e perché Rama lo presenta oggi come un successo...
Il Primo Ministro parla dell'arrivo dell'emittente tedesca come di un successo del governo, ma fonti di mercato affermano che le trattative si sono trascinate per anni, tra incertezza, forti interessi e mancanza di garanzie per una concorrenza leale...
Rama ha presentato LIDL come la prova che l'Albania ha raggiunto un nuovo livello per gli investimenti stranieri. Ma dietro questa facciata si cela una lunga storia di ritardi, dubbi e un mercato che, secondo alcune fonti, non ha offerto al colosso tedesco né regole chiare né reali garanzie.
Il Primo Ministro Edi Rama si è presentato davanti agli investitori stranieri e ha annunciato l'arrivo della catena tedesca LIDL in Albania come una notizia di grande rilievo. Ha presentato l'iniziativa come un segnale che il Paese è entrato in una nuova fase per gli investimenti esteri.
LIDL è una delle più grandi catene di supermercati in Europa. L'azienda è nota per i suoi prezzi bassi, gli elevati volumi di vendita e la forte attenzione alle fasce di popolazione a basso reddito.
Nella sua dichiarazione, Rama ha affermato che i rappresentanti di LIDL si trovano in Albania e stanno lavorando all'apertura del primo punto vendita. Ha inoltre aggiunto una frase politicamente rilevante: "Quando arrivano i tedeschi, si raggiunge davvero un altro livello".
Ma fonti di mercato affermano che questa storia non è iniziata ora. Secondo loro, i contatti e gli accordi preliminari con il gruppo Schwarz, proprietario di LIDL, risalgono a tempo fa e l'ingresso nel mercato albanese è stato rimandato per anni.
Anziché un processo chiaro e rapido, l'azienda si è trovata ad affrontare un mercato turbolento, incertezza e un clima che non garantisce una concorrenza leale.
Secondo le stesse fonti, in questo periodo il mercato al dettaglio ha subito forti trasformazioni. Sono entrati nuovi operatori, sono state acquisite strutture con problemi finanziari e si è diffusa l'idea che l'arrivo di un gigante europeo avrebbe cambiato gli equilibri del settore retail albanese.
Durante questo periodo, diverse aziende del Kosovo sono entrate nel mercato albanese, acquisendo catene di supermercati gravate da debiti e difficoltà finanziarie. Secondo alcune fonti, a queste aziende era stata presentata l'idea che la futura presenza di LIDL avrebbe potuto incrementare il valore di tali strutture o generare successive opportunità di collaborazione.
Ma LIDL, stando alle informazioni che circolano sul mercato, si è rifiutata di entrare ciecamente in un contesto in cui le regole rimangono poco chiare. L'azienda sembra aver richiesto una cosa fondamentale: l'applicazione della legge, standard uniformi per tutti e la garanzia di non dover affrontare costi occulti, distorsioni del mercato e favoritismi selettivi.
Questo è il punto cruciale. Rama presenta oggi l'ingresso di LIDL come un successo politico. Ma il ritardo pluriennale solleva di per sé una semplice domanda: perché una grande catena tedesca non è entrata prima in Albania, se il clima imprenditoriale era così favorevole come la propaganda governativa la dipinge?
Secondo fonti non ufficiali, la società avrebbe sospeso da tempo qualsiasi impegno concreto, proprio perché non ha trovato le garanzie che un investitore di tale portata ricerca. Le stesse fonti affermano che la controparte tedesca non abbia cercato privilegi, bensì uno Stato funzionante, leggi applicabili e una seria amministrazione.
Questo spiega anche la distanza che, secondo alcune fonti, LIDL ha mantenuto dall'utilizzo politico del proprio nome. Rama ha cercato di trasformare l'arrivo della catena in un'occasione per gli incontri con gli investitori. Ma se l'azienda entrerà effettivamente nel mercato, ci si aspetta che lo faccia secondo una propria logica commerciale, non come parte di una campagna di propaganda governativa.
È qui che inizia la contraddizione. Il Primo Ministro parla di successo. Il mercato parla di ritardi. Il governo parla di un clima eccellente. L'investitore, secondo alcune fonti, ha richiesto garanzie basilari che uno Stato normale dovrebbe fornire senza negoziazioni.
Se LIDL aprirà il suo primo punto vendita a Tirana, ciò non basterà a cancellare la storia dei rinvii. Al contrario, la renderà ancora più evidente. Perché diventerà chiaro che l'ostacolo non è stata la mancanza di interesse dell'investitore tedesco, bensì il contesto in cui è stato costretto a operare.
Il Primo Ministro ha tentato di sfruttare politicamente l'ingresso di LIDL, affermando che "il loro arrivo significa che siamo a un livello elevato". In realtà, l'Albania, dai tempi di Ramiz Alija fino ad oggi, ha regolarmente respinto l'ingresso di potenti capitali tedeschi, a partire da Deutsche Telekom, dall'industria, dal turismo e persino da LIDL.
Un alto funzionario tedesco ha detto a Edi Rama, durante un incontro con lui, che "il popolo albanese deve sapere perché gli investimenti tedeschi in Albania vengono respinti. Noi lo sappiamo", ha detto, "anche nei dettagli, ma anche gli albanesi devono saperlo. Se non glielo dite voi, glielo diremo noi".
Questa frase ha terrorizzato il primo ministro, perché se venisse a galla la verità su chi si cela dietro questo sporco gioco contro i tedeschi, potrebbe cadere nel giro di una settimana. / Opuscolo
Sepse Ramiz Alia ishte pjesë e skalioneve komunisto- fashiste anti kombëtare shqiptare.
Nuk e le Zamua me Sandrin, as Lidl e as kend. Mos harroni keta monstra nxorren jashte Carrefour francez me gjithe 2-3 banka… Zamua dhe Sandri jane politika shteterore e Edit dhe Saliut. Te njejtet hoqen qafe dhe Club Med. Bizneset Gjermane, Franceze, Britanike dhe Amerikane nuk kane vend ne shqiperi se nuk i lene Saliu me Edin nese nuk lene perqindje tek Zamo, Sandri, Çeti, Ulaj etj trima injorante!
Mirë e ka bere, Shqiptaret duan ndonje Harrods, Waitrose, e lart ku e përfillin Lidl.
K do ngordhin dhe keta faqezinjt qe permend ti nje dite
mos shpifni o idioter te pamfletut antishiptar , se une njoh mire kete problem, jane gjermanet ata qe duan siguri dhe kane te drejt