Il parlamento svizzero ha sospeso definitivamente i progetti in Albania dopo che le verifiche hanno rivelato un massiccio abuso di fondi, mentre il governo albanese ha cercato di insabbiare la cosa come una "decisione tecnica"...
La Confederazione Svizzera, uno dei maggiori donatori in Albania fino a un anno fa, ha stanziato decine di milioni di euro per l'approvvigionamento idrico, le strade, i centri comunitari, l'artigianato e la società civile. L'obiettivo era offrire alternative ai giovani delle comunità emarginate e ridurre l'influenza delle gang albanesi che, dagli anni '90, hanno trasformato la Svizzera in una base per il traffico di eroina e, successivamente, di cocaina.
Ogni franco è stato meticolosamente controllato da prestigiosi revisori contabili internazionali. Il rapporto redatto dalle autorità diplomatiche svizzere ha rivelato che la maggior parte dei progetti presentava saldi irregolari, finanziamenti ingiustificati e una corruzione dilagante. Il denaro non era arrivato a destinazione, ma era stato sottratto dagli enti beneficiari, dai ministeri e dai comuni a diverse ONG.
Dopo aver analizzato i documenti, il Parlamento svizzero ha deciso di sospendere tutti i progetti con l'Albania. La decisione è definitiva: un'eventuale ripresa potrà avvenire solo con una nuova votazione del Parlamento federale, il che è praticamente impossibile.
In Albania, i media vicini al governo hanno minimizzato lo scandalo, paragonandolo a una decisione dell'amministrazione Trump sull'USAID, quando in realtà si trattava di una questione di corruzione documentata. Il governo di Edi Rama, la principale vittima di questo atto, non ha fornito spiegazioni ed è rimasto in silenzio.
Fonti diplomatiche suggeriscono che, oltre a motivi pubblici, la Svizzera disponga anche di altri dati che vengono conservati per motivi interni e che potrebbero essere pubblicati al momento opportuno. Si prevede che questi fatti incideranno pesantemente sul quarto mandato di Rama e mineranno la promessa di adesione all'UE, che in ogni caso non potrà realizzarsi prima del 2026./ Opuscolo
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