TAGS-AT E JAVËS

Politike 5 Shtator 2025, 18:00

Montenegro in crisi d'identità: gli albanesi presi di mira dall'odio nazionalista, le autorità silenziose

Shkruar nga Pamfleti

Montenegro in crisi d'identità: gli albanesi presi di mira

L'interruzione del film "Roda" di Isa Çosja nel centro di Podgorica è un atto di violenza organizzato contro l'identità albanese in Montenegro e una prova silenziosa della crisi multietnica in questo stato balcanico che non ha ancora scelto chi appartiene a chi...

Un fatto grave, taciuto dalle istituzioni, ma che la dice lunga sulla reale situazione degli albanesi in Montenegro, è avvenuto nei giorni scorsi nel cuore di Podgorica.

Durante la proiezione del film "Roda" del regista kosovaro Isa Çosja, nell'ambito del rinomato festival culturale "Džada Film Fest", un gruppo di individui aggressivi è intervenuto in modo inappropriato, interrompendo l'evento culturale che promuoveva un'opera artistica di contenuto albanese.

Questo atto, invisibile persino nei giorni più bui della censura balcanica, è stato compiuto con arroganza e senza alcun divieto da parte delle autorità locali, dimostrando che il nazionalismo etnico, nascosto sotto le spoglie della cittadinanza montenegrina, è più vivo che mai.

L'unica reazione seria è arrivata dal Consiglio nazionale degli albanesi, l'istituzione rappresentativa degli albanesi in Montenegro, che, attraverso una dichiarazione firmata dal suo presidente Faik Nika, ha condannato fermamente l'accaduto, definendolo "completamente inaccettabile e meritevole di qualsiasi punizione".

Al centro della dichiarazione c'è un'amara realtà: gli albanesi in Montenegro non sono liberi di parlare la loro lingua, di esporre la loro arte o di partecipare a eventi pubblici senza essere presi di mira da un'ondata di odio etnico sempre più feroce. Il fatto che un'aggressiva interruzione di un film albanese sia avvenuta durante un festival ufficiale e in una piazza pubblica testimonia chiaramente gli sforzi per sradicare gli albanesi dallo spazio culturale dello Stato montenegrino.

Ma questo non è un episodio isolato. Nelle ultime settimane, il Consiglio Nazionale degli Albanesi ha denunciato diversi altri casi di incitamento all'odio, che sono emersi sui social network e sui media online ogni volta che gli albanesi organizzano attività culturali, promuovono libri, film o alzano la voce per rivendicare i diritti costituzionali a cui hanno diritto.

Nelle loro dichiarazioni, i leader del Consiglio hanno ricordato che la lingua albanese è lingua ufficiale in diversi comuni, che gli albanesi sono cittadini con pieni diritti e che questo tipo di intimidazione è pericoloso per le fondamenta stesse dello Stato.

Gli attacchi alla lingua, all'arte e ai simboli culturali non sono incidenti casuali, ma fanno parte di una chiara strategia per emarginare gli albanesi in nome della "protezione dell'ordine nazionale".

Il pericolo è più grande di quanto sembri. In un piccolo paese come il Montenegro, dove la convivenza etnica è il fondamento della stabilità politica, consentire discorsi d'odio e ignorare tali episodi crea pericolosi precedenti. Quando un film viene interrotto, le scuole potrebbero essere chiuse domani. Quando un festival diventa oggetto di attacco, la lingua albanese potrebbe essere esclusa dagli spazi pubblici domani. Il silenzio delle autorità non è neutralità, è collaborazione con coloro che cercano la silenziosa pulizia culturale degli albanesi in Montenegro.

Isa Çosja, il regista che promuoveva il suo film "Roda", non è solo un artista, è il simbolo di un'intera narrazione nazionale, di una generazione che ha raccontato la realtà albanese con competenza, dignità e coraggio. L'attacco a lui e alla sua opera è un attacco a ogni albanese che osa essere se stesso in uno Stato che sempre più considera gli albanesi come stranieri nella propria terra.

In questo clima, la risposta del Consiglio non è solo necessaria, ma indispensabile. Deve essere sostenuta da tutti i partiti albanesi, dai media albanesi nella regione, dalle istituzioni internazionali che monitorano i diritti umani e da ogni voce che si definisca difensore della libertà e dell'uguaglianza.

Gli albanesi non avranno paura di chi vuole metterli a tacere con i rumori di strada. I film non possono essere fermati, la cultura non può essere censurata e l'identità non può essere distrutta con grida d'odio a un festival. / Opuscolo

mali i zi kriza identitare shenjestër e urrejtjes nacionaliste

Lini një Përgjigje