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Politike22 Shtator 2025, 13:37

Da Putin a Steven Seagal: la Serbia marcia verso l'isolamento diplomatico

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net

 

Da Putin a Steven Seagal: la Serbia marcia verso l'isolamento diplomatico
Steven Seagal e Aleksandar Vucic /

Vučić usa l'esercito per scopi spettacolari, mentre i suoi principali alleati sono assenti: cosa significa questo per i Balcani e l'Albania?

Nel 2014, Belgrado ha ospitato Vladimir Putin in una grande parata militare che simboleggiava i forti legami russo-serbi e lanciava un chiaro messaggio all'Occidente. Ma un decennio dopo, invece di potenti leader internazionali, la parata più recente in Serbia è stata guidata dall'attore hollywoodiano Steven Seagal, una figura più folkloristica che politica.

Al posto dei capi di Stato, la lista degli invitati comprendeva ministri della difesa di paesi ai margini della politica mondiale e un generale cinese, mentre l'assenza di voci importanti provenienti dall'UE, dagli USA o dalla Russia parla chiaro: la Serbia non è più un punto di appoggio per le grandi potenze, ma si sta trasformando in un'arena per lo spettacolo della politica interna.

Da Putin a Steven Seagal: la Serbia marcia verso l'isolamento diplomatico

Di fronte alle massicce proteste e a un'opposizione sempre più accanita, Aleksandar Vučić sta utilizzando l'esercito non per la sicurezza nazionale, ma per alimentare la propaganda del regime e mantenere viva l'idea dell'"accerchiamento della Serbia da parte dei nemici".

Si tratta di un segnale chiaro anche per la regione: una Serbia isolata, che evita il confronto con la democrazia e cerca di compensare il vuoto diplomatico con parate militari, è più pericolosa di una Serbia impegnata a livello internazionale.

Per l'Albania, questo è un campanello d'allarme. Una Serbia che si allontana dall'Occidente e cerca di riaccendere i sentimenti nazionalisti attraverso la propaganda e la militarizzazione è un fattore destabilizzante nei Balcani. La crescente presenza militare al confine con il Kosovo, gli investimenti in armamenti e la retorica bellica che ne consegue dimostrano che Belgrado sta scegliendo il confronto interno rispetto all'integrazione regionale.

In assenza di Putin, Seagal può essere un uomo di spettacolo, ma non un alleato strategico. E in assenza di veri alleati, ogni regime cade preda della propria fantasia./ Opuscolo

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