Al vertice del Processo di Berlino, il primo ministro albanese è stato messo in ombra dai leader regionali e ha dovuto affrontare chiari segnali di raffreddamento da parte dell'Occidente, mentre le indagini internazionali sui legami del governo con i trafficanti lo stanno isolando sempre di più...
Al vertice del Processo di Berlino a Londra, il Primo Ministro Edi Rama è stato il leader più ignorato dei sei Paesi dei Balcani occidentali. Nonostante i suoi tentativi di fare notizia e attirare l'attenzione, intervenendo fuori luogo ai margini degli incontri, sia nel protocollo che nel comportamento politico, il Primo Ministro albanese è stato trattato con ostentata freddezza dai partecipanti.
A capo del tavolo centrale, guidato dal Primo Ministro britannico Keir Starmer come ospite e dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz come fondatore di questa organizzazione, sedeva il Primo Ministro del Montenegro, Milojko Spajić. Questo è stato un chiaro segnale politico per dimostrare la priorità dell'Unione Europea nei confronti del Montenegro nel processo di adesione e per sottolineare l'emarginazione dell'Albania.
Edi Rama capì subito questo segnale e iniziò a mostrarsi fastidioso ai margini del vertice, interferendo spesso nelle discussioni e nei panel. In uno di questi, apparve irritato e perse la calma durante un dibattito con il primo ministro montenegrino, diventando oggetto di ironia sulle reti internazionali. Il filmato pubblicato mostra il momento in cui Spajic mette la mano sul braccio di Rama, per impedirgli di continuare a interferire, una scena che fece il giro dei media e fu vissuta come simbolo dell'arroganza e della stanchezza che incute ai suoi interlocutori.
Lo stesso giorno, uno dei più importanti organi di informazione che analizza le politiche dell'Unione Europea, finanziato anch'esso dalla rete della fondazione Soros, ha pubblicato un'analisi in cui si afferma che il presidente francese Emmanuel Macron non accetterebbe l'ingresso dell'Albania nell'UE in questa fase, a causa della mancanza di vere riforme e delle accuse di corruzione ad alto livello.
Tuttavia, per Edi Rama, la questione non riguarda solo l'integrazione europea, ma anche il suo destino personale. La pubblicazione dei legami del governo albanese con le reti del traffico di cocaina da parte dei media italiani e l'avvio di indagini da parte della Direzione antimafia di Roma non sono casuali. Fonti diplomatiche a Bruxelles affermano che i segnali provenienti da diverse capitali europee fanno parte di un più ampio processo di pressione per costringere Rama a dimettersi.
In Occidente, la fiducia in Rama è crollata. La sua capacità di rendersi "interessante" con battute e scherzi non funziona più. Il "primo ministro più longevo dei Balcani" è diventato una figura stanca e inaffidabile per i partner internazionali, che non vogliono più ascoltarlo né come scusa né come spettacolo.
Nei prossimi giorni sono attesi altri sviluppi, con fonti da Bruxelles e Roma che parlano di misure concrete nel caso in cui Edi Rama si rifiutasse di aprire le braccia. Rispetto al colpo ricevuto da Sali Berisha, ciò che attende Rama sembra molto più duro. La sua fine politica sembra essere solo questione di tempo./ Opuscolo
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