
Il romanzo "Don Kanuni" torna dopo 13 anni come monito per la società albanese che si muove ancora tra patriarcato e fluidità di genere
Il romanzo di Idlir Aziz, "Don Kanuni, ovvero, lentamente come il sangue comincia ad addormentarsi", rimane una delle opere più provocatorie della letteratura albanese contemporanea. Con satira, grottesco e ironia, l'autore affronta un'Albania che non è ancora uscita dall'ombra di Kanuni, ma che ora si trova in una crisi di identità di genere e morale.
Idlir Azizi, uno degli autori albanesi di maggiore influenza internazionale, rimane una delle voci più distintive della prosa contemporanea. Il suo romanzo "Don Kanuni, ovvero, lentamente come il sonno", pubblicato nel 2012, è oggi più attuale che mai. Al centro dell'opera c'è lo scontro tra i Kanuni e i moderni fenomeni dell'identità di genere, un dibattito che oggi coinvolge la politica, il diritto e la cultura albanesi.
In questo romanzo, Azizi crea una scena grottesca in cui la vittima di una faida di sangue è una persona "né uomo né donna". Questo scontro tra la tradizione arcaica e la moderna filosofia di genere di Judith Butler serve all'autore come metafora dello scontro dell'Albania con se stessa. Gli anziani del Kanun, incerti su come categorizzare la vittima, chiedono aiuto a un filosofo straniero. Questa situazione assurda trasmette il dramma di un paese che cerca di adattare il Kanun al XXI secolo.
Nel romanzo, l'Albania è il grottesco aeroporto di una società che si solleva e si abbassa in picchiata, tra mitomania nazionale, corruzione istituzionale e crisi di identità morale. L'autore unisce sarcasmo e filosofia, trasformando il lettore in un compagno di viaggio in un volo supersonico attraverso l'assurdo albanese.
Attraverso allegorie e sottile ironia, Azizi decostruisce il falso nazionalismo, le "pagine nere" che fanno risalire le loro origini all'egiziano Osiride e i politici che costruiscono ideologie sul patriarcato folkloristico. In questo senso, il romanzo è uno specchio della società albanese che cambia rapidamente ma pensa lentamente.
La satira di Aziz colpisce senza pietà: gli anziani del Kanun, il filosofo straniero, il poliziotto che si gratta gli organi genitali durante la decisione, e persino le assurde associazioni che vogliono "ricreare" il maschio albanese. Questa è una letteratura che non perdona, ma non predica nemmeno. Offre una riflessione: cos'è l'uomo albanese tra tradizione e transizione?
Dal punto di vista estetico, il romanzo è un esempio di pensiero dualistico che unisce lo spirito idealista alla critica moderna. In sole 125 pagine, Azizi costruisce un'opera stratificata che combina il pensiero filosofico con la satira politica e l'antropologia dell'assurdo.
Ciò rende il romanzo non semplicemente un racconto letterario, ma un documento del pensiero albanese in un periodo di transizione senza fine. L'autore solleva una domanda che rimane essenziale:
"Se il genere è una questione di identità, la nazione può essere una questione di moralità?"
La letteratura di Idlir Aziz è una letteratura che il lettore sente, non solo comprende. Perché, a quanto pare, "Don Kanuni" non parla di un passato, ma di un'Albania che non ha ancora deciso a quale genere appartenere./ Opuscolo
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