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Kulture20 Tetor 2025, 11:36

Democrazia in crisi: come i social media stanno distruggendo l'Occidente

Shkruar nga Pamfleti

 Democrazia in crisi: come i social media stanno distruggendo l'Occidente

Dalla "libertà di espressione" agli algoritmi dell'odio, la tecnologia digitale sta mettendo in discussione le fondamenta stesse delle società democratiche...

Un tempo erano considerati lo strumento ideale per liberare le voci indipendenti, sfidare gli autocrati e rafforzare le democrazie.

Oggigiorno i social network sono sempre più visti come fattori destabilizzanti per le stesse democrazie che li hanno creati.

Un ampio articolo pubblicato su "Vijesti" ha analizzato l'impatto dei social network, degli algoritmi e delle nuove tecnologie sull'estrema polarizzazione della politica occidentale, sulla diffusione della disinformazione e sulla crescita della sfiducia nelle istituzioni pubbliche. L'articolo rileva che, invece di aprire la discussione e rafforzare il dialogo, i social network stanno aggravando la divisione tra i cittadini, contribuendo ad alimentare l'ascesa del populismo e dell'estremismo.

L'esempio dell'Irlanda del Nord è significativo: l'autore dell'articolo sottolinea che se il referendum del 1998 sull'Accordo di Pace si tenesse oggi, nell'era dei social media, non verrebbe approvato. Il motivo? Gli algoritmi non favoriranno la riconciliazione, ma la polarizzazione.

Studi di Francis Fukuyama e altri dimostrano che Internet ha cambiato radicalmente il terreno politico. La mancanza di filtri informativi, l'indebolimento delle autorità tradizionali (media, istituzioni, mondo accademico) e la diffusione virale di contenuti emotivi incoraggiano la ricerca di identità sempre più rigide e ostili all'"altro".

Il rischio non è di per sé politico. I dati provenienti dagli Stati Uniti mostrano un legame tra l'aumento dei problemi di salute mentale negli adolescenti (soprattutto nelle ragazze) e il tempo trascorso sui social media. Gli algoritmi favoriscono l'apparenza, il confronto, la condivisione e spesso... l'esclusione.

L'articolo riassume il tutto con una potente affermazione: "La democrazia si basa sulla capacità dei cittadini di condividere fatti comuni e accettare compromessi. I social media, nella loro forma attuale, indeboliscono questa capacità".

Per i paesi balcanici come l'Albania, dove le istituzioni democratiche sono ancora fragili e i media tradizionali non godono di una diffusa fiducia da parte del pubblico, l'influenza dei social media è ancora più pericolosa. Qualsiasi piattaforma diventa facilmente un terreno fertile per la diffusione di odio, nazionalismo estremo o disinformazione importata da attori esterni.

In Albania, la mancanza di alfabetizzazione mediatica, unita alla scarsa trasparenza in politica e a un clima partitico polarizzato, rende lo spazio digitale vulnerabile alla manipolazione. I politici non sono più una fonte di informazione, ma spesso una fonte di disinformazione, mentre i media seguono spesso la logica dei clic, non della verità.

In questa realtà, è essenziale una strategia nazionale per l'educazione ai media a partire dalle scuole superiori, il rafforzamento degli enti regolatori indipendenti e la trasparenza algoritmica. Altrimenti, l'Albania rischia di trasformarsi in un laboratorio sperimentale per l'abuso della tecnologia in politica, dove non vincono più le idee migliori, ma quelle più tossiche./ Opuscolo

Fonte: Vijesti.me ( originale in montenegrino )

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