
I manifestanti accusano il primo ministro di aver violato la Costituzione e hanno presentato una denuncia pubblica alla SPAK per Zvërnec, Rrjoll, il porto di Durazzo e decine di altre zone. 300 ettari sono stati sottratti a Butrinto, il castello di Lëkurës è stato ceduto al trafficante Andrea Çaushi, 800 ettari a Karavasta sono stati donati all'oligarca russo Oleg Deripaska. Tra i beneficiari: il genero di Berisha, Jamarbër Malltezi, e la lavandaia di Kumbaro, Arben Muçobega...
Il Parlamento europeo ha appoggiato una delle richieste dei manifestanti, esortando il governo Rama a sospendere i permessi di costruzione nelle aree protette e a modificare la legge del 2024, che ha spianato la strada alle costruzioni in queste zone.
Questo caso dimostra il clientelismo del Primo Ministro Edi Rama, che costituisce una violazione della Costituzione e un abuso di potere per legiferare nell'interesse dei costruttori a lui affiliati, interessi che ha tutelato ignorando e denigrando i manifestanti.
La richiesta di dimissioni di Edi Rama è accompagnata da accuse penali a suo carico, non solo per il caso della legge incostituzionale sugli investimenti a Zvërnec, ma anche per molte altre questioni economiche e finanziarie commesse durante i suoi 13 anni al potere.
Il contenuto della protesta è una denuncia "popolare" contro il Primo Ministro Edi Rama, supportata da fatti concreti; una denuncia per la quale, in conformità al Codice di Procedura Penale, il Direttore della SPAK, Klodian Braho, deve ordinare l'avvio di un'indagine, soprattutto in presenza di indizi relativi a qualsiasi accusa resa pubblica.
L'indagine è iniziata principalmente con il modo in cui il mafioso Artur Shehu ha ottenuto terreni a Zvërnec, le procedure per la loro registrazione al catasto, gli atti di vendita e il blocco del denaro che gli investitori stranieri hanno pagato per l'acquisto dei terreni.
I manifestanti hanno accusato Edi Rama di essere coinvolto nella vicenda dei 140 ettari di terreno a Rrjoll, dove l'oligarca Bashkim Ulaj ha iniziato a costruire con la forza un resort con il supporto della polizia statale, nonostante la questione sia oggetto di indagine penale e di un processo civile per la rivendicazione dei diritti di proprietà.
Un'altra accusa penale mossa dai manifestanti contro il Primo Ministro Edi Rama riguarda la vicenda di 810 mila metri quadrati di terreno demaniale sul lungomare del porto di Durazzo, donati per decisione governativa alla mafia araba rappresentata da Mohamed Alabbar per la costruzione di torri, palazzi e hotel.
La risoluzione del Parlamento europeo chiede l'annullamento della legge del 2024, che consente la costruzione in aree protette, ma il Primo Ministro Edi Rama ha autorizzato la costruzione di resort, torri e palazzi in molti monumenti naturali, storici, culturali e archeologici protetti anche prima dell'adozione della legge clientelare nel 2024.
Per decisione di Edi Rama e del ministro Mirela Kumbaro, 300 ettari di parco naturale sono stati sottratti a Butrinto e ceduti all'oligarca Idajet Ismailaj e ad altri oligarchi per costruire ville e complessi di palazzi.
Il monumento storico-culturale "Castello di Lêkurësit" a Saranda è stato ceduto al trafficante Andrea Çaushi, che vi ha costruito un resort e un parcheggio, sia all'interno che all'esterno, mentre Edi Rama ha donato 60 ettari di terreno intorno al castello a un altro trafficante, Dajlan Avdia, per la costruzione di palazzi e complessi di ville.
Con la Decisione n. 6/4, del 19 aprile 2018, il Primo Ministro Edi Rama ha donato 800 ettari di terreno a Ilir Trebicka e all'oligarca russo Oleg Deripaska nell'area protetta della laguna di Karavasta, mentre il giorno successivo, con la Decisione n. 355, del 20 aprile 2018, ha concesso loro altri 131 ettari di terreno, e il 30 dicembre 2025 ha concesso loro ulteriori 68,8 ettari nella stessa laguna per la realizzazione di aziende agricole e resort.
Secondo i dati ufficiali, il primo ministro Edi Rama ha concesso 183 permessi di costruzione per resort, torri, palazzi e complessi di ville in 53 aree protette a Tirana, Durazzo, Korçë, Elbasan, Fier, Gjirokastër, Berat, Saranda, Himara, Lezhë, Pogradec e Scutari.
Tra questi, ha concesso permessi di costruzione per ville in riva al lago a Tushemisht al genero di Sali Berisha, Jamarbër Malltez, e al suo partner Fatmir Bektashi.
Mentre al costruttore Arben Muçobega, il "lavandaio" di Mirela Kumbaro, è stato concesso il permesso per resort e ville nell'area costiera protetta della baia di Llamani a Porto-Palermo, ecc., ecc./ Opuscolo
Ky e ka bere vjedhjen te ligjshme. Ska veper penale.
Favorizimi, klientelizmi, ndihma ne pastrimin e te ardhurave nga aktiviteti kriminal jane vepra penale qe cke me te.
E ke gabim, nese faktojne aktivitet te vazhdueshem per shkaterrimin e prones publike atehere neni 230 i kodit penal eshte i qarte - per te mos folur per 287 etj etj
Cfare pergjigje te japim?!Gadafi ne Libi i jepte shtepi te sapomartuarve etj etj
Po c'tu desh ore dushman? Ja keshtu kane perfunduar trojet Ilire te te tjeret. Duhet ta pranojme qe jemi popull i korruptueshem qe ne veze e sa dalim nga veza kullufisim e gllaberojme c'te mundim.