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Kronike13 Dhjetor 2025, 10:30

250 appartamenti trasformati in centri di spaccio, 9 albanesi in manette: come è stato costruito l'"impero" della droga in Spagna (Video)

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250 appartamenti trasformati in centri di spaccio, 9 albanesi in manette: come
Scena dell'operazione

La polizia spagnola riferisce che l'organizzazione ha prodotto marijuana su larga scala per mesi, con piantagioni altamente tecnologiche e rigide misure di sicurezza per evitare di essere scoperta. 

La polizia spagnola ha smantellato un'organizzazione criminale albanese dedita alla coltivazione di marijuana in ambienti chiusi nella provincia di Saragozza. A seguito di questa operazione, 9 persone, tutte albanesi di età compresa tra 21 e 46 anni, sono state arrestate e sono state sequestrate oltre 2.000 piante di cannabis.

La rete operava da capannoni industriali e abitazioni sparse in diversi comuni nei dintorni di Saragozza e ha rubato energia elettrica per un valore stimato di 210 mila euro. 

La polizia spagnola riferisce che l'organizzazione ha prodotto marijuana su larga scala per mesi, con piantagioni altamente tecnologiche e rigide misure di sicurezza per evitare di essere scoperta. 

Come è iniziata l'indagine?

L'indagine, avviata nel settembre 2024 dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Guardia Civil di Casetas, ha rivelato la possibile esistenza di diversi edifici industriali utilizzati per la coltivazione indoor di marijuana nei pressi della città di Saragozza. Nel corso delle indagini, gli agenti hanno identificato diversi membri della rete, che ha temporaneamente cessato le attività dopo il ritorno dei capi nel loro paese d'origine.

Tuttavia, alla fine dell'estate, i sospettati sono tornati in Spagna e hanno ripreso le loro attività illegali, ristrutturando magazzini per riprendere la coltivazione di cannabis. Dopo aver raccolto prove sufficienti, la Guardia Civil ha avviato un'operazione su larga scala.

Il 2 dicembre sono state effettuate otto perquisizioni in magazzini industriali situati a Cuarte de Huerva, San Mateo de Gállego, La Puebla de Alfindén e Zuera, nonché in abitazioni nella città di Saragozza e nel quartiere Garrapinillos. All'interno sono state scoperte diverse strutture per la coltivazione indoor con un totale di 2.013 piante di marijuana e oltre 20 chilogrammi di cime pronte per la distribuzione.

Gli edifici erano completamente adattati alla coltivazione, con pareti divisorie in gesso per separare le diverse fasi di crescita delle piante. Tutti gli impianti erano alimentati elettricamente tramite allacciamenti abusivi alla rete di illuminazione pubblica, utilizzando quadri elettrici molto complessi. Uno degli edifici era addirittura in fase di preparazione per una nuova piantumazione.

In alcune di queste proprietà sono stati arrestati i responsabili della cura continua delle piantagioni, che hanno trascorso la notte al chiuso, in aree dotate di materassi, attrezzature e beni di prima necessità, evitando così di uscire dai locali.

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Come funzionava l'organizzazione?

L'indagine ha confermato che si trattava di un'organizzazione criminale con una gerarchia perfetta. Il capo della banda, con sede nella città di Saragozza, era responsabile della logistica, della supervisione delle operazioni e della copertura delle spese. Sotto di lui operavano collaboratori fidati incaricati di trasportare materiali da altre province per evitare di destare sospetti. A un livello inferiore c'erano i responsabili delle piantagioni, che svolgevano anche attività di sorveglianza utilizzando sistemi di videosorveglianza installati nei magazzini. La rete si avvaleva anche di prestanome per affittare proprietà e veicoli, simulando attività commerciali legittime, come lo stoccaggio di merci.

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Sequestri e accuse

Durante le perquisizioni, sono state sequestrate ingenti somme di denaro, telefoni cellulari e documenti rilevanti per le indagini. I nove detenuti, tutti cittadini albanesi di età compresa tra 21 e 46 anni, sono stati condotti davanti a un giudice il 4 dicembre. Devono rispondere delle accuse di traffico di droga, furto di energia elettrica e appartenenza a un'organizzazione criminale, nonché di falsificazione di documenti per due di loro utilizzando false identità.

In questa operazione, condotta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria di Casetas e dalla Squadra di Criminalità Organizzata e Antidroga (EDOA) del Comando di Saragozza, hanno partecipato agenti dell'Unità di Sicurezza Civile del Comando (USECIC) di Saragozza, Huesca e Teruel, nonché membri del Gruppo Cinofilo di Saragozza con cani specializzati nel rilevamento di droga./ Adattato da "Pamphlet" di  "Aragondigitales"

 

operacion anti-droge ne spanje arretsohen 9 shqiptare ne spanje

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