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Dosja e zezë 2 Maj 2026, 12:54

Il silenzio assordante sul ritorno degli Ottomani a Prizren

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net

Il silenzio assordante sul ritorno degli Ottomani a Prizren

Parata ottomana a Prizren: un ritorno alla storia o un progetto di influenza di Ankara?

La marcia di Mehterani nel cuore della città non è più vista come un'attività culturale, ma come un segnale politico per la rielaborazione della memoria storica e l'espansione dell'influenza turca in Kosovo.

La parata ottomana a Prizren non è una tradizione antica. Durante il periodo jugoslavo, il rituale della parata militare di Mehteran non esisteva. Ciò è dovuto anche al fatto che la Turchia di Atatürk era uno stato laico, che non si occupò del ritorno dei simboli del passato ottomano.

Con l'ascesa al potere di Erdogan e l'instaurazione di una nuova politica neo-ottomana, tutto è cambiato. Ankara ha iniziato a investire sistematicamente nel ripristino della memoria ottomana nei Balcani, utilizzando strumenti culturali, religiosi e diplomatici. In questo contesto è stato istituito anche l'Istituto "Yunus Emre", che in teoria promuove la lingua e la cultura turca, ma in pratica spesso si rivela uno strumento per rimodellare l'influenza storica turca nella regione.

Un momento simbolico in questo processo fu l'ingresso delle truppe turche della KFOR a Prizren nel giugno del 1999. Mentre le forze tedesche entrarono nell'ambito di un'operazione di liberazione della NATO, l'ingresso delle truppe turche fu accompagnato da un'atmosfera che per molti assomigliava più a un ritorno simbolico che a un'operazione militare internazionale. Le scene di quel giorno, con le bandiere turche e l'entusiasmo eccessivo, sono ancora oggi oggetto di discussione.

Da allora, la presenza simbolica della Turchia a Prizren è diventata regolare. Ogni anno, la banda militare "Mehteran", parte del corpo cerimoniale statale turco, organizza parate in città. Queste attività coincidono con le date legate all'ingresso dell'Impero Ottomano in questi territori e sono accompagnate da un forte simbolismo storico.

La parata si svolge nelle vie principali della città e fa tappa a Shadërvan, il cuore storico di Prizren. Qui vengono eseguite marce ottomane e viene rievocata una narrazione che glorifica il passato imperiale. Tutto ciò avviene con l'approvazione delle istituzioni locali e centrali del Kosovo, mentre alcuni cittadini lo vivono come una festa.

Ma quest'anno, il 25 aprile 2026, è successo qualcosa che è andato oltre il simbolismo usuale. Il gruppo "Mehteran" ha eseguito la canzone "Oj Kosovë, oj Nëna ime", presentandola come un gesto di riavvicinamento e fratellanza. Per molti, non si è trattato semplicemente di un'esibizione artistica, ma di un messaggio politico. Un tentativo di appropriarsi simbolicamente di una parte dell'identità albanese e di inserirla in una diversa narrazione storica.

Ecco perché la parata di quest'anno ha suscitato reazioni più forti. Non si tratta più solo di un'attività culturale, ma di un'interpretazione della storia che tocca le corde più profonde dell'identità.

Alcune voci critiche hanno reagito apertamente. Arbër Gashi, ricercatore svizzero in antropologia e attivista di "Shoqeria e Re", si oppone da tempo a questo fenomeno, considerandolo una distorsione della memoria storica. Allo stesso modo, il religioso cattolico Dom Nikson Shabani ha reagito duramente, sottolineando che spazi come Shadërvani non possono essere trasformati in palcoscenici per i simboli dell'occupazione.

Il loro messaggio è chiaro: la memoria storica non può essere relativizzata né utilizzata come mero ornamento per gli interessi politici o geopolitici odierni.

Questo è il punto cruciale del dibattito. Non è una questione di cultura. È una questione di interpretazione della storia e di rispetto per ciò che essa rappresenta.

Ed è proprio qui che risiede il problema. Quando le istituzioni tacciono e il simbolismo del passato viene utilizzato senza riflessione, la storia non serve più come lezione, ma diventa uno strumento di influenza. / Opuscolo

heshtja ulëritëse rikthimi i osmanëve në prizren

8 Komente

  1. D
    Dori

    Po po keshtu futet krimbi nga pak, keta jane futur shume thuaj. Po kur e marrin fare nuk kendojne me shqip. Ata edhe dyqanet ne shesh i kane si histori osmane, ose dhe turke po themi meqe bejne tregti

    1. J
      Jeta

      Gjithe ku demonstrim i qelbur i ideologve te ish pushtuesit...dhe kryetari shqiptar i Prizrenit rri i strukurë pa asnje reagim. Gjithandej ne tokat shqiptare, Kosove, Shqiperi, Maqedoni...pushtuesit ende sot bejne cfare duan vet pa i trazuar askush nga banoret vendas shqiptar. Kështu si duket paska qene ne Iliri, prandaj u zhduken duke akomoduar gjithfarë ardhacakesh sllavomongol..

      1. F
        Fgr

        Qetesohu se pervecse injorant je edhe i lig

      2. T
        Tony.

        Merrini me shkelma qafiret musli - sllavo - mongole. Si tre vije Erdogani ne kryeministri e t'i thote kryebalashit tone per bustin e Gjergj Kastriotit, hiqe kete tradhetar e Roma me brez te bardhe rri si mut, cdo presesh me. Sa poshte na kane ulur keta qerratenjte e politikes keta 35 vitet e fundit.

        1. U
          Uty

          Mire e ke, hajde fillo i pari se me te tjeret pas na ke...

          1. T
            Tiranë

            Do vij greqiri sllavomongol e te ju shpetoj, bash me janullatosaqisat. Mirëmban bustin eMitsotaqisit e mos i hidheni vorioleshat se ua ndalin pensionin...gjuhen shqipe dhe tubimet shqiptate edhe ashtu ne Himarën shqiptare ua kane ndaluar...

            1. M
              M... Ne shi

              Bravo. Duhet te kete parada nga gjithe pushtuesit . Xaxaa

          2. T
            Tur

            Prizreni ka nje pakice te forte Turke dhe ndikimin e nje kulture te vjeter Osmane. Prizrenalinjte dhe shume kosovare, kur serbet ben pastrim etnik, u moren dhe ndihmuan nga Turqia e cila edhe sot eshte nje nder promovuesit e forte te sigurise ne Kosove. Identiteti Otoman eshte i oerzier me identitetin Kosovar dhe nuk ka asgje te keqe. Perrallat si puna e Ben Blushit, dhe e regjimit te Emver Hoxhes tregojani tjeterkujt..

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