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Rajoni dhe Bota10 Shkurt 2026, 10:40

"Sveti Stefan": come il Montenegro si scontra con l'investitore greco-israeliano per l'icona del turismo adriatico

Shkruar nga Nga redaksia Pamfleti – Shkodër | Podgoricë
"Sveti Stefan": come il Montenegro si scontra con l'investitore
Santo Stefano /

La Corte Costituzionale del Montenegro annulla la precedente sentenza e conferisce alla magistratura locale il potere di pronunciarsi sulla risoluzione del contratto con "Adriatic Properties". Milioni di euro e la reputazione internazionale dello Stato sono a rischio...

La recente decisione della Corte costituzionale del Montenegro di riportare il conflitto sulla località turistica di Sveti Stefan alla giurisdizione della giustizia locale segna una svolta cruciale in una delle battaglie legali ed economiche più complesse che hanno travolto lo Stato montenegrino dalla sua dichiarazione di indipendenza.

Al centro di questo scontro c'è la società "Adriatic Properties", un'entità registrata in Montenegro, ma controllata dal gruppo greco-israeliano "Restis Group", con un forte interesse nella gestione e nello sviluppo del turismo di lusso nella regione.

Cos'è "Sveti Stefan" e perché è importante?

Sveti Stefan è una piccola isola collegata alla terraferma da una lingua di sabbia, simbolo da cartolina del Montenegro e attrazione turistica di lusso che da decenni accoglie re, presidenti e star internazionali.

Nel 2007, nell'ambito degli sforzi per attrarre capitali stranieri, il governo montenegrino ha concesso una concessione trentennale alla società Adriatic Properties per i resort più esclusivi della costa: Sveti Stefan, Vila Miločer e Kraljičina Plaža. L'accordo è stato presentato come un grande successo economico e diplomatico: milioni di euro di investimenti, gestione da parte di catene globali (come Aman Resorts) e la promessa di un Montenegro turistico esclusivo ed elitario.

Come è iniziata la collisione?

I problemi sono iniziati gradualmente: accuse di chiusura delle spiagge al pubblico, mancanza di trasparenza sugli investimenti, inadempimento delle condizioni contrattuali, ma anche tensioni politiche. Nel 2021, il governo montenegrino ha deciso di annullare unilateralmente l'accordo con Adriatic Properties, accusando la società di inadempimento contrattuale e bloccando l'accesso del pubblico a spiagge che storicamente facevano parte del patrimonio nazionale.

La società non ha accettato la decisione e ha citato in giudizio lo Stato tramite arbitrato internazionale a Londra, avviando anche un procedimento presso i tribunali del Montenegro per proteggere il contratto.

Sentenza della Corte Costituzionale: ritorno alle origini

Con sentenza del 9 febbraio 2026, la Corte costituzionale del Montenegro ha accolto il ricorso di "Sveti Stefan Hoteli" AD Budva (sotto il controllo di Adriatic Properties) e ha ribaltato la precedente posizione della Corte suprema (Vrhovni sud), che aveva rifiutato di esaminare il caso, citando la clausola arbitrale internazionale contenuta nel contratto.

La tesi della Corte Costituzionale era chiara: i tribunali montenegrini non possono rinunciare alla propria giurisdizione solo perché una parte ha legami internazionali. Le parti sono registrate in Montenegro, l'immobile si trova in territorio montenegrino e la questione riguarda interessi pubblici, pertanto la decisione dei tribunali nazionali di non riesaminare il contratto è stata considerata una violazione del diritto di accesso alla giustizia.

Quali sono i rischi per il Montenegro?

Nell'arbitrato internazionale in corso a Londra, la società chiede un risarcimento danni ingente, pari a decine di milioni di euro, per inadempimento contrattuale. Se i tribunali montenegrini gestissero la questione in modo indipendente, vi è la possibilità che la richiesta di arbitrato venga archiviata o che la posizione dello Stato venga meglio tutelata.

Ma se i tribunali locali non riusciranno a gestire la questione con professionalità e trasparenza, il Montenegro rischia una grave perdita finanziaria e di immagine agli occhi degli investitori internazionali.

Contesto geopolitico

Questo conflitto si verifica in un momento delicato per il Montenegro, che si trova nelle fasi finali dei negoziati di adesione all'UE, dove lo stato di diritto e la trasparenza nella gestione degli appalti pubblici sono priorità assolute. Il caso "Sveti Stefan" rappresenta un serio banco di prova per il sistema giudiziario montenegrino e la sua indipendenza da influenze politiche ed economiche.

Il caso "Sveti Stefan" è molto più di un conflitto di proprietà. È il riflesso dello scontro tra gli interessi del capitale straniero e la sovranità economica, una testimonianza delle debolezze del sistema giudiziario della regione e un vero banco di prova per la gestione degli accordi internazionali da parte dei piccoli stati balcanici.

Se il Montenegro vincesse questa battaglia nei propri tribunali, sarebbe un segnale che lo stato di diritto può funzionare. Ma se fallisse, le conseguenze si farebbero sentire ben oltre le coste dell'Adriatico./ Opuscolo

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