
La ricostruzione sarà realizzata in quattro fasi principali...
Giovedì, Jared Kushner, consigliere senior della Casa Bianca, ha presentato un ambizioso piano sostenuto dagli Stati Uniti per la ricostruzione di Gaza, collegando la ricostruzione alla completa smilitarizzazione di Hamas e svelando quello che ha definito un "piano generale" graduale che inizierebbe a Rafah e si estenderebbe verso nord attraverso la Striscia di Gaza.
Intervenendo alla cerimonia della firma del Peace Board, recentemente creato dal presidente Donald Trump, al World Economic Forum, Kushner ha affermato che la fase successiva al cessate il fuoco si concentrerà sulla governance, sulla sicurezza e sulla ricostruzione economica, insistendo sul fatto che non esiste un "piano B".

Il piano sembra troppo bello per essere vero: località balneari, treni ad alta velocità, reti elettriche intelligenti alimentate dall'intelligenza artificiale: da una striscia di terra massacrata, la Gaza di Trump e Kushner si trasformerebbe in una lussuosa enclave nel Mediterraneo. Un "immobile", come lo ha definito lo stesso presidente americano, che farebbe gola alle persone più ricche del pianeta.

La ricostruzione sarà realizzata in quattro fasi principali. Inizialmente, gran parte di Rafah e Khan Younis saranno ricostruite con la costruzione di grandi aree residenziali e industriali, tra cui data center, parchi e impianti sportivi, autostrade e reti ferroviarie.

Nelle due fasi successive, la costruzione delle due città sarà completata prima che inizi la ricostruzione di Gaza City nella quarta fase.

Kushner ha anche fornito una serie di dati per la Gaza del futuro. A Rafah, ad esempio, saranno costruite oltre 100.000 case, 200 scuole, 180 centri culturali e religiosi e più di 75 strutture mediche e ospedaliere. L'intera fascia costiera, evidenziata in rosa sulla mappa mostrata da Kushner, vedrà la costruzione di circa 180 torri per il "turismo costiero".

I grattacieli e le strutture più recenti ospiteranno ristoranti, hotel e centri ricreativi, trasformando Gaza in una Las Vegas del Medio Oriente. A sud, vicino al confine con l'Egitto, il valico di Rafah sarà affiancato da un aeroporto, un porto e due giganteschi centri logistici per lo stoccaggio e il trasporto delle merci.

L'obiettivo è che la Belt diventi anche un polo chiave per il commercio, l'energia e le infrastrutture digitali.
Pasi vranè fèmijèt,burrat gratè dhe pleqtè.????????????
Palestinezet a do i zoterojn perseri trojet e tyre? Kjo asht pyetja themelore.
Inshalla .
Un progetto simile si commenta da solo. Non può essere partorito che da una mente diabolica
A do kete palestineze qe do jetojne aty, ku kishin shtepite e veta, a do kompensohen, a do demshperblehen per te vraret. A do ju kerkoj njeri falje per ata femije qe nuk u rriten dot, per ata te rinj qe ua prene jeten ne mes, per ata baballare qe nuk u ben dot gjysher. Zoti do ti denoje kriminelet dhe ata qe I mbeshteten
Po ,per palestinezet ,cfare do ket, a do quhet palestine izrael apo amerike, kjo eshte zhdukje identiteti jo shume larg jemi ne yyyamerike e poshter , kuptojeni na la ne dore te sali vrasesit e ed hajdutit isoj jane se hajduti te vret