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Rajoni dhe Bota 8 Gusht 2025, 19:35

Il governo Meloni, una brutta copia de "Il Cavaliere"

Shkruar nga Alessandro De Angelis

 Il governo Meloni, una brutta copia de "Il Cavaliere"

Insomma, questo governo 'Meloni 1' assomiglia a un "Berlusconi postumo", almeno nella sua evocazione.

Ogni due settimane, infatti, c'è una dedica a Silvio Berlusconi. Arriva persino sul Ponte sullo Stretto di Messina, da parte di Matteo Salvini, che, imitandolo, si è esibito più volte con modelli nello stile di Bruno Vespa. Applaudono in sua memoria i presidenti delle due regioni coinvolte: Renato Schifani, tra gli autori di tanti "elogi" per concedergli l'immunità ai bei tempi andati, e Roberto Occhiuto, che, reduce da un'inchiesta per corruzione, si prepara a guidare la Calabria in un voto contro i giudici. 

Tutto è molto berlusconiano, come la riforma della Giustizia, dedicata anch'essa al Cavaliere, che raggiunge il suo obiettivo una volta attuato il resto del suo programma: eliminare l'abuso d'ufficio, indagare sul traffico di influenze e reprimere le intercettazioni telefoniche.

Il Presidente del Consiglio esprime anche le sue posizioni contro la magistratura, che "ha un'agenda politica" nei confronti di chi voleva rovesciarlo legalmente. Manca solo la nipote di Mubarak, ma Giorgia Meloni l'ha già votata per il governo, insieme a diverse altre figure chiave di quest'epoca, da La Russa a Giorgetti, Santanchè, Urso, Crosetto, Casellati e tutti gli esponenti di Forza Italia, incluso Fitton, ora in Europa. 

In assenza di edonismo e cene eleganti, invece, ci sono una ventina di condoni, proprio come allora, ministri e sottosegretari sotto inchiesta, scandali locali e il sequestro di emittenti televisive, per le quali il governo ha ricevuto ieri una grave procedura di infrazione dall'UE. Anche senza l'epopea del decreto bulgaro, il risultato è lo stesso. E se Niccolò Ghedini, l'indimenticato avvocato del Cavaliere, fosse qui, sarebbe orgoglioso di vedere applicato ogni giorno il suo metodo del Dottor Stranamore: la coercizione legale per risolvere problemi politici e giudiziari.

Ecco cosa sta succedendo in Albania: poiché è impossibile dire che il modello del terzo paese non funzioni, siamo intrappolati nel fumo e negli specchi di battibecchi che poi crollano nella realtà. E la stessa cosa sta succedendo nel caso Almasri, dove Carlo Nordio ha ereditato il bastone dell'avaro e ora si chiede come estendere lo scudo al suo capo di gabinetto. Sarebbe bastato dichiarare la questione una questione di sicurezza nazionale, e la questione sarebbe stata chiusa. Invece, così facendo, hanno scelto di riaccendere il conflitto con i giudici. Inconsapevolmente, o forse consapevolmente, alla ricerca di un nemico che dia una narrazione a un governo immobile. 
  
Insomma, questo governo 'Meloni 1' sembra un "Berlusconi postumo", almeno nella sua evocazione. Tutt'altro che una rivoluzione contro il vecchio. La rabbia iconoclasta si è dissolta in un'immaginazione predicata e in una routine praticata, un'abitudine sicura in un paese abituato al "quando c'era Lui". Naturalmente, gli mancano il talento e la brillantezza italiana che gli hanno garantito trent'anni di attaccamento sentimentale all'Italia.

Tuttavia, imitarlo e citarlo, visto che lo abbiamo già commemorato come padre della patria, è utile anche per parlare ai moderati, ora che Trump va trattato con cautela perché impone dazi. E poi, diciamocelo, è molto più facile assimilare Berlusconi morto che vivo, come un alfa che negozia al tavolo. /Adattato da "Pamphlet" de "La Stampa"! 

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