Boeri è stato portato in tribunale insieme al collega Cino Paolo Zucchi e ad altri quattro professionisti per il concorso da 8,6 milioni di dollari della European Library...
Il celebre architetto italiano Stefano Boeri, famoso in tutto il mondo per il progetto Bosco Verticale e per i suoi legami di lunga data con funzionari e progetti urbani, anche in Albania, dove ha progettato alcuni degli edifici più importanti ed è considerato amico del Primo Ministro Edi Rama, è stato processato in Italia con l'accusa di turbativa della concorrenza e false dichiarazioni in merito al conflitto di interessi.
Il giudice dell'udienza preliminare di Milano, Fabrizio Filice, ha deciso che Boeri – già presidente della Triennale di Milano, professore ordinario della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano ed ex assistente comunale alla Cultura nell'amministrazione locale di Milano dal 2011 al 2013 – dovrà essere processato per il suo ruolo nella commissione di valutazione di un concorso internazionale nel 2022. Il concorso mirava a realizzare il progetto Beic – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, del valore di circa 8,6 milioni di euro, frutto della collaborazione tra importanti istituzioni culturali e accademiche italiane.
Boeri ha reagito affermando di "confermare la sua fiducia nella giustizia ed essere convinto che nel corso del processo dimostrerà la sua innocenza e l'incongruenza con i fatti di cui è accusato".
Chi è accusato insieme a Boer?
Oltre a Boeri, sono stati processati: Cino Paolo Zucchi, architetto di fama e membro della commissione; Angelo Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, vincitori del progetto di "Onsitestudio", che, secondo l'accusa, avevano legami professionali, soprattutto extrauniversitari, con la commissione; Andrea Caputo, terzo classificato, sospettato di aver preventivamente comunicato a Boeri le idee funzionali del progetto per renderle "distinguibili"; Pierpaolo Tamburelli (studio Baukuh), ritenuto dall'accusa un tramite tra la commissione e i candidati vincitori, in violazione dell'anonimato del concorso.
Tra le accuse rientra anche l'utilizzo di messaggi WhatsApp e Telegram, che, secondo l'accusa, sarebbero stati successivamente cancellati da Boeri, ma in parte recuperati dalla Guardia di Finanza.
Precauzioni e accuse di conflitto di interessi
All'inizio del 2025, Boeri e Zucchi furono sottoposti a una misura di prevenzione da parte di un giudice italiano, non all'arresto, ma al divieto di svolgere incarichi pubblici per un certo periodo di tempo (Boeri per un anno, Zucchi per 8 mesi). L'accusa ne chiese l'arresto.
Secondo l'accusa, Boeri avrebbe fornito "versioni poco convincenti" nell'ambito delle indagini preliminari e avrebbe sostenuto che, facendo leva sulla sua reputazione internazionale e sulla sua influenza professionale, avrebbe agito al di fuori delle regole che garantiscono l'imparzialità della pubblica amministrazione, violando l'anonimato dei concorrenti e il processo di valutazione del concorso.
Un progetto laborioso
Il progetto Beic, il cui completamento è previsto per Porta Vittoria a Milano entro il 2026, è stato oggetto di decenni di dibattiti e modifiche. Concepito per la prima volta negli anni Novanta, è stato più volte rivisto nel corso degli anni a causa dei costi e delle grandi dimensioni, per poi tornare al centro della discussione negli anni Venti del XX secolo grazie a questo nuovo concorso.
Il Comune di Milano non si è costituito parte civile in questo processo, mentre diverse istituzioni competenti avevano inizialmente espresso sostegno alla commissione del caso.
Boeri, il suo progetto e il legame con l'Albania
Stefano Boeri è uno degli architetti contemporanei più noti a livello internazionale, noto per il Bosco Verticale di Milano, uno dei progetti più iconici di sviluppo urbano sostenibile. Nell'ultimo decennio, il suo nome è stato spesso menzionato anche in Albania per grandi progetti urbani e grattacieli a Tirana e in altre città, dove è considerato uno dei principali architetti invitati a dare il suo contributo professionale. I suoi rapporti con i politici albanesi, in particolare con il Primo Ministro Edi Rama, sono stati spesso commentati dai media, alimentando dibattiti sull'influenza dell'architettura delle "star internazionali" sullo sviluppo urbano della capitale.
Attualmente, il processo legale in Italia per Boeri mostra un'altra pagina complicata nella carriera di uno dei nomi più importanti dell'architettura contemporanea, mentre il dibattito su conflitti di interesse, trasparenza e integrità professionale continua ad ampliarsi. / Opuscolo
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