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Rajoni dhe Bota 5 Mars 2026, 23:34

Dove sono gli alleati dell'Iran? Perché Mosca e Pechino mantengono le distanze

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Dove sono gli alleati dell'Iran? Perché Mosca e Pechino mantengono

Russia e Cina condannano gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ma evitano qualsiasi impegno militare. L'analisi del giornalista Nils Adler spiega i veri limiti della partnership con Teheran.

Russia e Cina, i due principali partner diplomatici dell'Iran, hanno pubblicamente condannato la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro Teheran, ma non hanno manifestato la volontà di offrire supporto militare. La reazione di Mosca e Pechino mostra i reali limiti della partnership che queste due potenze hanno costruito con l'Iran negli ultimi anni.

Secondo un'analisi del giornalista Nils Adler, pubblicata il 5 marzo 2026, Russia e Cina hanno descritto l'offensiva militare contro l'Iran come una chiara violazione del diritto internazionale. Il presidente russo Vladimir Putin ha descritto l'assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei come un atto cinico che viola le norme morali e legali fondamentali. Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato al suo omologo israeliano Gideon Saar che l'uso della forza non può risolvere i conflitti e ha invitato le parti a evitare un'ulteriore escalation della situazione.

Entrambi i Paesi hanno inoltre chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere del conflitto. Queste reazioni riflettono le relazioni consolidate che l'Iran ha sviluppato con Mosca e Pechino negli ultimi anni, inclusi accordi economici bilaterali, cooperazione militare ed esercitazioni navali congiunte. Tuttavia, queste relazioni non costituiranno un'alleanza di difesa formale.

Nel gennaio 2025, Russia e Iran hanno firmato un trattato di partenariato strategico globale che copre settori quali commercio, difesa, scienza e infrastrutture. L'accordo prevede il coordinamento nel settore della difesa e lo sviluppo di corridoi di trasporto che colleghino la Russia al Golfo Persico attraverso il territorio iraniano. Tuttavia, il documento non include una clausola di difesa reciproca che costringerebbe Mosca a intervenire militarmente in caso di guerra.

Andrey Kortunov, ex direttore del Consiglio russo per gli affari internazionali e membro del Valdai Discussion Club, ha spiegato che il trattato con l'Iran non crea obblighi militari diretti. Ha paragonato l'accordo al trattato di mutua difesa firmato dalla Russia con la Corea del Nord nel 2024. In quel caso, la Russia si era impegnata a sostenere Pyongyang in qualsiasi conflitto in cui fosse coinvolta. Nell'accordo con l'Iran, le parti si impegnavano solo ad astenersi da azioni ostili reciproche nel caso in cui una di esse fosse coinvolta in una guerra.

Kortunov ha sottolineato che è improbabile che Mosca intraprenda un'azione militare a sostegno dell'Iran a causa degli elevati rischi di escalation internazionale. Ha aggiunto che la Russia sta dando priorità alle relazioni con gli Stati Uniti per quanto riguarda il conflitto in Ucraina e gli sforzi diplomatici relativi a questa crisi.

Anche le relazioni tra Cina e Iran hanno confini ben definiti. Nel 2021, Pechino e Teheran hanno firmato un accordo di cooperazione di 25 anni volto ad ampliare la cooperazione in materia di energia, investimenti e infrastrutture, collegando l'Iran all'iniziativa cinese Belt and Road. L'accordo ha notevolmente incrementato la cooperazione economica tra i due Paesi.

Jodie Wen, studiosa del Centro per la Sicurezza e la Strategia Internazionale dell'Università Tsinghua di Pechino, ha affermato che la Cina considera le sue relazioni con l'Iran pragmatiche e stabili. Ha sottolineato che il governo cinese segue il principio di non interferenza nei conflitti di altri paesi e non ci si aspetta che fornisca armi all'Iran o che intervenga militarmente.

Invece di un intervento militare, si prevede che Pechino si concentrerà sulla diplomazia e sulla mediazione. Wen ha sottolineato che la Cina sta cercando di comunicare con gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo per ridurre le tensioni ed evitare un'ulteriore escalation regionale.

Tuttavia, le relazioni economiche tra i due Paesi non sono simmetriche. Secondo i dati del servizio di monitoraggio del commercio marittimo Kpler, circa l'87,2% delle esportazioni annuali di petrolio dell'Iran è destinato alla Cina. Questo rende Pechino il partner energetico più importante per Teheran, mentre l'Iran rimane un partner relativamente minore nel commercio globale della Cina.

Dylan Loh, professore associato del programma di Politiche Pubbliche e Affari Globali presso la Nanyang Technological University di Singapore, ritiene che il ruolo della Cina nei confronti dell'Iran si stia evolvendo verso un atteggiamento difensivo a livello diplomatico. Secondo lui, Pechino sta cercando di impedire una destabilizzazione regionale che metterebbe a repentaglio i suoi interessi economici e di sicurezza in Medio Oriente.

L'analisi di Nils Adler mostra che le relazioni tra Iran, Russia e Cina sono importanti in termini diplomatici ed economici, ma non costituiranno un'alleanza militare paragonabile ai tradizionali trattati di difesa collettiva. Nel contesto dell'attuale conflitto, Mosca e Pechino hanno scelto di sostenere l'Iran nei forum e nella diplomazia internazionale, evitando il coinvolgimento diretto nella guerra. /Al Jazeera

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