La visita mira a rafforzare le relazioni bilaterali, mentre i suoi messaggi toccano temi come la democrazia, la NATO e le sfide globali...
La visita di re Carlo III negli Stati Uniti era intesa come una celebrazione del 250° anniversario dell'America, dei duraturi legami anglo-americani e della cosiddetta "relazione speciale". Tuttavia, era vista anche come una missione per migliorare le relazioni.
L'attuale situazione delle relazioni tra Stati Uniti e Regno Unito è tesa, a causa della riluttanza di Londra a sostenere pienamente la guerra congiunta israelo-americana contro l'Iran. In questo contesto, l'obiettivo del Re era quello di allentare queste tensioni attraverso un approccio diplomatico, in particolare con il suo discorso a entrambe le camere del Congresso martedì pomeriggio.
Ci sono motivi per essere ottimisti. Il presidente Donald Trump è noto per la sua personalità imprevedibile: i rapporti cordiali possono deteriorarsi rapidamente, ma è possibile anche il contrario, ovvero che gli oppositori possano tornare a sostenerlo.
Una situazione di tensione non implica necessariamente una rottura delle relazioni. Al termine del discorso, il Re ha sottolineato la "riconciliazione e il rinnovamento", che a suo dire hanno caratterizzato i rapporti tra i due Paesi nel corso dei secoli.
Non è ancora chiaro se questi messaggi, espressi sia in pubblico che in privato, saranno sufficienti a rafforzare l'alleanza anglo-americana. Tuttavia, dopo un incontro alla Casa Bianca, il presidente Trump si è espresso positivamente: ha definito il Re "una persona fantastica" e la visita "un grande onore".
Tuttavia, alcune parti del discorso, il primo pronunciato da un monarca al Congresso dai tempi del discorso della regina Elisabetta II nel 1991, sono state interpretate come messaggi che potrebbero aver trovato maggiore risonanza tra i democratici e sollevato interrogativi alla Casa Bianca.
1) Accettare l'incertezza
Il re ha iniziato il suo discorso riconoscendo che Stati Uniti e Gran Bretagna si trovano ad affrontare "tempi di grande incertezza". Ha citato i conflitti in Medio Oriente e in Europa, che sono stati fonte di disaccordo, così come le minacce alla democrazia derivanti dalla violenza politica.
Ha sottolineato che i due Paesi non sono sempre stati d'accordo: "Tenendo presente lo spirito del 1776, possiamo convenire sul fatto che non siamo sempre d'accordo".
Ciò ha preceduto la sua conclusione secondo cui, se allineati, i due paesi possono ottenere grandi risultati non solo per i loro popoli, ma per il mondo intero.
2) Un messaggio che è stato ben accolto dai democratici
Quando il Re ha menzionato che il potere esecutivo dovrebbe essere "sottoposto a controlli e contrappesi", un principio che deriva dalla Magna Carta ed è sancito dalla Costituzione degli Stati Uniti, ha ricevuto un fragoroso applauso.
Sono iniziate tra i Democratici e poi si sono diffuse in tutta la Camera. I critici di Trump lo accusano spesso di aver oltrepassato i limiti della sua autorità, e l'idea di controllo istituzionale è stata una delle motivazioni delle proteste "no kings".
Al termine del discorso, aggiunse: "Le parole dell'America hanno peso e significato... ma le azioni di questa nazione contano ancora di più".
3) Enfasi sulla NATO e sull'alleanza transatlantica
Citando l'ex Segretario di Stato Henry Kissinger, il Re ha parlato del partenariato atlantico e ha ricordato che la NATO è stata attivata per la difesa collettiva solo una volta, dopo gli attentati dell'11 settembre.
Ha citato il suo servizio nella Royal Navy e lo ha usato per sottolineare l'importanza della cooperazione in materia di sicurezza e intelligence tra Stati Uniti, Gran Bretagna ed Europa.
Ha inoltre incluso la questione del cambiamento climatico, sottolineando il ruolo delle forze armate e degli alleati nella protezione della sicurezza dalle sfide globali.
4) Mancanza di riferimenti al caso Epstein
Uno dei temi più dibattuti prima della visita era se il Re avrebbe menzionato Jeffrey Epstein o le sue vittime. Non lo ha fatto direttamente.
Il riferimento più pertinente era un'affermazione generale sulla necessità di sostenere le vittime dei problemi che esistono in entrambe le società.
Il caso Epstein continua ad avere ripercussioni, soprattutto nel Regno Unito, dove i suoi legami con personaggi di spicco sono stati oggetto di dibattito.
5) Uso dell'umorismo
Nonostante la serietà della visita, il discorso conteneva elementi di umorismo. Il re ha citato Oscar Wilde a proposito delle differenze linguistiche tra Stati Uniti e Inghilterra e ha scherzato sulle tradizioni parlamentari britanniche.
Ha inoltre ridicolizzato l'idea di ripristinare il dominio britannico sugli Stati Uniti, presentandola come un'idea storica priva di fondamento.
Nel complesso, sebbene permangano delle tensioni, il discorso di Re Carlo III sembra aver contribuito ad allentare la tensione e a rafforzare la comunicazione tra i due alleati. / Adattato dalla BBC /
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