
L'esercito russo ha bisogno di tutta Donetsk?
Una delle principali notizie emerse dal recente vertice in Alaska è che il presidente russo Vladimir Putin starebbe manifestando la volontà di congelare la guerra in Ucraina lungo l'attuale linea del fronte, a condizione che Kiev ceda la parte rimanente della regione di Donetsk. La proposta, inaccettabile per l'Ucraina, mette in luce il peso strategico e politico di quest'area, epicentro del conflitto da oltre un decennio.
Attualmente, la Russia controlla circa il 70% del territorio di Donetsk, compresa l'omonima capitale regionale. Tuttavia, l'Ucraina continua a controllare circa 6.600 chilometri quadrati nella parte occidentale, dove vivono ancora circa 250.000 persone. Le città di Kramatorsk, Sloviansk, Kostyantynivka e Druzhkivka rimangono solidi blocchi difensivi ucraini.
L'area fa parte del Donbass industriale, una regione un tempo ricca di risorse naturali e di industria pesante, ma ora devastata dalla guerra. Tuttavia, per Kiev, l'importanza di Donetsk non è solo economica, ma soprattutto militare.

Secondo l'Istituto per lo Studio della Guerra (ISW) con sede negli Stati Uniti, l'Ucraina ha impiegato oltre un decennio per costruire quella che definisce una "cintura di fortificazioni" a ovest di Donetsk: una linea lunga 50 km di trincee, bunker, campi minati e ostacoli anticarro. Questa è diventata un baluardo di sopravvivenza, rendendo molto difficile per i russi avanzare ulteriormente nel Paese.
Sul terreno, la topografia gioca un ruolo altrettanto cruciale. La città di Donetsk si trova su un'altura, il che offre alla Russia un enorme vantaggio per l'osservazione e il coordinamento dell'artiglieria. Nel frattempo, l'Ucraina fa affidamento su Chasiv Yar, uno degli ultimi punti elevati sotto il suo controllo. La sua perdita indebolirebbe seriamente le difese ucraine.
Per la Russia, conquistare l'intera Donetsk consoliderebbe la sua rivendicazione (non riconosciuta a livello internazionale) sulla regione e le risparmierebbe ulteriori perdite militari. Per l'Ucraina, cedere il territorio rappresenterebbe un doppio colpo: la perdita di territori e di una barriera fondamentale contro qualsiasi futura offensiva russa all'interno del Paese.

Gli analisti militari sospettano che, anche se l'Ucraina fosse costretta a ritirarsi, ricostruire una nuova linea difensiva più a ovest sarebbe molto difficile, sia a causa del terreno più sfavorevole, sia per i tempi e i costi logistici.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha chiarito che non accetterà alcun accordo che imponga la resa del Donbass. Ha avvertito che un simile accordo servirebbe solo come "tregua temporanea" per consentire a Mosca di riorganizzarsi e lanciare nuovi attacchi in futuro.
In questo contesto, Donetsk non è solo un pezzo di terra: è la prima linea di difesa dell'Ucraina, una barriera che determina non solo il destino della guerra in corso, ma anche la sicurezza dell'intero Stato negli anni a venire. /Adattato da "Pamphlet" di "BBC"
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