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Rajoni dhe Bota17 Korrik 2026, 22:43

Il Mossad israeliano ha davvero tentato di reclutare Ahmadinejad?

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Il Mossad israeliano ha davvero tentato di reclutare Ahmadinejad?
Mahmoud Ahmadinejad

L'articolo pubblicato dal New York Times sul presunto reclutamento di Mahmoud Ahmadinejad da parte del Mossad presenta una serie di elementi che mettono in dubbio la fattibilità e la credibilità dell'operazione descritta.

L'inchiesta pubblicata il 13 luglio dal New York Times sul presunto tentativo del Mossad di reclutare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad (2005-2013), con l'obiettivo di riportarlo al potere, è senza dubbio intrigante. Che sia credibile è tutt'altra questione.

Il culmine della vicenda si sarebbe raggiunto durante il conflitto iniziato il 28 febbraio, quando un raid israeliano su Teheran permise agli agenti del Mossad di prelevare segretamente Ahmadinejad dalla sua residenza e trasferirlo in un luogo sicuro. A quel punto, secondo alcune fonti, perse i contatti con gli israeliani, avendo iniziato a diffidare di loro. Ciò solleva una semplice domanda: se il Mossad lo teneva sotto controllo, perché lo avrebbe lasciato andare? Se fosse fuggito, l'operazione sarebbe stata poco professionale.

Sebbene la storia sia basata su fonti di intelligence, presenta diversi elementi che sollevano dubbi. Il presunto metodo di reclutamento stesso non è convincente. I contatti sarebbero iniziati nel 2022 e sarebbero proseguiti con incontri a Budapest, mascherati da conferenze accademiche, fino a due incontri tra Ahmadinejad e l'allora capo del Mossad, David Barnea.

Altrettanto discutibile è la scelta dell'obiettivo stesso. Nella struttura di potere iraniana, il presidente non fa parte del vero centro decisionale, che è controllato dalla Guida Suprema, dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Da un punto di vista dell'intelligence, sarebbe più sensato reclutare un consigliere della Guida Suprema o un alto funzionario dell'IRGC.

L'idea che un'operazione così delicata possa svolgersi a Budapest con il coinvolgimento di fonti locali, o che il direttore del Mossad in persona incontri un individuo costantemente monitorato dai servizi segreti iraniani, appare poco convincente. Operazioni di questo tipo richiedono solitamente molti anni di preparazione, mentre il periodo 2022-2026 sembra troppo breve.

La notizia è stata pubblicata in un momento delicato per Israele, nel contesto della continua rivalità tra l'intelligence militare (Aman) e il Mossad, delle tensioni interne ai servizi di sicurezza e alla vigilia delle elezioni del 27 ottobre. Ciò rende possibile che la fuga di notizie abbia contribuito ad alimentare i conflitti interni.

Allo stesso tempo, secondo quanto riferito, i vertici dell'intelligence militare israeliana consideravano il piano irrealizzabile, ritenendo improbabile il rovesciamento del regime di Teheran e un obiettivo irrealistico il ritorno al potere di Ahmadinejad.

Un'altra questione riguarda la reazione delle autorità iraniane. Se i servizi segreti delle Guardie Rivoluzionarie avessero scoperto prove dei contatti di Ahmadinejad con il Mossad, molto probabilmente oggi non sarebbe vivo. Al contrario, gli è stato permesso di partecipare al funerale di Ali Khamenei, il che suggerisce che il regime non lo consideri una figura particolarmente pericolosa.

Tuttavia, se si accetta la storia così com'è, non si può escludere che i tentativi di reclutare Ahmadinejad siano iniziati molti anni prima che diventasse presidente. Operazioni di questo tipo richiedono tempo, un'analisi psicologica approfondita e una continua raccolta di informazioni, un ambito in cui il Mossad è considerato uno dei servizi segreti più capaci.

Ahmadinejad è stato il presidente iraniano che, con le sue dichiarazioni sull'Olocausto e su Israele, ha contribuito più di chiunque altro a rafforzare la percezione dell'Iran come una minaccia esistenziale per Israele. Senza la sua figura, la demonizzazione internazionale dell'Iran dopo il 2005 forse non avrebbe assunto le stesse proporzioni, nonostante Teheran abbia firmato l'accordo sul nucleare JCPOA nel 2015 e il suo fallimento sia avvenuto dopo il ritiro degli Stati Uniti durante la prima amministrazione Trump.

In definitiva, rimane un'ipotesi tanto provocatoria quanto la storia stessa: Ahmadinejad potrebbe essere stato la copertura ideale per un agente iraniano di alto livello, coltivato per anni da Israele? Per comprendere questa logica, basta ricordare uno dei romanzi più famosi di John le Carré, "Il tamburello". / Adattato da 'Inside Over'

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