Il meccanismo di blocco funziona tramite grandi aziende che effettuano scambi, dove le criptovalute vengono convertite in euro e dollari.

Ogni transazione sulla blockchain è visibile e registrata in modo permanente, ma questo non semplifica automaticamente l'intervento delle istituzioni. Chiunque può nascondersi dietro un indirizzo e i fondi possono spostarsi da un portafoglio all'altro in pochi secondi, scomparendo in conti anonimi a cui lo Stato non ha accesso. Per questo motivo, SPAK non si rivolge ai portafogli privati, ma al momento in cui le criptovalute entrano nelle grandi società di scambio. Lì, gli asset non sono più solo codici digitali, ma valori che vengono convertiti in euro e dollari, ed è qui che entra in gioco l'ordine segreto del tribunale inviato all'azienda. Nel momento in cui questo ordine viene eseguito, il conto viene bloccato e il proprietario non ha più alcuna possibilità di spostare i fondi.
Questo meccanismo è lo stesso utilizzato dalle istituzioni giudiziarie negli Stati Uniti e nell'Unione Europea, quindi non costituisce un segreto investigativo, ma una pratica accettata a livello internazionale.
L'Operazione Gorgon del novembre 2024 ha dimostrato pubblicamente per la prima volta l'utilizzo di questo meccanismo. L'indagine contro i fratelli Franc e Hajdar Çopja, condotta in collaborazione con Europol e le forze di polizia di diversi paesi europei, ha portato al sequestro di un portafoglio di criptovalute del valore di oltre 10 milioni di dollari. Il blocco è stato reso possibile tramite un ordine segreto comunicato a una società globale di stablecoin e a un exchange internazionale. Senza questo intervento, i beni sarebbero stati trasferiti su portafogli anonimi e sarebbero diventati irrintracciabili. Questa operazione ha chiaramente dimostrato che SPAK si era addentrato in un territorio inesplorato: il sequestro di asset digitali.
Pochi mesi dopo, l'operazione "FRIDA-REFOX" coordinata da Eurojust portò alla luce un altro caso. Un'organizzazione criminale che sfruttava i call center per indurre i cittadini europei a investire in piattaforme fasulle, utilizzava Bitcoin e stablecoin per nascondere i fondi. SPAK effettuò controlli a Tirana, Elbasan e Valona, arrestò diverse persone e sequestrò apparecchiature informatiche, denaro contante e portafogli di criptovalute per un valore di circa 15.000 dollari. L'importo non era elevato, ma il fatto che i fondi circolassero in criptovalute dimostrava che questo era diventato parte integrante delle frodi informatiche.
Nel luglio 2023, l'operazione Dream Earnings, in collaborazione con la Procura di Pordenone in Italia, ha preso di mira un'altra rete di truffatori. Le vittime italiane inizialmente investivano piccole somme, vedevano profitti falsi sullo schermo e poi prelevavano altro denaro. Da questo schema sono stati sottratti circa 4,7 milioni di euro, che sono stati immediatamente convertiti in Bitcoin e distribuiti su conti a Cipro, Lituania ed Estonia. La SPAK ha sequestrato l'attrezzatura e documentato il processo, ma lo schema ha chiaramente dimostrato che il crimine ha utilizzato le criptovalute come fase finale per nascondere i profitti.
Queste operazioni dimostrano con prove concrete che gli ordini segreti sono diventati uno strumento comune. Il quadro giuridico che lo consente è la combinazione del Codice di Procedura Penale e della Legge Antimafia, che conferisce alla procura il diritto di richiedere il sequestro di beni sospettati di essere proventi di reato. Il Manuale sul Recupero dei Beni del 2024, redatto con il supporto dell'Unione Europea e con il contributo dei procuratori dello SPAK, ha chiaramente incluso l'analisi blockchain e il sequestro di portafogli digitali come parte della pratica investigativa. Questo manuale definisce anche l'importanza della segretezza: qualsiasi notifica da parte del soggetto interessato comporterebbe l'immediata scomparsa dei fondi.
In pratica, la procedura è chiara. SPAK identifica un indirizzo crittografico collegato ad attività criminali, raccoglie prove attraverso l'analisi delle transazioni e la cooperazione internazionale, richiede un ordine di sequestro al tribunale e lo comunica alla società di cambio. La società è obbligata a eseguirlo, congelando l'account e senza informare il proprietario. Questo è l'unico momento in cui gli asset digitali possono essere congelati.
Oltre ai casi resi pubblici, la redazione di Pamphlet ha ricevuto informazioni su decine di altri ordini di sequestro di account crittografici, per un valore di circa 50 milioni di euro. Questi dati sono in fase di verifica, ma dimostrano che la pratica degli ordini segreti non è un'eccezione, ma un metodo utilizzato costantemente.
Ciò solleva un nuovo problema. La segretezza è necessaria per impedire che le indagini vengano scoperte e per garantire l'immediato congelamento dei fondi, ma la mancanza di trasparenza crea scappatoie.
Quando SPAK invia un ordine segreto a una società di cambio, il conto viene immediatamente congelato e i fondi non possono essere trasferiti. Ma questo è solo il primo passo. Non tutti i conti bloccati finiscono per essere confiscati. Alcuni rimangono congelati per mesi, altri vengono sbloccati dopo successive decisioni giudiziarie, mentre alcuni diventano proprietà dello Stato. È qui che sorge la lacuna più grande: non ci sono dati pubblici su quanti ordini di blocco siano stati revocati, quanti siano stati convertiti in sequestro definitivo e quali siano rimasti sospesi. Senza questo bilancio, nessuno sa esattamente quanti milioni di euro siano stati definitivamente bloccati e quanti siano stati rimessi in circolazione.
Tuttavia, questa lacuna non deve far dimenticare che SPAK si è addentrato in un territorio in cui molte strutture simili nella regione non hanno ancora osato avventurarsi. Il tracciamento e il congelamento di asset digitali richiedono competenza tecnica, cooperazione internazionale e decisioni rapide, e il fatto che siano stati ottenuti congelamenti concreti per milioni di dollari indica un progresso importante. Questo passo dovrebbe essere incoraggiato, ma allo stesso tempo dovrebbe essere accompagnato da una maggiore trasparenza per garantire la fiducia del pubblico ed evitare qualsiasi dubbio.
L'Albania si trova in una nuova realtà in cui la criminalità utilizza le criptovalute per ogni transazione importante e dove la SPAK utilizza ordini segreti per fermarla. I blocchi avvengono dietro le quinte, presso le grandi società di cambio, dove Bitcoin, USDT e altre valute vengono convertiti in euro e dollari. Questo è il meccanismo invisibile che tiene sotto controllo milioni di euro di criminalità albanese. / Opuscolo
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