
A un anno dall'entrata in vigore della legge, non sono pervenute richieste per i terreni contrassegnati, perché gli investitori esigono certificati di proprietà e si rifiutano di farsi coinvolgere in conflitti fondiari...
Le informazioni provenienti dai comuni che hanno presentato elenchi di aree territoriali, nell'ambito del progetto "Pacchetto Montagna", dimostrano che questo schema predatorio sta fallendo, nonostante il Primo Ministro Edi Rama abbia promesso ai suoi clienti donazioni di terreni e proprietà e l'esenzione dalle tasse.
A un anno dall'adozione della Legge n. 20, del 13 marzo 2025, non è stata presentata alcuna domanda per l'acquisizione di terreni, foreste e pascoli destinati a investimenti privati nell'ambito dei progetti del Pacchetto Montagna.
Quegli individui e quelle entità che hanno avviato contatti con i leader del governo locale e centrale per acquisire aree di terreno attraverso il "Mountain Package" temono di investire in terreni che non possiedono.
Sapendo che i comuni non hanno i poteri e l'autorità esecutiva per fornire garanzie di proprietà catastale dei terreni, coloro che sono interessati a investire chiedono al governo di fornire loro certificati di proprietà prima di rilasciare i permessi di costruzione.
Ma nella legge "Pacchetto Montagna", il governo ha stabilito che gli investimenti debbano essere effettuati senza la proprietà diretta dei terreni, per poi avviare le procedure per il rilascio dei certificati di proprietà.
Questa situazione ha generato dubbi e timori tra i privati, che ora evitano di avviare investimenti senza prima aver ottenuto i certificati di proprietà per le aree interessate, poiché durante gli investimenti e le attività commerciali potrebbero incorrere in conflitti di proprietà con i residenti delle zone.
Per evitare i problemi creati dal progetto "Pacchetto Montagna", gli investitori non si sono lasciati invogliare dall'articolo 15 della legge, che prevede che i primi 500 richiedenti, per 10 anni di attività, non pagheranno la tassa di impatto sulle infrastrutture, l'imposta sugli immobili, l'IVA e l'imposta sul reddito.
Per loro, infatti, la cosa più importante sono i certificati di proprietà dei terreni in cui intendono investire, poiché i loro investimenti sono a rischio a causa di controversie fondiarie che, pur essendo finora pubbliche, hanno proprietari storici ed ereditari, molti dei quali coinvolti in procedimenti legali.
A un anno dall'adozione della Legge n. 20, del 13 marzo 2025, solo 18 comuni hanno attuato il progetto "Pacchetto Montagna", nonostante Edi Rama avesse fatto pressioni sui sindaci socialisti minacciando di non ricandidarsi e di adire le vie legali qualora non avessero individuato aree e terreni da destinare agli investimenti.
Dopo aver saccheggiato la costa e le ex imprese statali attraverso programmi di "investimenti strategici" e contratti "da 1 euro", il Primo Ministro Edi Rama è passato alla fase successiva, quella del saccheggio delle zone montuose e forestali, tramite la legge sul "Pacchetto Montagna".
Questa legge è una copia del progetto "100 Villaggi Turistici", che nel periodo 2017-2023 è stato utilizzato per legalizzare il saccheggio di 2.200 ettari di terreno pubblico per la costruzione di resort in aree rurali./ Opuscolo
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