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Politike12 Shtator 2025, 13:46

Come l'Albania sta scomparendo dalla mappa delle priorità strategiche di Washington

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net

In un momento in cui diversi stati balcanici stanno cadendo nell'ombra e il sostegno internazionale nei loro confronti sta diminuendo, il Montenegro è tornato saldamente nell'agenda della politica estera americana...

Come l'Albania sta scomparendo dalla mappa delle priorità

A Washington si è verificato uno sviluppo di importanza strategica, a dimostrazione del fatto che il Montenegro non è stato dimenticato dai partner euro-atlantici nel programma di allargamento dell'Unione Europea. I deputati statunitensi Mike Turner (Repubblicano) e Chellie Pingree (Democratico) hanno presentato una risoluzione bipartisan alla Camera dei Rappresentanti, invitando l'amministrazione statunitense a sostenere pubblicamente e concretamente l'adesione del Montenegro all'UE.

Questo atto, sebbene non riportato da molti organi di informazione della regione, porta con sé il peso di un chiaro segnale strategico: gli Stati Uniti sono ancora disposti a investire politicamente e diplomaticamente in quei paesi che restano impegnati nelle riforme, nei valori euro-atlantici e contro l'influenza autoritaria che si diffonde dall'Est.

Questa risoluzione per il Montenegro non è solo un appoggio morale o retorico; è un segno concreto del ritorno dell'attenzione americana su un piccolo ma strategicamente importante Stato dei Balcani occidentali. Nel frattempo, in questo piccolo cerchio diplomatico, l'Albania sembra non far più parte del gioco.

Sebbene il Congresso degli Stati Uniti esprima chiaramente la sua posizione sul Montenegro, non ci sono risoluzioni, dichiarazioni bipartisan o tentativi di fare del Paese una priorità della politica estera americana per l'Albania.

Invece di impegni concreti, l'Albania è caduta in una stasi strategica, una sorta di oblio diplomatico in cui l'assenza di critiche non è un complimento, ma indifferenza. Nessun documento ufficiale negli ultimi mesi ha posto Tirana al centro di un dibattito serio a Washington. Questo è preoccupante per un Paese che storicamente si è dichiarato l'alleato più leale degli Stati Uniti nei Balcani. Ma le alleanze non sono unilaterali e non sopravvivranno solo di retorica.

A differenza del Montenegro, che anche di fronte alle crisi interne è riuscito a mantenere una chiara linea filo-occidentale, a contribuire alle missioni NATO, a rispettare le sanzioni contro la Russia e a investire nelle riforme, l'Albania è intrappolata in un ciclo infinito di retorica propagandistica, istituzioni politicizzate e giustizia selettiva.

Mentre Podgorica viene elogiata per la sua lotta contro le influenze ibride e per il suo allineamento alle politiche euro-atlantiche, Tirana sembra ossessionata dall'immagine esterna ma vuota di contenuti. Questo vuoto si riflette già nel modo in cui gli Stati Uniti leggono la regione.

In un momento in cui i Balcani sono diventati un campo di battaglia tra Occidente e Oriente, in cui Russia e Cina cercano di espandere la propria influenza attraverso gruppi politici, media controllati e investimenti con interessi dubbi, gli Stati Uniti stanno distinguendo tra veri alleati e coloro che usano l'Occidente come sfondo. E in questo nuovo filtro, il Montenegro è stato aggiunto alla lista dei sostenitori, mentre l'Albania è scomparsa dalla mappa delle priorità.

La risoluzione del Congresso sul Montenegro è un messaggio all'Unione Europea, ma anche una valutazione politica di ciò che i paesi balcanici hanno realizzato o meno. Ci ricorda che il sostegno internazionale non è eterno e che la reputazione diplomatica si misura con i fatti, non con le parole.

In questo contesto, il silenzio di Washington nei confronti dell'Albania è più forte di qualsiasi dichiarazione. È un invito alla riflessione o, peggio, un segnale che la partita è finita e che gli ex alleati sono stati sostituiti da partner più seri./ Opuscolo

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