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Politike 8 Janar 2026, 13:12

Albania sotto il potere dell'acqua: 1 morto a Durazzo, la situazione peggiora in tutto il Paese

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Albania sotto il potere dell'acqua: 1 morto a Durazzo, la situazione
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Piogge intense, pericolose piene dei fiumi e ingenti danni materiali in diverse regioni; le autorità sul campo mentre proseguono le indagini sulla perdita della vita di un uomo di 54 anni a Durazzo...

Le inondazioni di questi giorni non sono una sorpresa meteorologica. Sono un test stressante per un Paese che sa da anni di non essere pronto. L'Istituto di Geoscienze ha lanciato l'allarme in tempo per intense piogge, forti portate a Drin-Buna, Mat, Shkumbi e Vjosa, nonché un aumento del rischio di inondazioni in regioni chiave come Valona, ​​Durazzo, Scutari, Alessio e Fier. L'allerta è stata tecnica, chiara e pubblica. La risposta istituzionale è stata, come al solito, tardiva e frammentata.

Durazzo ha ricevuto 44,6 mm di pioggia in 24 ore, con un'intensità estrema di 23 mm in soli 15 minuti. Cifre elevate, ma non senza precedenti. Gli stessi meteorologi ricordano che in passato la città ha dovuto affrontare fino a 180 mm di pioggia in 24 ore. Il problema non è la quantità di pioggia, ma la cronica mancanza di canali di drenaggio funzionali e un sistema urbano che non riesce più a resistere nemmeno a un temporale di media intensità.

Le conseguenze sono state immediatamente visibili: circa 800 case ed edifici sono stati allagati a Durazzo, centinaia di persone sono state evacuate, mentre le strade principali si sono trasformate in canali d'acqua. A Scutari e Alessio, migliaia di ettari di terreni agricoli sono stati allagati, l'acqua ha circondato le case e le frane hanno bloccato importanti strade. A Valona, ​​la Vjosa ha superato il livello critico, allagando centinaia di ettari di terreno e allagando decine di case, costringendo all'evacuazione di persone e bestiame. A Fier, Berat, Coriza, Argirocastro e Dibër, si è ripetuto lo stesso scenario: acqua, isolamento, interruzioni di corrente, danni materiali.

Le istituzioni hanno reagito con le Forze Armate, la polizia, le pompe, gli spazzaneve e gli appelli alla prudenza. Una reazione necessaria, ma sempre a posteriori. Ciò che manca non è l'impegno di emergenza, ma la prevenzione a lungo termine. L'Albania non si allaga perché piove, ma perché le infrastrutture urbane e rurali non sono progettate, mantenute e protette per la realtà climatica ormai nota.

Gli argini cedono, i canali vengono ricoperti dai lavori, i corsi d'acqua straripano, i fiumi si restringono a causa della cementificazione e le reti fognarie vengono intasate nei primi minuti di intense piogge. Queste non sono le conseguenze di condizioni meteorologiche estreme, ma di una pianificazione carente, di investimenti frammentati e di un modello di sviluppo che ha ignorato il rischio idrologico.

La vittima di Durazzo, trovata annegata in un canale di drenaggio, è il duro promemoria che le inondazioni non sono semplicemente un problema economico o estetico. Sono una questione di vita. E ogni volta che le inondazioni si ripetono, diventa sempre più chiaro che il problema non è la mancanza di lungimiranza, ma la mancanza di responsabilità.

Le piogge continueranno. Le inondazioni si ripeteranno. La domanda è se lo Stato continuerà a comportarsi come se si trattasse di "eventi imprevisti" o ammetterà che le inondazioni in Albania sono ormai un fallimento strutturale della governance pubblica./ Opuscolo

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