Lo scontro tra la famiglia Berisha e i media legati agli ambienti turchi fa emergere il più ampio gioco per il controllo dell'opposizione albanese...
Un dibattito pubblico tra Jamarbër Malltez e un organo di stampa finanziato da strutture turche in Albania, in seguito all'incidente avvenuto durante la manifestazione del 20 febbraio alla Moschea di Namazgja, ha rivelato tensioni più profonde di una semplice reazione impulsiva. Dietro le dure risposte si celano vecchi interessi politici ed economici, ma anche una più ampia battaglia per creare o controllare una nuova opposizione in Albania. Mentre alcuni paesi europei cercano alternative a Edi Rama, Turchia e Grecia sembrano aver da tempo investito in strutture di influenza parallele. In questo scenario, Sali Berisha è visto come una figura che o si rifiuta di entrare nel nuovo mercato, o non è più considerato un partner affidabile dagli ambienti che chiedono una riforma dell'opposizione.
Negli ultimi giorni di febbraio si è verificato uno scontro pubblico, che si è riflesso anche sui social network, tra i circoli mediatici di Tirana legati a Erdogan e i vertici del Partito Democratico.
Nello specifico, includeva la famiglia di Sali Berisha, in particolare suo genero Jamarbër Malltezi, e un organo di stampa finanziato da organizzazioni non profit legate a Erdogan in Albania.
Lo scontro è collegato all'incidente avvenuto durante la manifestazione del 20 febbraio nei pressi della moschea Namazgja, dove sono state lanciate anche delle molotov.
Tuttavia, a giudicare dal tono e dalla tensione delle risposte tra le parti, sembra che non si sia trattato di un incidente casuale. Il dibattito si è svolto sulle pagine social di questo organo di stampa, dove Jamarbër Malltezi ha risposto duramente alle critiche sull'attacco alla moschea.
I partiti sembravano colmi di vecchi e radicati risentimenti. Mentre una parte parlava apertamente dell'ipocrisia dell'opposizione nei confronti della comunità musulmana, Malltezi ha dichiarato: "Volevo pregare, ma la moschea era piena di poliziotti che non mi lasciavano entrare, anche se non avevo voglia di pregare in un luogo di culto su un terreno di proprietà di qualcun altro".
Ciò riporta alla luce un vecchio conflitto commerciale tra la famiglia Berisha e la comunità musulmana d'Albania, risalente al 2013, quando il progetto approvato dal governo di Sali Berisha per una torre accanto alla moschea fu abbandonato, un progetto sospeso su insistenza di Edi Rama dopo il suo insediamento come primo ministro.
Sebbene la rabbia per i milioni persi non si sia placata, sembra che ci troviamo di fronte a una partita più complicata.
Ciò è chiaramente visibile sia nella mancanza di partecipazione alle attività, alle proteste e alle manifestazioni di Sali Berisha, sia nei suoi movimenti per creare una "società civile" alternativa.
La candidatura a settembre per il Comune di Tirana e il passaggio di consegne con Ermal Hasime non sembreranno azioni casuali.
Sotto pressione da più parti per spianare la strada a una nuova opposizione, il leader del DP sta cercando di mantenere il controllo, seppur con mezzi limitati.
Tra questi circoli rientrano paesi europei come Gran Bretagna, Germania e Francia, interessati a creare un'alternativa politica a Edi Rama.
Personaggi pubblici critici nei confronti del governo sono stati invitati nei corridoi diplomatici e in vari eventi come segnale di sostegno a un'opposizione democratica. Tuttavia, la cultura politica di questi Paesi non è quella di creare direttamente opposizione, ma di incoraggiarla.
D'altro canto, la Turchia e la Grecia hanno da tempo consolidato le loro strutture di influenza in Albania, integrandole nei partiti principali, rispettivamente la Turchia vicino a Edi Rama e la Grecia vicino a Sali Berisha.
Dopo le ultime elezioni, Atene ha fatto sapere di essere alla ricerca di una nuova leadership dell'opposizione, sollevando la questione delle dimissioni di Sali Berisha.
Nel frattempo, circoli legati a Erdogan hanno preso provvedimenti pubblici contro Edi Rama, accusandolo di essere filo-israeliano, e hanno organizzato proteste per Gaza, alle quali hanno partecipato anche personalità internazionali come Greta Thunberg.
Tuttavia, questi movimenti non possono funzionare in modo isolato e rischiano di andare incontro a forti reazioni politiche.
L'obiettivo è quindi quello di sostenere e finanziare una nuova opposizione, in cui i fili dell'influenza siano dispersi.
Sembra che Sali Berisha si rifiuti di entrare in questo gioco o non sia considerato un partner adatto.
I rapporti del DP con i nuovi partiti, che sembrano avere legami migliori con Atene, sono freddi.
Questo piano è strategico e si prevede che continuerà. Le parti influenti si scontreranno o negozieranno. Finora, sembra che non sia stato raggiunto un accordo finale./ Opuscolo
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