
Tra la pressione dell'opinione pubblica, il fumo dei media e i movimenti clandestini all'interno della maggioranza, la decisione della Corte costituzionale è stata meno una sorpresa e più una prova di forza controllata...
Il pareggio di quattro a quattro alla Corte Costituzionale non è stato il risultato di pressioni frontali da parte del governo, dello SPAK o degli internazionali, ma il risultato di un complesso gioco interno alla maggioranza stessa. Fonti politiche indicano che le recenti mosse sono state guidate da clan interni, legati alle nomine giudiziarie, mentre Edi Rama ne era pienamente consapevole e ha scelto di non intervenire. La sua posizione suggerisce una strategia collaudata per valutare il reale equilibrio di potere e tenere sotto controllo le divisioni interne. Il pareggio non è stato un segno di debolezza istituzionale, ma un segnale che il gioco di potere si sta sempre più svolgendo dietro le quinte, lontano dal dibattito politico aperto.
Due giorni prima del pareggio di venerdì, la Corte Costituzionale si trovava in una posizione completamente diversa, resa pubblica da diversi organi di stampa, il che ha causato un'ondata di pressione da entrambe le parti. Si è arrivati persino al punto che alcuni esponenti dei media, considerati gli "agenti di pubbliche relazioni privati" dello SPAK, hanno avvertito, come se fossero pubblici ministeri, che un membro della Corte Costituzionale avrebbe potuto essere arrestato dopo la decisione.
In realtà, tutto questo sembrava più fumo che fuoco, perché se ci fosse stata una pressione "capitale", cioè da parte del governo, dello SPAK o degli internazionali, il risultato non sarebbe stato quattro a quattro, ma otto a zero, come è successo più volte quando sono state esercitate pressioni politiche ad alto livello.
Fonti attendibili indicano che la partita che si è svolta da mercoledì a venerdì scorso ha visto la partecipazione di giocatori in maggioranza, ma con la consapevolezza, e forse persino con il permesso, dello stesso Edi Rama.
Secondo queste fonti, Rama sapeva che questo movimento stava avendo luogo, ma lo lasciava accadere per avere equilibri di potere più chiari.
Le fonti sottolineano che Ilir Tosha e Gent Ibrahimi avevano annunciato che avrebbero votato a favore della richiesta del primo ministro, dopo aver preso questa decisione proprio nell'udienza preliminare, quando avevano revocato la sospensione della vice primo ministro Belinda Balluku e l'avevano reintegrata in carica.
Si apprende che tutto è avvenuto attraverso un'operazione a sorpresa dei clan della maggioranza, guidati da Fatmir Xhafaj, al quale qualcuno ha affibbiato il soprannome "teritali" in una trasmissione televisiva, come per dirgli che tutto era stato svelato.
Secondo le informazioni, questi clan all'interno della maggioranza, spinti da Xhafaj, che è stato la figura chiave nel portare avanti le nomine nella magistratura, compresa la Corte costituzionale, volevano dimostrare che il loro potere è potenziale e che può manifestarsi non solo nell'Assemblea.
Ma questo è solo un lato della medaglia: persino Edi Rama stesso era a conoscenza dello scenario in anticipo e non ha fatto nulla per bloccarlo. Si apprende addirittura che ci sono stati contatti e trattative tra le parti. Ciò significa che Edi Rama era a conoscenza dell'intera situazione e non ha premuto alcun "pulsante" per dimostrare la sua forza.
È proprio questa posizione di Edi Rama ad alimentare ulteriormente l'idea che non si tratti semplicemente di un atto politico o della protesta di un clan, ma di un movimento delicatamente controllato e attutito dallo stesso Rama.
Ciò, tuttavia, non esclude l'esistenza di forze centrifughe all'interno della maggioranza, che Rama non affronta politicamente, ma attraverso mezzi oscuri e sotterranei./ Opuscolo
Le te lozon sa te duan, keta edhe nje protete si ajo e djeshmja dhe jane jashte..ose me mire te themi, jane brenda, ne burg!
Kush e njeh, zbaton 'Kushtetutën e Satanait'. Hartuesit dihen. Idhujtarët kanë detyra specifike, varësisht nga pushteti i tyre në hierarkinë e pushtetit në vënde dhe për popuj të ndryshëm . Pushtet që e gëzojnë pikërisht nga që ju është dhënë një dorë nga adhuruesit e satanait. Edi Rama nuk është viktimë e e ambicieve për pushtet, para dhe famë. Ai është vetë një shejtan. Se ka shumë shejtan. Epstein është shejtan dhe bir shejtani. Ndaj thuhet që dolën shejtanët nga shishja . Në mitologjinë popullore, 'Kuçedra' përshkruhet si me 7 koka, sa ja pret një rigjenerohen të tjera. Kryekuçedra të pret ujin. Të pret pyjet. Të pret fondet. Të pret pasurinë. Të pret buxhetin. Të pret kokën po e rivalizove, apo po e kundërshtove apo qoftë po i sygjerove. Ai ka "Kushtetutën e Satanait" si frymëzim dhe udhëheqje për veprim..