Rama si trova di fronte a due posizioni: la visita in Israele e la partecipazione al vertice contro Trump e Netanyahu.
Il vertice in Spagna, a cui ha partecipato anche il Primo Ministro Edi Rama, ha suscitato reazioni nei media internazionali.
Il media americano "Jewish Insider", specializzato in questioni ebraiche, ha descritto il "Global Progressive Summit" come un evento anti-israeliano.
Nel suo resoconto, il giornale descrive l'incontro come un ampio raduno di voci progressiste provenienti da oltre 40 paesi, note per le loro posizioni anti-Trump e anti-Israele.
All'evento ha partecipato anche il Primo Ministro albanese, Edi Rama. La sua presenza giunge a poche settimane dalla sua visita ufficiale in Israele, dove è stato accolto con tutti gli onori e ha incontrato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Ma a quanto pare Rama si lascia guidare dal vento.
Secondo Jewish Insider, il vertice, sostenuto da Alex Soros, mira a promuovere alternative progressiste a livello globale e vi hanno partecipato personalità note per le loro critiche a Israele, tra cui politici ed ex funzionari internazionali.
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Un'ampia gamma di critici di Israele, dal senatore statunitense Chris Murphy al parlamentare israeliano Ahmed Tibi, si è riunita a Barcellona, in Spagna, durante il fine settimana per il primo Vertice Progressista Globale, patrocinato dal filantropo di sinistra Alex Soros.
La conferenza ha riunito rappresentanti di oltre 40 paesi e, secondo il suo sito web, si propone di offrire "un'alternativa necessaria alle forze conservatrici e di estrema destra". Mira inoltre a "rendere visibili e credibili le soluzioni progressiste, dimostrando che sono la chiave per la prosperità dell'umanità".
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, noto critico di Israele, ha partecipato alla conferenza di due giorni. Tra i partecipanti statunitensi figuravano anche diverse personalità politiche, mentre il senatore Bernie Sanders, il sindaco di New York Zohran Mamdani e l'ex segretario di Stato Hillary Clinton hanno inviato messaggi video.
Tra i presenti figurava un veterano consigliere del leader palestinese Yasser Arafat. Altri partecipanti di spicco includevano l'ex primo ministro dell'Autorità Palestinese Mohammed Shtayyeh, la direttrice del Center for American Progress Neera Tanden e l'analista Owen Jones, ex consigliere del leader del Partito Laburista britannico Jeremy Corbyn.
Tra i partecipanti figuravano anche personalità di vari orientamenti politici, come Hillary Clinton, che negli ultimi anni ha ampiamente sostenuto Israele; Neera Tanden, stretta collaboratrice della Clinton; e il Primo Ministro albanese Edi Rama, noto sostenitore di Israele e leader del Partito Socialista d'Albania. (Huma Abedin, collaboratrice di lunga data della Clinton, è sposata con Alex Soros).
Nel suo discorso, il senatore Chris Murphy ha dichiarato che Donald Trump "intende porre fine alla nostra democrazia" e ha aggiunto che "non siamo sull'orlo di una presa di potere totalitaria, ma ci troviamo nel bel mezzo".
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha esortato i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a "adempiere al proprio obbligo e garantire la pace" e a "porre fine a questa follia della guerra, perché il mondo non può permettersi altre guerre".
Da parte sua, Pedro Sánchez ha parlato di "attacchi al sistema multilaterale, ripetuti tentativi di minare il diritto internazionale e la pericolosa normalizzazione dell'uso della forza", riferendosi apparentemente alla recente guerra in Iran.
"Sanno che la loro visione dell'ordine mondiale sta crollando a causa dei dazi doganali e delle guerre", ha aggiunto.
Alex Soros, uno dei donatori più influenti del movimento progressista e figlio del miliardario filantropo George Soros, si è espresso contro la guerra in Iran. Ha elogiato la Spagna per essersi rifiutata di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi e ha criticato altri paesi europei che non hanno seguito lo stesso approccio.
Donald Trump ha criticato la posizione della Spagna su questo tema, affermando che la situazione economica del paese è debole e mettendo in discussione il suo contributo alla NATO.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha risposto agli appelli di Sánchez a un declassamento delle relazioni tra l'Unione Europea e Israele. Ha dichiarato che Israele "non accetterà lezioni ipocrite" da un Paese che, a suo dire, intrattiene rapporti con regimi che violano i diritti umani, come la Turchia e il Venezuela, e che, sempre a suo dire, contribuisce alla diffusione dell'antisemitismo. / Opuscolo
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