
L'iniziativa "Albania diventa" ha ottenuto un mandato parlamentare alle elezioni dell'11 maggio, ma ciò che sta accadendo con questa coalizione formata da Endri Shabani e Adriatik Lapaj si è trasformato in una rissa su chi otterrà il seggio nel nuovo Parlamento.
Il nome più votato tra quelli presenti nella lista aperta è Adriatik Lapaj, ma affinché riceva l'incarico, i nomi presenti nella lista chiusa devono rifiutarlo.
Il giorno prima, Zeqir Kordhoni, un parente di Endri Shabani, aveva sollevato dubbi sul fatto di non ricordare di aver firmato alcuna lettera di rinuncia al suo mandato parlamentare. Kordhoni aveva persino espresso la preoccupazione che un simile scenario avrebbe danneggiato la serietà della coalizione, trasformandola in un oggetto di scherno, dato che aveva promesso di competere con liste aperte.
Ciò sembra aver costretto Endri Shabani, il leader di Nisma Thurje, a rivolgere una richiesta alla CEC affinché riconosca le dimissioni dei nomi presenti nella lista chiusa.
"A nome del partito Nisma Thurje e della coalizione Nisma Albania Becomes, scrivo per chiedere ufficialmente alla Commissione elettorale centrale di annunciare il prima possibile i risultati delle elezioni dell'11 maggio 2025 e di distribuire i mandati secondo la volontà degli elettori.
Sono trascorsi due mesi dalle elezioni e questi ritardi stanno creando spazio per giochi politici, che stanno delegittimando il processo trasformandolo in una soap opera estiva. Chiedo inoltre alla CEC di riconoscere la volontà degli elettori della coalizione Iniziativa Albania, dove oltre 54.000 voti sono stati espressi direttamente per i candidati della nostra lista aperta. Questi non sono solo numeri, ma una chiara espressione della volontà dei cittadini di eleggere direttamente i propri rappresentanti in parlamento. Permettetemi di ricordare che questa competizione con liste aperte si è verificata in condizioni in cui i vecchi partiti si sono uniti per imporci un codice elettorale antidemocratico.
Abbiamo contestato questo tentativo portando la questione alla Corte Costituzionale, e poi siamo stati costretti a ricorrere a un artificio, che comunque rientra nei limiti previsti dalla legge. Pertanto, per stabilire uno standard democratico in Albania, sarà necessario creare le condizioni affinché i partiti politici competano con liste aperte.
A tal fine, chiedo alla CEC di riconoscere le dimissioni presentate l'11 maggio 2025 dai 46 candidati della lista chiusa della nostra coalizione, che hanno dichiarato volontariamente di non voler assumere il mandato di deputato. Vorrei ricordare che le nostre azioni sono state intraprese in pieno coordinamento con la CEC. Per questo motivo, insistiamo affinché la CEC agisca in conformità con la sua precedente prassi, in cui le dimissioni presentate sono state riconosciute senza ostacoli o interpretazioni selettive. Qualsiasi deviazione da questo standard, nel nostro caso, costituirebbe non solo una violazione del principio di uguaglianza, ma minerebbe anche la credibilità dell'istituzione.
Pertanto, invitiamo la Commissione elettorale centrale a:
Per riconoscere ufficialmente le dimissioni dei 46 candidati delle liste chiuse presentate l'11 maggio 2021, conformemente alla volontà dei candidati;
Proseguire con le procedure di conferimento dell'incarico al candidato primo classificato nella lista aperta, nel rispetto della legge e delle norme democratiche;
Per non permettere alcuna manipolazione o ritardo che costituirebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei 65.000 cittadini che hanno riposto fiducia nella nostra coalizione e nei nostri candidati.
"Crediamo che sotto la vostra guida la CEC sarà all'altezza della sua missione di proteggere il processo democratico e non permetterà alcuna deviazione dalla volontà degli elettori", sottolinea Shabani.
Lini një Përgjigje