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Politike23 Janar 2026, 10:17

Abu Dhabi, il tavolo del grande pericolo: chi negozia le sorti della guerra e perché questo incontro non è formale

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net
Abu Dhabi, il tavolo del grande pericolo: chi negozia le sorti della guerra e
Steve Vitkoff e Jared Kushner /

Emissari scelti direttamente da Washington, Mosca e Kiev si riuniscono oggi in un formato insolito, dove si discute di compromessi senza telecamere e senza illusioni...

L'incontro trilaterale di oggi ad Abu Dhabi tra Stati Uniti, Russia e Ucraina non è una classica conferenza di pace, ma un'operazione diplomatica attentamente calibrata, dove persino la selezione dei negoziatori mostra chiaramente la vera natura del processo. Al tavolo non ci sono figure simboliche o diplomatici di secondo piano, ma emissari con un mandato politico diretto, scelti per la loro capacità di negoziare accordi difficili, lontano dalla retorica pubblica.

Gli Stati Uniti sono rappresentati da Steve Witkoff, una figura non tradizionale della diplomazia americana, ma con accesso diretto alla cerchia ristretta della politica di Washington. Il suo coinvolgimento segnala che gli Stati Uniti non stanno perseguendo un processo tecnico, ma un intervento politico per testare la possibilità di una soluzione pragmatica. Sullo sfondo, il supporto strategico dell'amministrazione statunitense è chiaro: l'obiettivo non è la "pace perfetta", ma fermare l'escalation e gestire il conflitto in condizioni controllabili.

La Russia ha inviato una delegazione politica di alto livello, con Sergej Lavrov a ricoprire un ruolo chiave, il quale, sebbene non appaia sempre pubblicamente in questo formato, rimane il principale artefice della linea negoziale del Cremlino. Mosca si presenta a questi colloqui non da una posizione di debolezza militare, ma da un calcolo strategico a lungo termine: preservare i guadagni territoriali, rompere l'isolamento diplomatico e imporre una nuova realtà di sicurezza nell'Europa orientale. La presenza degli uomini di fiducia di Putin dimostra che il Cremlino sta prendendo sul serio questo canale, ma senza alcuna disponibilità a fare concessioni simboliche.

L'Ucraina è rappresentata da un team affiatato di negoziatori, direttamente incaricati dal presidente Volodymyr Zelensky, con particolare attenzione alla sicurezza e alle garanzie internazionali. Sebbene Kiev continui a mantenere pubblicamente una posizione ferma sull'integrità territoriale, la partecipazione a questo formato è una tacita ammissione che la guerra è entrata in una fase in cui non si può escludere la diplomazia. I negoziatori ucraini puntano a porre fine alle offensive russe e a un'architettura di sicurezza che renda credibile qualsiasi cessate il fuoco, senza essere costretti a firmare formalmente perdite territoriali.

Il fatto che questo incontro si svolga ad Abu Dhabi e non in Europa o all'ONU dimostra che le parti cercano la massima flessibilità e la minimizzazione della pressione politica interna. Questa è una diplomazia da "zona grigia", dove nulla è confermato ufficialmente e ogni sentenza viene valutata come un investimento a lungo termine. A questo tavolo, ciò che si negozia non è solo la fine di una fase della guerra, ma il modello di un conflitto congelato o di un cessate il fuoco condizionato, che potrebbe durare anni.

L'incontro di oggi non produrrà dichiarazioni storiche, ma ha un peso strategico che va oltre il simbolismo. Per la prima volta, le persone che hanno effettivamente il mandato di decidere stanno mettendo alla prova i limiti del compromesso. Se questo canale sopravviverà, Abu Dhabi potrebbe passare alla storia come il momento in cui la guerra in Ucraina ha cessato di essere solo un campo di battaglia militare per diventare una questione aperta di negoziazione geopolitica. Se fallirà, rimarrà la prova che le parti credono ancora più nella stanchezza dell'avversario che nella pace. / Opuscolo

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